25 novembre 2007

Botte rosa

Sarebbe facile cadere nella tentazione di banalizzare e bollare come violento un corteo che, pur sfilando contro la violenza sulle donne, espelle dal suo interno Prestigiacomo e Carfagna, contesta violentemente Turco e Melandri e tutto il resto. Sarebbe anche equivoco, perché potrebbe significare, gratta gratta, una sottovalutazione della reazione delle donne che hanno sfilato o, peggio, del problema della violenza sulle donne. Io sono dalla loro parte, ma non penso che, oltre a testimoniarlo e a comportarsi come meglio si può nei loro confronti, si possa fare. In quanto maschi. Non credo che ci si possa davvero compenetrare, se si discute così nettamente la differenza tra i generi. Per chi reagisce un maschio è un maschio, con tutti i distinguo ma maschio rimane. E chi non reagisce spesso ha torto. Mi chiedo, però, se non sia il caso, senza contestare violentemente ministri delle pari opportunità in carica o meno, di chiedere l'abolizione delle condizioni che rendono necessaria l'esistenza di un ministero che di per sé è un'ammissione di colpevolezza. Insomma, non basta proclamarsi moderni e democratici per esserlo davvero. E la violenza che percorre tutto, anche quel corteo, sta lì a certificare che di strada da fare ce n'è tanta.

Nessun commento: