19 dicembre 2007

Un calcio all'etica


Moggi2 impazza sui giornali. Mi chiedo se c'è qualcuno che si rende conto di quanto sia meschinella l'ansia di autoassoluzione che ha portato tutti gli interessati a minimizzare i contenuti di calciopoli, in base a una lunga serie di "principi", alcuni dei quali elencherei in ordine sparso:
- In Italia essere furbi è un valore
- In Italia essere furbi in danno degli altri è un valore elevato alla seconda
- Le regole sono una noiosa zavorra
- Se qualcuno denuncia qualcun altro che viola le regole è un infame e spesso è peggiore di chi ha denunciato
- Il più zozzone dei corrotti avversari è buono, quando gioca con me
- Nel calcio come nella vita retrocedono i più stronzi
- Chi si fa gli affari suoi campa cent'anni
eccetera eccetera.
Il vizio di calciopoli1 consisteva nell'imprecisione, nell'inesattezza, nella sostanziale pecionata fatta dagli inquirenti sportivi e non. Su questa base in molti hanno cantato il loro tanaliberatutti. Il che è un po' come, fatte le dovute proporzioni, se si sostenesse che siccome per debellare le BR i giudizi hanno arrestato più o meno chiunque, allora le BR sono state un parto della fantasia dei giudici. Così non è e questo modo di pensare e di agire innerva nel più profondo questo paese. Moggi ha continuato a lavorare alacremente, e gli atri con lui, magari con qualche precauzione in più.
Della correttezza che ne facciamo? Mica i si fa il PIL, con la correttezza...

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