balconi

A Greve ci sono i balconi, e quanti. Sopra ai portici del mercatale, ma non solo. I vasi grandi dell'Impruneta e i nani nordici che mulinano i piedi sulle bici senza pedali, i gelati gelati, le nane nella greve, le belle scritte d'oro sulle vetrine dei negozi, le russe toscanizzate che dicono "noi stare qui a giro", le case affittate a tanto, pure se sbreccolate e con i prati verdi sotto, a inglesi e a todeschi tutti contenti. Dice la guida del touring che non è proprio Chianti-Chianti, ma adiacente. Mah. C'è la targa che dice che Greve è stata liberata dagli inglesi, che poi l'hanno rioccupata subito. E il gallo nero gigante nel giardino, e il pisellone in fronte al palazzo comunale. La bimba che saluta il tipo sulla moto da cross, e sotto scorre puzzolente l'acqua sulla massicciata. In qualche casa tengono ancora le galline. In giro per giardini facce da Pacciani con le barbe ispide, cicche e ghigne d'immigrati.






