7 aprile 2008

Gastronomi si diventa

Ma anche no. Dipende, insomma: io se se tratta de magnà, gastronomo lo nacqui. Ultimamente vado bene anche in versione cucinante, almeno così dicono le cavie cui propino le sperimentazioni carciofogene. Come diceva quello che il coraggio era inutile darselo se si viveva bene anche senza, sarvognuno: cacio e pepe è sempre un punto d'arrivo. Tocca vedé la partenza qual è... Tornando alle sofisticazioni, sarei contrario. Ma non alle contaminazioni, pur apprezzando i prodotti territoriali. Punto sempre dritto sulla contaminazione, non va mai male. Poi quando vai da qualche parte ti porti dietro la scia, e dopo qualche settimana di eco e di suggestione la metabolizzi e te la ricordi. Così la Liguria ci lascia profumi, erbe, origani, olive, pesti, salse con le seppie, le patate, i piselli, roba povera e buonissima. Ce li ricorderemo.

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