27 giugno 2007

sereni, noi siamo sereni


Così vai via, Matteo Sereni. Sarebbe stato onorevole (per te, per noi) salutarti come l'augusta penna dell'Amenta fece per il prode Pecorino Pancaro, che non so se ritrovi sulle gloriose strade che vai a percorrere. Un amore mai sbocciato, che peccato. Aver avuto in rosa per anni uno dei primi cinque portieri del mondo, e non poterselo godere manco per cinque minuti. Non poterlo ammirare nella quasi sempre ferrea presa, nell'in genere impeccabile piazzamento, nella grande in quasi tutte le circostanze reattività tra i pali, nella continuità, nell'equilibrio, nella capacità di fare spogliatoio, di sacrificarsi, di attendere il proprio momento per mettersi in luce e reclamare un posto al sole. Arrivasti dall'Ipswich Town, te ne vai al Torino. Ci hai guadagnato, adesso dacci dentro. E quando ci incontreremo sul campo, cerca di essere ancora una volta all'altezza di te stesso.

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