22 luglio 2008

(I can't get no) Satisfiction

Stefano non è alto, ma ha i piedi grandi e uno sguardo dolente dietro agli occhiali piccoli, che si trova sempre nella dimensione appesa al buco nello stomaco che le cose non vanno come dovrebbero, chi ci dovrebbe essere non c'è e alla fin fine nessuno ci sta vicino veramente e siamo soli su questa maledetta barca alla deriva. Però Stefano ride e scrive bene. Fa così: prende un ritmo forsennato e tira fuori qualcosa di teso e di elegante, che sorvola il malloppo delle parole e prova a spingerle al massimo ma poi alla fine le molla, perché non ci sono parole che vanno bene per esprimere l'indicibile. E poi ride, quando arriva la luce. E fa battute taglienti e aspre e non è uno buono.
E' uno che gronda sangue. Roba indigesta per chi è aduso al conformismo e non ama i guizzi e gli scarti di chi possiede il colpo d'ala. La sviolinata è per dire che Stefano sta a Roma a presentarci Satisfiction, rivista di critica letteraria affatto trombona, giovedì sera alle 20, alla libreria Flexi. Io non ci sarò, allocato a settentrione. Il che è un ottimo motivo per andare. Per chi fosse impossibilitato, invece, Stefano è raggiungibile qua. E anche, da adesso in poi, sul blogroll che guizza qui a destra. Avercene.

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