25 luglio 2007

Autoregolamentazione dell'informazione sportiva

E' stato approvato un codice.

Il codice è stato sottoscritto da tutte le associazioni degli editori radiotelevisivi (aeranti-Corallo, Alpi Cnt, Conna, Frt, Rea, Rna) e da Europa Tv, Prima Tv, Rai, Rti, Sky, Telecom Italia Media, Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della stampa italiana, Unione stampa sportiva italiana, Federazione italiana editori di giornali.

Alcuni stralci:

Art.2

1.Il commento degli eventi sportivi dovrà essere esercitato sui diversi
media in maniera rispettosa della dignità delle persone, dei soggetti e
degli enti interessati, con la chiara distinzione tra il racconto dei fatti e
le opinioni personali che si hanno di essi.

2. Le parti si impegnano in ogni caso a evitare il ricorso a espressioni
minacciose o ingiuriose nei confronti di singoli individui o di gruppi di
persone quali, ad esempio, atleti, squadre, tifosi avversari, arbitri,
giornalisti, forze dell’ordine, soggetti organizzatori di eventi sportivi,
etnie, confessioni religiose.

3. Le parti assicurano una corretta informazione relativamente ai reati
commessi in occasione di eventi sportivi, tenuto conto della loro
rilevanza sociale.

4. Nel rispetto della propria autonomia editoriale, le parti si impegnano a
stigmatizzare le condotte lesive dell’integrità fisica delle persone, della
loro dignità e dei beni di proprietà pubblica e privata verificatesi in
occasione di eventi sportivi. (...)


Ora, benedetto iddio. Ma c'era bisogno di un codice "aggiuntivo" per stabilire queste "regole", che dovrebbero essere l'abc per chi fa seriamente un certo tipo di professione? Ma impedire a gente non qualificata di fare informazione sportiva non sarebbe meglio? Mi ci metto anch'io, sia chiaro. Ci mancava che codificassero che il furto è reato. Mi aspetto che operino, invece, per vigilare.

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