27 luglio 2007

La Bocca della verità

A una certa età si può e si deve andare in pensione. Non a 58 anni, forse, ma verso i novanta potrebbe essere il caso.

Questo è l'Antitaliano del vecchio giornalista, sull'Espresso.

Cito a caso:

L'uso generalizzato di un archivio colossale come Internet che vantaggi dà se non moltiplicare notizie e conoscenze vecchie e mal digerite? L'uso delle macchine nell'informazione e nello spettacolo ha avuto effetti disastrosi. Chiamate a produrre sempre di più, consumi sempre più popolari, le macchine hanno prodotto una cultura di facile e bassa digestione. Le ragioni del terrorismo islamico sono note e misteriose ma c'è anche un rifiuto della cultura consumistica, c'è anche il rifiuto di cibarsi solo di sangue, di sesso e di denaro.


Un altro grande ed evidente pericolo è l'imbarbarimento delle lingue. La Chiesa ha tentato di resistere ai volgari di uso comune, ma il ricorso al latino è fallito. Noi non facciamo neanche il tentativo di salvare una lingua colta, curiale, noi integriamo nel nostro italiano un gergo anglosassone e tecnico che si modifica giorno per giorno con nuovi e orrendi neologismi.


Vado a prendere i sacchi di sabbia e l'elmetto, poi preparo una petizione per passare al disco duro, alla memoria volatile, al traversone, al caffé, all'autorimessa, espressioni di un italiano mai esistito. Per il mondo migliore senza le macchine e il progresso, mi basta la zappa di mio nonno.

6 commenti:

rael ha detto...

accidenti, ci manca solo che le stagioni non son più quelle di una volta e signora mia che tempi! che tempi!
dieci a uno che la Signora Bocca diceva le stesse cose negli anni 60 (con tutto il rispetto per la mamma di bocca, sia chiaro)

Anonimo ha detto...

gli altri li ho colti, ma il caffè per cosa stava?

ciao!

g

pancrazio anfuso ha detto...

caffé per bar

Anonimo ha detto...

Non ci volevo credere, ma pare che durante un certo ventennio sui libri scolastici compariva davvero Guglielmo Scuotilancia...

Diffidiamo invece di chi "forza" i termini: quando sento parlare di outsourcing, engineering, internal auditing e compagnia, sono certo che la fregatura è dietro l'angolo.

Rob

pancrazio anfuso ha detto...

Ma sai, Rob, se parti dal presupposto che la lingua è in continuo divenire
ci sta che uno dica outsourcing e che questo poi possa passare dal parlato specialistico all'italiano standard. Se non c'è niente di meglio per esprimere un concetto, va bene. Credo che sia una buona cosa essere aperti alla contaminazione e al cambiamento. Poi è chiaro che se cominciamo a dire sheep invece di pecora uno potrebbe chedersi se è il caso. Outsourcing non ha un equivalente in italiano, come bowling. A parte i birilli che in entrambi i casi vengono abbattuti :)

dalsottosuolo ha detto...

Alla fine, come un vaso troppo pieno, sto gocciolando nuovamente in un blog. Chiamami palchettata, please.
Se ti serve una zappa, ne ho una in carne e ossa. :)
Fiammetta