28 dicembre 2007

Epolis cambia

Il direttore, Antonio Cipriani, ha già salutato con un editoriale prenatalizio. Vedo che si susseguono gli addii, con tanto di saluti ai lettori: ieri, anche Remondino e Chiara Lalli. Mi dispiace. Ho collaborato con alcune testate di Epolis (Sardegna, Firenze, Roma) per parecchio tempo, e ho visto nascere il progetto prima di chiunque altro, in certe serate perse dentro qualche osteria dell'alto Lazio insieme a Antonio, che, a parte l'invidia di qualcuno in giro per la rete, è stato l'artefice massimo di questo giornale-caso, che aveva nella mente già all'inizio del 2001, prima ancora di andare a dirigere l'Ora, a inventarsi il modo per distribuirlo quando gli edicolanti lo facevano sparire dal banco... A scrivere per Epolis restano (spero a lungo) amici importanti, per me, come Daniela Amenta e Claudio Moriconi, oltre a persone che ho conosciuto e letto per tanto tempo. Chiara Papaccio, Federico Malerba, Cristiano Cesarini, Malcom Pagani. Non sono addentro alle cose del giornale e non so chi di loro resta o va. Mi sento di inviare i miei auguri a tutti, chiedendomi come mi sarei comportato io se mi fossi trovato in una situazione del genere, con l'etica politica da una parte e le scelte di vita pesanti e laceranti dall'altra. Per questo qui esprimo la mia stima e il mio affetto profondo per Daniela, alla quale so quanto costino queste scelte, pagate per contanti e di persona. Per il resto, io ringrazio per aver scritto, cosa che m'inorgoglisce e di cui sento la responsabilità. L'ho fatto perché dentro al giornale c'era un amico. Da raccomandato, insomma. Ma ciò non toglie che io sia affezionato a questo giornale e che continuerò a leggerlo quotidianamente, sapendo che per farlo c'è voluto il lavoro di tanta gente "amica".

(Qui ne parla anche Marcello Saponaro)
(Qua Giacomo Bassi)

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