17 aprile 2008

Corti

Il governo ombra è roba vecchia. La telefonata di congratulazioni è una veltronata: il fair play si usa con chi se lo merita, con gli altri è meglio stare zitti per evitare di aumentare il grado di godimento. Qualunque dialogo postvoto Walterino tenti, sarà accusato d'inciucio. E' il suo destino, ormai. Oppure è lo stucchevole loop a disco rotto che sono capaci di intonare alcuni: inciucio qui, inciucio là, dietrologia a grandinate e via. A me sembra che tutti stiano recitando la propria parte in commedia, da Berlusconi all'ultimo communista così, no così. Film già visti, qualcuno drammatico, qualcuno ridicolo, qualcuno patetico. La Lazio non riesce a battere l'Inter nemmeno se l'Inter vuole perdere a tutti i costi. Annata pessima, ma c'è ancora qualche straccio di speranza. Non c'è più per i morti sul lavoro di ieri. C'è un commento da GR che dice che nell'azienda non c'erano operai sindacalizzati. Ho idea che sia una condizione comune a molte aziende. Ho idea che questo accada sempre meno per volontà dell'imprenditore. Sempre più per scelta del lavoratore. Che non sempre ha torto, anche se per cento euro in più decide di mettersi a novanta gradi davanti al datore di lavoro. Detassare gli straordinari ha un senso: si toglie qualche risorsa a qualche pezzo di paese parassita. Una cosa che potrebbero fare i mostri che si accamperanno a Palazzo Chigi è dare una tagliata ai rami secchi della pubblica amministrazione, vacca da miliardi di tette. I soldi della collettività vanno spesi meglio. I dipendenti da aziende private si spaccano il deretano dieci ore al giorno. Sarà per far ricco qualcuno, sarà anche per cercare di migliorare la propria condizione. Fatto sta che in molti posti imprese e lavoratori condividono qualcosa. Non sono solidali con nessuno, questo no. Ma non hanno torto per forza. Questo, qualcuno non lo ha capito. Avrà tempo, da qui in poi. Cinque anni. Anche per verificare se è vero o no che la sicurezza è un problema percepito. A conti fatti, sembra di sì.

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