14 gennaio 2008

Economia della felicità

Ho letto il libro di Luca De Biase, Economia della felicità. Non è il genere di letture che amo, ma l'avevo visto sul banco da Feltrinelli ed ero incuriosito dal fatto di conoscere di nome De Biase, pur non seguendo il suo blog. Cosa che poi ho incominciato a fare. A parte i giudizi sul libro, che non ho intenzione di recensire perché non ho i requisiti per farlo e perché non rileva, qui, è da qualche giorno che rimugino su parecchie cose, contenute nella seconda parte del libro e riferite prevalentemente al tema della qualità della vita. Cose su cui sono d'accordo, su cui lavoro da anni e sulle quali ho basato scelte fondamentali della mia vita, per esempio spostandomi a vivere da Roma a Siena. L'importanza di fare un lavoro al meglio delle proprie possibilità è un tema che mi è caro e che mi sfugge sempre, per carenze mie e per i casi della vita. Una cosa che non riesco a fare perché non mi riesce di metterla nel mirino adeguatamente e perché è difficilissimo riuscire a rimanere immuni all'enorme sollecitazione dei bisogni autoindotti e della logica dell'incremento che ci rende schiavi. Cose molto importanti anche sui blog e sulla rete in genere, sulle quali mi piacerebbe tornare e probabilmente lo farò, continuando a rimuginarci sopra.

Qui una sezione del blog di De Biase che contiene materiale sul tema.

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