28 novembre 2007

Ai celenterati, celentani?

Io non so dov'è il confine tra il bisogno di futilità del pubblico e la particolare sciatta attitudine della televisione a insistere sulla proposta più vuota, futile, appunto, e a contenuto zero. E' una televisione fatta per un pubblico cretino, come valore generale, oppure ha scavalcato anche l'ultimo cretino ed è in fuga solitaria, anche se all'indietro? A guardare un sacco di programmi TV pare così, a noi incrollabili sostenitori dell'intelligenza di base dell'individuo medio. Ciò che fa di Celentano un guru e del suo programma televisivo un evento salutato dalle prime pagine dei giornali e non solo dall'estasiato Mollica è lo sprofondamento del livello generale: la tirata qualunquista, tra una pausa, una teoria bertoldiana e un'ovvietà presa di peso dal frasario di qualche signora mia il bravo Adriano l'ha sempre sfornata, fin dai tempi di chi non lavora e della via gluck. Non è mica lui che s'è messo chissà cosa in testa, è il resto che se l'è data a gambe e ha preso le distanze da ogni parvenza di ricerca della qualità, salvate alcune mosche bianche e messi sul piedistallo alcuni pezzi da novanta che impallidiscono di fronte ai mattatori della televisione di una volta. Pensiamo a Fabio Fazio, che conduce un programma che dovrebbe essere uno dei picchi massimi della tv di qualità del momento. Poi riflettiamo su quanto siamo caduti in basso, senza nulla togliere a nessuno.
Paolini su La7 ha dimostrato che se la proposta è buona la gente se la guarda. Non gli pare vero. Adesso va della roba talmente imbarazzante che la gente esce e si attacca a un carrello pur di stordirsi dentro a un centro commerciale. Perché la tv non serve nemmeno più a digerirsi la tagliatella felicemente allopiati sul sofà.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma non mi dire che lo hai guardato... io lo salto regolarmente e mi sento in forma. :)
Diciamo che la TV concorre a spingere verso i centri commerciali, ma è in buona compagnia: il mondo intero ormai è un inno allo shopping compulsivo. E' come essere una particella di stronzio in Matrix, solo che il telefono invece di metterti al sicuro, ti finisce di rovinare. Non so precisamente cosa io intenda dire o dove voglia arrivare con questa faccenda del telefono a scomparsa della particella di stronzio, quindi lascio questa affermazione in una sorta di suspence biochimico-filosofica.
:D
Vado, neh, che è meglio. :D
Baci.
Fiammetta

pank ha detto...

no, Terè, e chi l'ha guardato?
Commentavo i commenti letti in giro, Celentano è un film già visto un milione di volte, peccarità. Poi l'ho visto a blob e mi è venuta voglia di postare (sai, l'intervento sugli ultras...)

Fabrizio ha detto...

Questa volta Celentano è stato una delusione, ma Rock Politik era interessante, anche grazie a tutti gli artisti che erano sospiti.

Ciao