23 luglio 2007

E sulle pensioni, il botto

Tutti tirano acqua al proprio mulino. Ciascuno piazza il suo dove meglio gli conviene. Così la pseudoriforma scontenta chiunque. L'Europa, i pensionabili, la sinistra ragionevole, quella irragionevole, la destra, la confindustria, la fava d'Aronne. Si campa 92 anni per gamba, a parte gli usurati che sono i più incazzati e stirano le zampe chi prima dell'età pensionabile chi poco dopo, dunque sono un problema, ahah, relativo. Ci si ingegna a fare la differenza tra stradini e carbonai sapendo che stanno tutti in piedi per miracolo e ci si nasconde con la solita assurda ipocrisia che la gente va in pensione a 60 e si leva di chiulo a 90, e cresce. Cioè, che la carriera da pensionato è più lunga di quella da lavoratore, visto che a 40 si è ancora precarisssssimi che di più non si può. Si finge che il prestopensionato liberi posti di lavoro, quando il turnover è bloccato ovunque. Nessuno che racconti più di un pezzo di una verità di parte. Si apparecchia il dramma futuro allegramente, tirando ognuno acqua al proprio mulino, ciascun piazzando il mulino sul proprio ombelico. Si potrebbe migrare, forse. E' l'ultima possibilità.

Nessun commento: