22 marzo 2008

Primavera biancoceleste


Come sempre, a Roma è facile. Basta giocare bene due partite (quelle là) e i giudizi cambiano radicalmente: è una forma di provincialismo criticabile, ma è la realtà. Così la Lazio riscatta una stagione deludentissima, che la vede dieci punti almeno sotto le sue possibilità, dopo una grigia eliminazione in Champions League. Tutti campioni, un tecnico fenomenale, una strategia illuminata. Figuriamoci se non sono contento: secondo me la squadra vale tranquillamente il quarto posto, Rossi è un allenatore eccellente e Lotito un ottimo presidente. Brindo alla vittoria e al Behrami ritrovato, e aspetto fiducioso che qualcuno mi spieghi gli undici stracci esangui e balbettanti che ho visto in campo nella metà delle occasioni precedenti. Perché non è possibile che siano tutti fenomeni, qualche somaro ci sarà pure da qualche parte. E non credo si tratti di Makinwa e di Stendardo, partiti a gennaio, o del povero Mauri finito in panca. Neanche ho visto Bianchi e Dabo cambiare faccia alla squadra. Dunque, se oggi si gioca bene e si vince sono pronto a tributare onori a tutti, peana, sviolinate e manduline. Ma ditemi perché fino a un mese fa questa squadra faceva cacare. E per colpa di chi, grazie. poi, sono pronto a confermare chiunque...

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