27 luglio 2007

Comincia il viaggio di Letta

Con un video nella media, tra il fintino e il leccatino, Enrico Letta comincia il suo viaggio di candidato alla guida del PD.

"Vorrei che il Partito Democratico riconquistasse la parola libertà. Libertà è una parola fondamentale nella vita di un uomo ed è una parola fondamentale dei democratici. E' la parola che è stata scippata, è la parola che è stata cambiata e io penso che anche candidarsi sia un'espressione di libertà"


"Secondo me l'unico modo per evitare 'l'effetto calderone' è la chiarezza e la trasparenza. Quello che ci chiedono in assoluto è una politica che decida, fatti precisi, concreti, scelte".


"Un paese che non fa figli è un paese che non vuole futuro e se l'Italia è arrivata al punto di essere insieme al Giappone il paese col più basso tasso di natalità al mondo abbiamo un problema".


"La nostra forza è la voglia di protagonismo delle persone. C'è questa strana idea che la competizione crei disastri. Quando mai. La competizione porta avanti, la competizione spinge ognuno a dare il meglio di sé".


Mi andrebbe anche tutto bene, a parte il tempo che ci ho messo a raccattare la mandibola crollata a terra al suono di qualche ovvietà troppo ovvia. Trovo anche condivisibile quello che dice Bellacci: una risposta sobria a Veltroni. E' che fatico a considerarlo un candidato alternativo: al di là dei nomi, mi sembra che si tratti della stessa cosa. Non è un buon segno, ma forse è un problema mio.

Aggiornamento:
Qui c'è una serie di buoni consigli per il candidato presidente. Il fatto che si cerchi di utilizzare il blog, o un qualunque altro mezzo su internet, è confortante anche se è soltanto un passo piccolo, timidissimo. Non ci vuole poi molto a creare una presenza un po' più forte su internet e ad aprire un canale di comunicazione con la gente che sia vero. Regolato, limitato, parziale, compatibile con la tirannia dell'orologio, ma vero. Finto, abbozzato, tarocco, fatto per riempirsi la bocca con la presunta modernità del mezzo e via così, serve a poco se non a farsi del male. Mi sembra che qui si stia talmente indietro che si potrebbe tranquillamente non parlarne. Una cosa è certa: si va su Youtube perché poi ne parlano i giornali e la televisione. in un certo senso, perciò, si va su Youtube voltando le spalle al pubblico di Youtube e guardando a un altro pubblico. Una scelta pessima.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

no, il gabbiano della libertà no!

pancrazio anfuso ha detto...

effettivamente è teribbbbile

rael ha detto...

io gggiuro credevo fosse follini.
sarebbe ottima mossa strategica del direttivo segarlo già solo per questo motivo.