26 giugno 2007

Aspettando un portiere/2. Sentimenti IV

Quarto dei cinque fratelli Sentimenti, esempio (raro) di giocatore di cui la Juventus si disfa prima che abbia dato il meglio di se. Perlomeno questo diceva il luogo comune, una volta, oggi bisognerebbe aggiornarlo un po'. Sentimenti era portiere bravo con i piedi: per questo segnava qualche gol (su rigore, ma anche su azione quando si trovò a giocare all'ala per un infortunio, nella Juventus), oltre a fare grandi cose in uscita. Fu portiere della Lazio dal 1949 al 1954, nella stagione in cui i biancocelesti aspiravano a inserirsi stabilmente tra le grandi (impropria la definizione di "quarta grande", visto che il Torino era all'indomani della sciagura di Superga, ben saldo nel cuore degli italiani, e che la Fiorentina arrivò a vincere lo scudetto a metà degli anni 50, sfiorandolo in altre occasioni e innervando la nazionale di quegli anni, che per la verità non era molto ben messa). La Lazio di Sentimenti IV (e dei suoi fratelli) è una buonissima squadra che, anche grazie al suo superportiere, ottiene qualche bel piazzamento in campionato. Il popolare "Cochi", però, diventa una leggenda. Con la quale si misurerà il nuovo portiere della Lazio. Prima di Cochi, ci furono gli anni di Gradella, dopo si aprì l'interminabile era di Bob Lovati, che dura ancora.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

A Sentimenti IV si rimproverava un'emotività eccessiva, che per esempio non gli portò fortuna ai Mondiali del 1950 (con i quali chiuse l'esperienza in Nazionale, se non erro). Di certo, era così bravo da meritare la citazione in qualche pellicola dell'epoca, come ad esempio "La famiglia Passaguai", in cui Aldo Fabrizi - che del film era anche regista - si immedesima nel ruolo di Cochi mentre gioca a palla col figlio, sulla spiaggia di Ostia.

-Rob-

pankus ha detto...

Certo che per un portiere stare giorni senza allenarsi, come capitò alla nazionale in viaggio per il Brasile in piroscafo (Superga era troppo vicina), deve essere un problema. Oltre che emotivo, Sentimenti probabilmente era giù di forma, come tutti gli altri azzurri. Certo che presentarsi a un mondiale dopo aver perso dodici componenti la rosa in una sciagura aerea non aiuta a fare bella figura.

bidescu ha detto...

per uno juventino come me, non può che far piacere leggere di "Cochi" ... sicuramente uno dei migliori interpreti del ruolo del dopoguerra ...