28 aprile 2008

Arrivederci Roma

Il mio ultimo gesto da cittadino romano l'ho fatto stamattina, votando alle undici per il ballottaggio. Sono ripartito dalla capitale prima che si completasse lo spoglio, anche se i primi dati facevano presagire la sconfitta secca di Rutelli. Ho avuto la certezza del risultato una volta riparato nell'amica Toscana. Uso volutamente un tono pomposo, meglio parlare come se si fosse esiliati. Gli echi dei caroselli delle corporazioni tassinare erano largamente prevedibili. Mi dispiace per chi resta, l'onda violenta del voto del 13 aprile ha sommerso ogni velleità di resistenza. Chi non ha votato Rutelli al ballottaggio lo ha fatto per mille motivi, tra i quali c'è anche la stanchezza e il senso di scoramento. Spero che Alemanno amministri bene la città. Spero che la amministri da fascista, perché la gente si renda conto di chi ha votato e capisca se e quanto sia giusto, nel 2008, agire con leggerezza a proposito di questioni così importanti. Spero che chi non riusciva proprio a notare differenze tra centrosinistra e centrodestra non sia costretto brutalmente a rendersene conto adesso. E non perché mi spiacerebbe per chi se lo merita, anzi. E' che mi dispiacerebbe per chi non se lo merita. E ce n'è tanta, di gente, anche gente che conosco. Tenete duro, passerà la nottata. In condizioni normali, l'alternanza sarebbe giusta e democratica. Ho paura che qui le condizioni normali ce le possiamo sognare...

3 commenti:

ragnoblu ha detto...

quel fascismo lì, facilmente riconoscibile, non esiste più. Le porcate rimarranno probabilmente nascoste, mentre saremo impegnati a parlare di campi rom e ipotetici stadi di calcio.

Anonimo ha detto...

Ti avevo lasciato un commento in Salvateci.
Non sono romana, come è noto, eppure mi sento una vera merda, come se lo fossi.
Fiammetta

pank ha detto...

certo, ragno mio, avremo la versione edulcorata, riveduta e corretta.
Teré, qua la mierda ha saltato ogni steccato e c'insegue in ogni dove, è un incubo