7 settembre 2007

Sicurezza

Si parla con grande facilità di cervelli all'ammasso e di sicurezza che sarebbe di destra, tralasciando con troppa faciloneria di registrare esattamente i sentimenti e i bisogni della gente. Un po' come si è fatto a Roma per "risolvere" il problema dello stadio in mano a certi ceffi che levati, che poi è un problema di agibilità di spazi pubblici. Si è minimizzato e si è detto che la gente deve recuperare i propri spazi da sé, come se un antifascista di sessant'anni appassionato di calcio potesse realmente sloggiare simboli nazifascisti da una curva intervenendo direttamente. La sedicente sinistra nauseata dai tentativi di affrontare un problema da parte di alcuni amministratori, del problema non si cura. Non lo registra, non è all'ordine del giorno. C'è simmetria tra questo comportamento e quello di chi adotta provvedimenti demagogici per fare cassetta e far finta di aver messo mano, per parte sua, al problema. In mezzo, ci sono i cittadini che si vedono negati diritti e devono accettare un degrado che non riguarda soltanto semafori e parcheggi, se è vero che il nostro livello di civiltà non ci permette, da paese tra i più ricchi, di provvedere a contenere l'impatto dell'immigrazione e i suoi tremendi costi sociali, salvaguardando la dignità dei cittadini e degli immigrati. La manica larga di chi vuole glissare a tutti i costi sul problema ha la stessa matrice politica: sembra di assistere a una conta, a una divisione tra sinistrasinistra e sinistracentro. Credo sia un'indegna presa in giro e che si sia molto lontani dall'atteggiamento mentale adatto a far sì che la gente faccia in modo di accettare questa situazione e di collaborare a risolvere il problema. Della dignità delle persone, italiane o straniere che siano, frega poco a tutti: così diventa un "bene" da difendere lo sfruttamento dei bambini scopo accattonaggio più o meno molesto, e diventa strumento da rivendicare la funzione di polizia. Che chi ce l'ha, curiosamente, non la esercita, gettando acqua sul fuoco e riclassificando coltellate tra tifosi come puncicate di poco conto. E allora forse ha ragione Cacciari: hanno deciso di portare cervelli all'ammasso. Ma quelli di tutti.

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