7 dicembre 2007

Chi eravamo, chi siamo

Leggo quotidianamente Squonk solo da qualche mese e mi piace molto quello che dice e come lo dice. Oggi ho letto questo fai a meno di me, scritto per un blog che rievoca un raduno di bloggers che si teneva a Rozzano all'inizio del 2004, epoca in cui io avevo già detto a me stesso che ero oltre il blog. Faccio il verso a Bertinotti. In realtà avevo smesso di curare il mio blog per dei motivi personali validi, che avevano qualcosa a che fare con la mia sensibilità personale. Le cose andavano così, esattamente come dice Squonk: c'era grande eccitazione (non dico fermento ché sennò si pensa che stia parlando dei favolosi anni sessanta) intorno a questa faccenda dei blog. Io curavo già da anni un megaforum di tifosi di calcio, dunque ero abituato a scrivere su internet cose personali. Ma il blog è molto diverso da un forum. All'epoca pensavo fosse meno interessante, ma mi sono ricreduto. Una cosa che ha a che fare con l'entropia. Via blog ho conosciuto mia moglie. Ma l'incontro è avvenuto "dal vivo". Per me è un privilegio assoluto poter inzeppare di contenuti un luogo virtuale. Echi di pensieri, appunti, foto, canzoni, ritagli di giornale, stupidaggini. E anche memorie di incontri nella vita reale messi in moto da incroci improbabili che non si sta a raccontarli mai per come sono avvenuti davvero, non a chi non conosce il mezzo e le sue possibilità. Domenica scorsa ho aggiunto altre due conoscenze piacevoli a una lunga lista. Via internet, sia forum che blog, ho fatto incontri che mi hanno cambiato la vita. Non serve raccontarli esplicitamente, perché li raccontiamo ogni volta che apriamo un post e aggiungiamo altra roba a questi fiumi di parole che scorrono paralleli verso un mare che non si sa dove sia, ma c'è.
Leggo per lavoro di vino e di giudizi espressi ogni giorno da persone che nella vita valutano per mestiere quello che fanno gli altri. A quelli che leggo vorrei offrire un riflesso, vorrei fare da specchio a chi scrive e dirgli di continuare a farlo, come viene viene, perché è importante. Anche se c'è chi se ne approfitta, chi ci si atteggia, chi è invidioso, chi mette il palchetto per fare il fico, chi vuole fare la blogstar, chi la primadonna, chi ritiene di poter ragionare con le community come si faceva una volta con le comitive. Cazzate. In una community "ci scrivi dentro", ma chi scrive è sempre uno, che più che con gli altri si confronta con se stesso. Il mio giudizio sul vino-blog di Squonk è: tre bicchieri. Ma è un pretesto, questo, per parlare d'altro. O per farsi passare la fame, la voglia di dire.

1 commento:

Squonk ha detto...

Non mi imbarazzi, la prego, che qui non meritiamo tanto.