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28 marzo 2008

shorts

A primavera mi viene sonno e non mi va di fare niente.
Ho scoperto di essere più vecchio di Ballotta di un anno, sei mesi e sei giorni.
Genova è un posto dove mi piacerebbe stare. Anche per la focaccia.
Di questo passo mi misureranno l'età col carbonio 14.
Ho firmato il mio primo documento pubblico.
Collaboro al mio terzo free press, dopo Epolis e DNews anche qui a Siena.
Il video I am PD era molto bellino. Peccato che i Village People siano berlusconiani.
Le reazioni alla fine di Blogbabel mi hanno fatto rivedere la lista dei feed.
Dopo una vittoria estemporanea al derby, la Lazio ha ripreso a perdere come ha fatto per tutta la stagione. Continui anche alla prossima, non dispiacerebbe a nessuno. Invece vedrai che...

11 marzo 2008

trombonismi

Uno che aveva la pretesa di liquidare la musica popolare (ma soprattutto il pubblico che l'ascoltava e che era anche il pubblico dei media in generale) con quattro bastonate era Adorno. Ma per fortuna c'erano mille storie che scorrevano sotto il sole e che alimentavano uno scambio dove il pubblico è diventato sempre meno passivo, man mano che si sono resi disponibili, riproducibili e reinterpretabili modelli, spartiti, incisioni e poi filmati e foto e programmi per lavorarsi la musica in proprio e spazi dove farla circolare a gratis. Non c'è interruzione in questa sequenza. Stamattina ho sentito Brian Eno che ha detto che every tuesday se ne va a cantare in un coro a cappella. Così, c'era un tempo in cui la musica si teneva sotto controllo. Bastava seguire. Oggi non è più così, e meno male. Anche perché non esiste l'oggettività nel rapporto tra il pubblico e la musica. Uno sente quello che gli piace e descrive come vuole quello che sente. E i critici restano, come nel cinema e nel teatro, quelli che parlano della musica che non sono riusciti a fare. Una forza in perenne conflitto con quelli che la musica la fanno. Oppure in adorazione, ma mai in grado di giudicare oggettivamente un'opera d'arte, se non producendo in proprio l'arte di raccontarla, l'opera. Il che è come scrivere di pallone: lo si può raccontare bene, anche benissimo, ma il gesto rivoluzionario dell'artista resta di chi sa immaginarlo ed eseguirlo. E poi chi è più bravo lo racconta meglio.
Ciò detto, mi piacerebbe se si potesse elaborare un modello in grado di stabilire chi fu più rivoluzionario tra Louis Armstrong e Elvis, per fare due nomi a caso...

3 gennaio 2008

Detto questo

Ho un problema con l'autorità che mi torna su. E poi c'è la faccenda dell'ottimismo che è dei coglioni, e quella di quelli che hanno capito tutto loro e non si fidano e malignano e sottendono trattando tutti da ingenui e da coglioni. Una cosa che non sopporto e che è diventata il modo di essere preferito da molti. Anche Michael Moore non si fida di nessuno, a me viene da non fidarmi quando vedo uno che non si fida di nessuno e che maligna su tutto e su tutti. Anche solo riservandosi un'opzione "cinismo" nella lettura delle cose. Le cose vanno lette nel modo più chiaro possibile, secondo me, ma deve esserci il modo di difendersi senza per forza attaccare. Comunque non mi sta bene...