25 ottobre 2008

L'Unità

Nuovo nuovo, l'ho comprato. Bello, m'è proprio piaciuto

23 ottobre 2008

La scuola di partito

"Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le
deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e
deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve
essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la
fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà,
cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la
scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del
totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè.
Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne
ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le
scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più
permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono
scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è
un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola
di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido,
come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono
pericolosissime..Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un
partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente
vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento
per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata
dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le
scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa
resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è
stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta
un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e
comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le
scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di
privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a
queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di
Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di
dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro
figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A
"quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e
si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola
privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare
apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora
le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna
discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i
cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho
già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la
sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la
serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli
minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle
scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole
private denaro pubblico"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa
della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

ti ho sempre amato


17 ottobre 2008

scivolate

Concita De Gregorio alle invasioni barbariche: "topolino e diabolik erano bisex".

piazza

Non fossi andato in piazza da quel dì scenderei in piazza anch'io con i ragazzi delle università.
Detto questo mi scandalizzo per i commenti che mi manda il cervello quando li vede in tv.
Brutta bestia, l'invidia

16 ottobre 2008

strano

quando ci sei tutto fanno meno che mostrarti apprezzamento, poi se te ne vai se fanno girà i coglioni. E c'è sto fatto che devono sempre cercare di ipotecarti la vita, di farti continuare a fare qualcosa che garba a loro... non te ne andà sennò poi chi mi fa le cose a me, o a noi? Lasciando stare chi ti chiede di svenarti pur di mantenere un insensato punto d'appoggio dove c'è il passato.
Sono tempi duri, bisogna andare.

13 ottobre 2008

mi piacerebbe sapere

Dove cazzo ha vissuto finora chi si stupisce di quello che è accaduto a Sofia ad opera degli ultras al seguito della nazionale. Questo paese vive in uno stato confusionale preoccupante: si racconta le facce "buone" del fascismo e poi si scandalizza per quello che fanno i fascisti quando recitano se stessi. E' un paese che esalta il valore delle palle e non ha il coraggio di rivendicare le proprie azioni. E' razzista nel profondo e gli ripugna essere accusato di razzismo. Mah...

le inutili bacchette

Ma perché certe persone (tante) vanno a passeggio su percorsi assolutamente comodi con i bastoncini da trekking?
Ma non gli danno impiccio? Se ne vedono tanti, in giro, che mi sembrano francamente ridicoli...