17 maggio 2008

L'onda di piena


E' un'onda di aggressività quella che sta passando in questi giorni. Arriva da lontano, sospinta da anni e anni in cui si è morso il freno, cercando di adeguarsi a quel minimo di politically correct che consentisse di essere accettati in società. Le elezioni hanno fatto saltare le chiuse: la piena è passata e travolge tutto. Liberatoria. In molti si sentono finalmente di dire quello che hanno taciuto o borbottato sottovoce per anni. Riesumano dai solai dell'oblio vecchi slogan, pugnali e digrigni di mascelle.
Il ghigno rabbioso con cui liquidano anni di storia la dice lunga su quanto sia stato atteso questo momento e su quale travaglio ci sia stato nel maturare il giusto tempo per far di nuovo uscire la fogna che avevano dentro. Si fa presto a dire fascisti. Non è questione di ideologia, ma di violenza, arretratezza, grettezza, ignoranza, disamore per il prossimo, per il bello, per quello che non si comprende e che per questo si rifiuta. Il contrario, se ci pensate, di quello che in genere si classifica alla voce "intelligenza".

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