29 ottobre 2007

passerà


A un certo punto aigor ghignava con l'occhio asimmetrico e diceva: "potrebbe andare peggio. potrebbe piovere". E giù lo scroscio. Oggi s'è messo a piovere sulle sfortune di Delio e della Lazio, ed è arrivata una sconfitta inattesa. Sbagliato, perché l'Udinese è pericolosa e la Lazio non se la porta da casa contro squadre medie ben messe in campo. Ma l'incapacità di valutare lucidamente gli eventi che girano intorno alla Lazio ha da tempo colpito la gran parte dell'ambiente. Dunque si continua così, tra guelfi e ghibellini, con questo e quel burattinaio, con l'adesione acritica a questo o a quel partito ad aumentare il parossismo al veleno che sembra non lasciare mai la Lazio in questo ventunesimo secolo, a replicare la scia di traversie che segnò una lunghissima notte seguita al primo scudetto. Gli ingredienti per spiegare stenti e sconfitte degli ultimi tempi ci sono tutti, addirittura ce ne sono d'avanzo e sono tutti riferibili al fatto tecnico. Problemi di giocatori e di tempi di recupero, problemi logici di allenamento che affliggono una rosa inadeguata al doppio impegno e falcidiata dalle assenze, la consapevolezza in tutti i protagonisti del campo che è stato fatto poco per rinforzare la squadra, il che costituisce un alibi. Si sa da sempre che questo per una squadra è veleno, peggio ancora per una squadra dalle risorse non illimitate come la Lazio. La crisi blocca molti protagonisti fondamentali, chi infortunato, chi involuto, chi stanco, chi immalinconito. La Lazio tornerà a crescere, a lavorare con tutti gli effettivi, a esprimere il suo bel gioco come nella serata di gala contro il Real Madrid. Ma ci vuole tempo. Rossi si prenderà le sue rivincite. Ma questo non servirà a svelenire l'ambiente, preso nella sua smania di demolire centosette anni di storia. Mercoledì c'è il derby, e ci si arriva come peggio non si potrebbe. Con la certezza che un eventuale esito negativo getterà altra benzina sul fuoco, come se le somme di un campionato si tirassero alla fine di ogni partita. I conti si fanno alla fine, ma qualcuno ha già fatto i propri. Attenzione, però, che non sempre i conti tornano...

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