15 gennaio 2008

Produrre senso

Ma come, e quanto? Stasera guardavo su La7 il programma di Antonello Piroso (niente di personale) e c'era lì Gilioli, con un servizio su Grillo e un po' d'improperi da scaricargli addosso. Tra le altre cose scorreva nel serpentone l'assunto che a ogni pié sospinto si ritira fuori, su internet che manderà a casa i giornali eccetera. Ora, è tutto molto bello e probabilmente in Italia non si percepisce quanto sposti il dibattito internettico, forse la cosa si sente di più in America o dove. Però, condividendo tutti i giudizi sulla bellezza e sulle proprietà della rete e dei mezzi che mette a disposizione, personalmente sarei meno reciso. Mi soffermerei di più sul grande valore che ha l'interattività costituzionale di internet, rispetto alla fruizione passiva dei contenuti che gli altri media ci scaricano addosso lasciandoci in ultima analisi la sola scelta di aprire o chiudere il flusso. Non sarà poco, certo. Ma attribuendo grande valore alle relazioni costruibili con l'aiuto di internet, credo che sarebbe bene mettere a fuoco davvero l'entità dell'impatto di internet sui rapporti sociali e i suoi possibili sviluppi futuri. Anche usando qualche prudenza, senza per forza scalmanarsi per l'eccitazione.
Occupandosi, se possibile, di immettere contenuti in questo network che, anche se è vero che acquista valore per il solo fatto di crescere come struttura, vale a mio avviso molto di più se sale la qualità dei contenuti che circolano. Sempre a margine della lettura sull'economia della felicità.

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