11 marzo 2008

inter

Non ce la può fare, mi sa.
Ma nel calcio a farti grande sono anche le imprese.
Una volta bisognerà farne una, altrimenti nella storia non ci si entra, anche se si vince quasi sempre.

10 marzo 2008

tempus fugit


fat superman, e che solo fat normalman?

i derby non sono tutti uguali

anzi. Per quanto sentita, la partita tra Siena e Fiorentina è un urto fiero tra due entità abituate a una vicinanza odiosa. E la cosa si sente perché non è proprio normale che due tifoserie contrapposte si rinfaccino esiti di battaglie avvenute quasi otto secoli fa... Comunque, la partita va un po' come la storia: si vede che Firenze è più forte, si vede che Siena piuttosto che ammetterlo andrebbe all'inferno fischiettando. Nessuno molla, tutti giocano bene, Pazzini sbaglia un gol impossibile da sbagliare, Maccarone piazza un missile potente e preciso al sette, dove il portierone Frey, che sembra la reclame del lampredotto, non può proprio arrivare, inutile che si discetti di piazzamento. Finisce che vince il più debole e coraggioso e che perde il più forte. A me che sono esperto di derby romani la circostanza mi ricorda qualcosa, ma tra viola e giallorossi le somiglianze sono tante.

7 marzo 2008

innovazione

Poi succede che si scopre che è solo una parola che vuol dire e non vuol dire. E che quello che conta davvero è la capacità di fare qualcosa bene. Il che in un certo senso è sempre innovativo, è sempre avanti. Che cosa è avanti, poi? Un oggetto? Un disegno? Un qualcosa che funziona?
Forse è avanti qualcosa che consente di creare solidarietà e ricchezza, quel tanto che basta. Azione coordinata per uno scopo. Ma lo scopo finisce per essere una risultante, dipendendo dall'intreccio della volontà di molti. In ultimo, in una situazione di "lavoro", si agisce sempre a vantaggio di qualcuno più che di tutti. Ed è difficile arrivare davvero a pensare che anche se qualcuno sta più avanti il beneficio è per tutti.

Innovazione è riuscire a non prefiggersi altro obiettivo che l'evoluzione, forse.

Doveva essere roba buona

Mosè tornò con le tavole, come no, ok.
Ma pare si fosse calato giù qualcosa di allucinogeno.
Magari una mescalina all'egizia

5 marzo 2008

esordio

Oggi su DNews, a Milano.


29 febbraio 2008

Fate qualcosa

La storia di Gravina è talmente straziante che non riesco nemmeno a pensarci. Ma dico, accidenti a non so chi, ma a quel disgraziato che si trova in prigione con l'accusa atroce di aver ammazzato i figli, se è vero che questi poveri piccoli non sono stati uccisi, non ci pensa nessuno?
Accidenti, tiratelo fuori di lì. Non può stare in galera neanche un secondo di più.

26 febbraio 2008

leggendo qua è là (benedettiddio)

dalle slide della presentazione del programma del PD

"welfare universalistico"
"diritto dell'economia che liberi l'energie vitali"
"oggi serve un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori"
"no a spoils system e automatismi, si alle centrali d'acquisto"
"investire sugli insegnanti premiandone la loro carriera professionale il merito è l'impegno"
"migliorare il forfettone è garantire la non retroattività degli studi di settore"

a una prima lettura e senza entrare nel merito del significato, una manciata di erroracci e di imprecisioni che manco alle medie. E ho scremato...
C'è da stare allegri, neh

poi, internet

Mi ricordo che c'era un bel sole e venivo giù da Via Del Corso. Risalii verso Santi Apostoli, mi pare. Il posto era lì. C'era Agora che per quanto ne sapevo era internet. Io avevo letto qualcosa sulla stampa specialistica che mi arrivava in ufficio, roba tipo lineaEDP, News3x400 e che. Insomma, entrai e comprai questo set di librettini con una confezione deliziosa. Un tetrapak, come quello del latte, che si chiamava Internet. Dentro c'era tutto, pure un floppy per configurare il collegamento. Un mese gratis. Ho ancora il tetrapak (fa una figura bellissima in libreria) e a riguardarlo sembra passato tanto tempo. Invece stiamo parlando del 1995, massimo 1996. Iniziai di nascosto, al lavoro, con un modem a 14.4... era difficile far capire agli altri di che si trattava, come funzionava, a cosa serviva. E perché sarebbe stata una rivoluzione. Cercando sull'hard disk, ho ritrovato le mie prime paginette fatte in html nel 97. Roba rimasta sul mio pc. Nel 2000 feci il gran salto, arrivando a gestire un sitone come Lazionet. Non c'erano in giro cms, a parte i giornaloni in cui si cominciavano a buttare soldi sull'affare. La Gazzetta, Repubblica, il Nuovo, i NG e tutto il resto. Oggi che la pubblica amministrazione ha obbligato tutti a saltare il fosso, almeno per gli adempimenti amministrativi, si può dire che internet è un cardine fondamentale, uno strumento di lavoro essenziale. Nel frattempo ci si telefona, ci si scrive in tempo reale, ci si inseriscono contenuti con grande facilità e si fanno molte cose meglio, più velocemente e più economicamente. Insomma, finché il mezzo viene valutato per i vantaggi pratici che procura, no problem. Le questioni iniziano quando si va a pesare il fatto che attraverso internet passano contenuti più o meno originali, più o meno autoprodotti, più o meno esterni al sistema dell'informazione che non riesce a comprendere le peculiarità del mezzo. Così s'irride e/o si diffida, trascurando un'analisi profonda della situazione e della sua possibile evoluzione. Si sposta l'ago della bilancia da anni (dal primo giorno) dai tecnocrati puri a quelli che maneggiano i contenuti. Man mano che la tecnologia diventa più facile da maneggiare si supera il bisogno elementare del "tecnico". I tecnici non sono più un ostacolo per chi ha voglia di dire la sua o di mettere a disposizione degli altri un prodotto del proprio intelletto. Il rovescio della medaglia è che molta di questa roba non la vede nessuno. Ma a spostarsi irreversibilmente è la disponibilità della gente a esprimersi. In un luogo protetto, come può essere una community chiusa, o in un luogo aperto, come può essere un approdo nella blogosfera. Si parla, si dice. Ci si relaziona. E questo produce un cambiamento che, a valle, spazzerà via ogni resistenza. In questo, cambiando a sua volta. Il futuro non è quello che irrompe oggi, il futuro sarà quello che verrà fuori dal conflitto tra una società che resiste al cambiamento e una che il cambiamento lo porta avanti. Ogni giorno lo scenario cambia e il confine viene spostato un po' più in là, creando i presupposti per un cambiamento che domani sarà diverso ancora. Come un surf sulla cresta di un'onda che non sarà sempre la stessa.

attenti al video-vigilante

C’è un’insidia tutta particolare per le strade di Oklahoma City: si chiama Brian Bates, ha 38 anni e gira per la città con una telecamera in mano, immortalando comportamenti poco commendevoli di cittadini che mette poi alla berlina su internet, nella sua visitatissima pagina personale (johntv.com) ma anche su youtube. Vittime preferite, i clienti delle prostitute. Brian non si limita a filmare i malcapitati: quando può se ne fa beffe. “Se vi becca la polizia, il massimo che vi può capitare è di pagare una multa. Ma se vi becco io, siete condannati a vita”. Niente condizionale o sospensione della pena: i filmati che Bates mette in rete restano su internet a disposizione di tutti, facilmente reperibili attraverso qualunque motore di ricerca. Una gogna tecnologica in piena regola, che Bates sta trasformando in professione. L’accordo concluso con Youtube gli frutterà circa 70.000 dollari all’anno, ai quali si uniscono i proventi della partecipazione a un popolare TV show locale, oltre ai diritti per la proiezione degli spezzoni in televisione. Bates, che normalmente si guadagna da vivere vendendo agli avvocati la lista degli arrestati della sera prima, è uno dei tanti attivisti che usano la tecnologia a buon mercato per documentare comportamenti immorali e socialmente inaccettabili. Internet offre grandi possibilità per mettersi in evidenza: così Jimmy Justice, automobilista frustrato, mette alla berlina le infrazioni di quelli che dirigono il traffico e Gangbuster, ex marine californiano, documenta le malefatte di presunti gangsters. Non che sia sufficiente, la prova del video, a “incastrare” presunti delinquenti. Ma insomma, la gogna fa paura. Non per niente Bates, che tra le sue vittime annovera anche un prete “catturato” a bordo del furgone della chiesa, usa apostrofare le sue vittime con un eloquente “sei rovinato, amico”. Il successo di Bates si basa sul fatto che denuncia comportamenti sessuali riprovevoli dei cittadini, il che attira l’attenzione: basta guardare alle centinaia di migliaia di visualizzazioni dei suoi filmati su youtube. Bates, per soprannumero, ama condire i filmati con battute oltraggiose per aggiungere pepe alla pietanza. Indigesta, com’è giusto, per molti cittadini, che ritengono che la sua speculazione sia ben più sordida dei comportamenti che denuncia.