30 marzo 2008

court-bouillons

Se uno non è soddisfatto c'è un motivo aritmetico: la Lazio ha fatto ventuno punti in meno rispetto allo scorso anno. Troppi.
Ho pedalato fino alla quercia. Il freno non andava, ho spaventato il gatto ciccione e il cane vecchio mi ha fatto un bercio un po' stonato e poi se n'è tornato al sole. Il bassotto traditore s'è azzoppato e fa gli occhi tristi. La primavera impazza. Anche i fagiani lanciano segnali d'amore elettrici.
Fadhel el-Said dice che la terra è piatta. Come il suo encefalogramma.
Intanto parte la torcia olimpica e anche ieri allo stellino c'era un gruppo di gazzillori che correvano dietro alla municipale. Il Cern, dicono, crea un buco nero che inghiottirà la terra. Spero incominci da qualche parte della Cina. Il risotto ai carciofi è venuto benissimo, salsa sublime, vialone nano perfetto, alcune modifiche da fare alla prossima volta. Era buona pure la barbera. La fine di Matteo Bagnaresi è atroce quanto quella di Gabriele Sandri, per conto mio. A metterla sullo stesso piano sono persone tra le poche che hanno davvero il diritto di parlare e d'indignarsi: i familiari di Gabriele. E quindi mi sto zitto anch'io.

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