3 aprile 2008
24 febbraio 2008
31 ottobre 2007
Accerchiamoci!
Il nuovo accordo sui diritti tv distribuisce la ricchezza a disposizione delle società di calcio in modo infinitamente più equo, creando delle buone opportunità per chi sarà in grado di sfruttarle. Un taglio del 10% ai riccaccioni, un puntello sostanzioso ai poverini, un incremento del 15% degli introiti della Lazio finanziato completamente dal taglio inflitto ai romanisti. Sul fronte del doping amministrativo, multata la Roma e assolta la Lazio. Ho visto all'opera strategie d'annientamento più taglienti e mafie più determinate a papparsi tutta la ciccia attaccata all'osso.
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29 ottobre 2007
piovono piastre. Di merdra.
Per il corno della mia pancia! Il re di Polonia Lotitsky crede che noi qua siamo fessi, ma che! Pronti invece a mangiargli le onecchie! Ci basta poco, un'intercettazione vecchia come madre ubu, un'altra che non c'entra un pittolo e alé! Phynanze! Salsiccia tutti i giorni! Corona di salsicciotti e trono! M'arricchisco, per la mia candela verde! Ah, vedeste come se le danno, i laziali. Mi credevo che non mi bastassero, i palotini. M'arrabbiavo con Cotice e Pile, li avrei decervellati volentieri. Invece no! Il laziale si accerchia da solo! Basta uno sgub, una piastra di merdra e il gioco è fatto! E che gioco, corno panciolino! Basta un niente, il soffio puzzolente di una cacchina vecchia! Il conte di Vitepsk Previtsky che chiama il re di Polonia e dice: Corno panciolino! Che mio figlio giochi o saranno storie! Trippe! Vi muoverò guerra con tutte le truppe del barone Diarrosky! Vi porterò via il regno e il cavallo da phynanze! E tutti con l'elmetto, lo sapevo! Non per niente m'arricchisco, mortadella mia! Come se una telefonata di Previtsky fosse una macchia di merdra, o peggio una palla di fuoco! Prepariamoci al decervellamento, questa è la mira: e il trono di Polonia sarà mio. Ah, quando lo racconterò a quella stregaccia di madre ubu...
(esce soddisfatto)
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Lo sgub di Repubblica sulla telefonata di Previti è il nulla. Non significa niente: il padre di un ragazzino delle giovanili che chiama e chiede che si faccia giocare il figlio. Situazione classica. Un altro lo mandi in culo, a Previti se sei Lotito gli fai buon viso. Ma il regazzino non ha mai giocato e patetico è il mirror climbing degli scuppers, che vogliono disegnarlo come una macchia sul grembiule di Lotito. Una campagna di dubbio gusto, a metà tra lo strapaese prederby e lo scandalismo di quart'ordine, visto che è a scoppio ritardato. Piuttosto si nota la facilità con cui si può far alzare la canizza nel mondo Lazio: l'omologazione da curva da una parte e la sindrome d'accerchiamento dall'altra si possono alimentare praticamente con il nulla. Mentre s'ingrossano le fila di chi può avee un aggio dallo scivolone lotitiano...
3 luglio 2007
Alinghi, vento in Coppa

5-2 e secondo trionfo in Coppa America. Ernesto Bertarelli brinda e medita: è ora di comprare la Lazio?
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E STO A SCHERZA'...
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27 giugno 2007
A vent'anni dal terrore
Al termine di un'estenuante stagione, la Lazio cominciava il minitorneo di spareggi per evitare la serie C. Era il 27 giugno 1987, e i biancocelesti avevano patito, l'estate prima, le pene dell'inferno. Nello scandalo delle scommesse-due era stata retrocessa, la Lazio, per responsabilità oggettiva: Vinazzani faceva parte della ganga, non c'erano partite truccate che riguardassero la Lazio ma la sanzione fu tremenda lo stesso. La CAF resuscitò poi la Lazio all'ultimo secondo. In B ma con nove punti di penalizzazione. S'era appena insediata la nuova proprietà, raccattati i libri dal tribunale fallimentare. I fratelli Calleri, col socio romanista Bocchi, non potevano partire peggio. Fascetti tenne unita la truppa e riuscì a rimanere a galla in un campionato micidiale. Dopo 38 partite, tra la prima classificata e la diciannovesima c'erano appena tredici punti di distacco... La Lazio acciuffò con il famoso gol di Fiorini gli spareggi. Era il 21 giugno. Il 27 in campo al San Paolo di Napoli, con carovana di macchine sull'autostrada e sconfitta atroce contro il Taranto: un gol di De Vitis, c'è chi lo ricorda in fuorigioco, a metà del secondo tempo. Lo sconforto più nero e la C a un passo. Taranto-Campobasso da giocare, in attesa della seconda gara, contro i molisani, per agguantare la salvezza. Mi ricordo la sensazione d'impotenza e di desolazione alla fine della partita. Ma anche la convinzione intima (figlia dell'incoscienza del tifoso) che non sarebbe finita con la retrocessione. E intanto i contratti erano in scadenza al 30 giugno e non si sapeva chi avrebbe giocato e come: era un altro calcio. Quando si rimpiange quella stagione mi viene da ridere: quella Lazio era poca cosa, come valore tecnico, anche se raccontava delle belle storie. Qualcuna ce la ricorderemo qui sopra.
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25 giugno 2007
Lotito e i contratti
(de mauro)
con|tràt|to
s.m.
1 FO TS dir., accordo formale di due o più parti per costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico; estens., il documento che contiene tale accordo: firmare, stipulare, concludere, sottoscrivere un c. | estens., patto, accordo
L'ultima bizzarria di Claudio Lotito è la pretesa (inusitata per il mondo del calcio) del rispetto degli accordi sottoscritti. Un contratto è un contratto, dice the President. L'avemo firmato liberamente, epperciò, me possino cecamme, io lo rispetto. Lo rispetta, Lotito, come no. E pretende che l'altra parte lo rispetti pure lei. Così nascono i tormentoni sui contratti da rinnovare, dove inzuppa il pane la canea dei detrattori spinti del presidentissimo laziale. L'anno scorso le proteste furono molte, centrate soprattutto sui contratti in scadenza non rinnovati dal boss laziale. Quest'anno la questione riguarda Rocchi. Il miglior giocatore della Lazio ha sottoscritto un contratto fino al 2009 (cioè, ha davanti altre due stagioni da fare) ma vorrebbe un riconoscimento per quanto di buono ha fatto, anche in considerazione delle proposte che gli arrivano da Firenze e da Barcellona. Lotito non ci pensa nemmeno, non alle cifre che propone Tommy Gol. Cerca di far passare il principio rivoluzionario che il contratto tutela tutti, non solo i calciatori e gli esosi procuratori. E tiene duro. Alcuni si scandalizzano, ma dovrebbero scandalizzarsi del contrario. Insomma, Rocchi è triste, ma gli toccherà rispettare i patti. Alla peggio se ne andrà a scadenza. Gratis. E questo è un altro punto interessante, perché se si cominciano a rispettare i contratti, a parte il fatto che per i procuratori i tempi si fanno meno ricchi, per il mercato è terremoto. Sì, perché se i giocatori si muovono a scadenza, spariscono gli indennizzi e il valore dei contratti scende ancora di più. Un altra puntata della rivoluzione del "moralizzatore". La voglia di andar via di Jimenez, che ha passato la gran parte della carriera fuori rosa, non avendo compreso il significato di "contratto", in italiano, è un segnale: ai calciatori non conviene trattare con Lotito, se non vogliono trovarsi "prigionieri" delle carte che firmano. I contratti, per ora, sono garanzie se giochi male, carta da culo se giochi bene. Qui qualcuno cambia le carte in tavola. Pericoloso...
deposto da pank alle 14:26
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23 giugno 2007
maestrelli, l'uomo che cambiò la storia
deposto da pank alle 09:56
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6 maggio 2007
delios

Dopo tre stagioni si torna a fare le qualificazioni di Champions League, oramai è praticamente certo, terzi o quarti che si arrivi. L’ultima volta fu dopo un grande campionato giocato tra il sontuoso spettacolo del campo e la paura di sparire dal calcio, fuori. C’era Mancini e l’anno dopo si conquistò una fantastica Coppa Italia. Questa Lazio costa la quarta parte di quella e ha il futuro dalla sua. Quella era la scia di uno scellerato progetto stellare. Non è un caso: il merito, per me, è in massima parte di Delio Rossi.
deposto da pank alle 18:10
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