16 luglio 2007

Caro Oscar

Caro Oscar, anche se a Sheffield è andata male possiamo dircelo: ce l'hai fatta. Hai corso in un paio di meeting del Gran Prix, mica noccioline. E in una circostanza hai fatto anche una bellissima figura. Adesso lo svizzerume di IAAF e CIO s'interrogherà sulla reale influenza delle tue protesi al carbonio con tutta la freddezza di questo mondo. E' giusto rispettarne lo zelo, anche se viene spontaneo mandarli a quel paese. Ma ci sono procedure, regole, commi, sentenze e varie, ed è possibile che ti rispediscano fuori dal circo, anche se non hanno il cuore di farlo con chi palesemente bara, ed è successo. E' così che funziona e non possiamo farci niente, servirebbe scandire col cuore i passi della tua corsa, loro sono stati lì a contarli con il cronometro in mano, tutti lancette e centimetri. Compito ingrato, che va rispettato ma impedisce un po' di ascoltare l'emozione, l'umanità dello scalpiccio dei tuoi piedi sulla pista. Perché anche se di carbonio sono piedi, sono la proiezione di quello che ti manca, la restituzione di qualcosa che hai saputo "sentire" allo stesso modo. Certo, come dicono loro, le protesi non si stancano, Oscar. Ma noi sì, noi un po' ci stanchiamo di vedere un mondo che calpesta qualunque regola e che si ritrova all'improvviso incapace di uscire dal pantano della norma, se impedisce un passo avanti, un gesto di speranza, un giro di pista nell'umano desiderio di vincere questa maledetta debolezza. Portare ai mondiali uno senza gambe. Diciamolo così, fuori dal sozzo politically correct. Non diversamente abile, abile malgrado. Tanto quanto e più di chi quelle gambe le ha, e magari frigna alla sfortuna. Che lezione che ci regali, Oscar. Sarebbe giusto oltre ogni limite sdebitarsi concedendoti addirittura una wild card, esentandoti dal minimo, presentandoti come esempio dalla faccia pulita di uno sport che è speranza, se è vero che si esprime attraverso gesti naturali, che è stato il primo a globalizzarsi davvero e a mettere sullo stesso piano atleti figli di ogni paese, cultura, religione. Probabilmente non lo faranno, le regole gli impediranno di essere umani. Adorneranno di medaglie i taurini colli dei lampi alimentati a GH, pensando con un brivido alla tua corsa tecnologica e a chi costruisce la protesi più elastica per te.
E si sentiranno nel giusto. Perdonali.

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