25 gennaio 2008

Tutti al circo

Ho guardato su sky la diretta del voto.
Quando Marini ha tolto la seduta, ho fatto un giro di zapping: Fiorello che ballava, il posto al sole, papi, nani&ballerine. Solo Giuliano Ferrara parlava di quello che è successo. A conti fatti, questo è il Paese reale e Montezemolo mi è sempre sembrato perfettamente allineato.
Certamente, le scene con la mortazza, rutti e caroselli ben si attagliano a questa miscela di elettorato fatta di annichilitori, ignoranti, reazionari e inciucioni. Che esprime i suoi rappresentanti, giustamente, a propria immagine e somiglianza. Non salverei nessuno, ma non per generalizzare: proprio perché questo è il pensiero che alla fine da questo paese viene fuori, con buona pace di quelle poche persone che ragionano come si dovrebbe. Sempre meno, sono sempre di meno, sempre più relegate ai margini, salvo disperatamente andarle a ricercare quando c'è da partorire un qualche manifesto politico che dia un'incipriata al cartello elettorale o alla piccola consorteria locale.
E' un paese che non vuole regole, non vuole valori, non vuole ricordare, non vuole programmare. Che considera qualunque cosa un diritto per cui puntare i piedi e che pensa di non avere doveri. Uno come Prodi, con tutti i suoi difetti ben sottolineati, si badi bene, l'Italia non se lo merita. Si merita la demagogia veltroniana (nella migliore delle ipotesi) o il massacro di ridicolo berlusconiano. A oggi vincerebbe a mani basse il secondo: a quanto stanno i nasi da pagliaccio?

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