Visualizzazione post con etichetta take it easy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta take it easy. Mostra tutti i post

16 luglio 2007

Chi guida non beve. Anche altri non dovrebbero, ma


Sinceramente non so a chi la toglierei, la birra. Il problema sarà sicuramente l'alcolismo diffuso e la disko, ma vorrei capire perché mai ieri pomeriggio, mentre guidavo in coda dietro a una vecchietta su una strada tuttacurve dalle parti dell'Amiata, ho dovuto assistere in sequenza a un paio di sorpassi, uno di una BMW e uno di un SUV, che hanno scavalcato la fila impegnando la curva alla cieca contromano. E vorrei sapere se tra questo atteggiamento e il motociclista riverso dentro a una cunetta di un paio di chilometri dopo c'è relazione, per tacere di quello che facevano altri bei tomi più giù lungo la Cassia. Erano le sette di sera e non le cinque del mattino, non si usciva dalla disco, semmai si tornava dal mare o che, non erano teenagers ma automobilisti medi. No, perché uno dei grossi problemi di questo paese è che ad affrontare i problemi ci vanno quelli che sbagliano analisi, gli stessi che le coltellate fra ultras che vuoi che siano. Oh, poi è anche troppo ovvio che chi guida non beve. Lo dicono gli esperti...

9 luglio 2007

parole

Parlare non è necessario.
Scrivere lo è ancora meno.
(Tullio De Mauro)

22 giugno 2007

Nella morsa del caldo


E' palpabile la felicità dei giornali e dei telegiornali: le "città nella morsa dell'afa" e il "generale inverno" fanno sempre svoltare contenuti a buon mercato. La notizia, e il perché, e la perturbazione africana, e l'anticiclone, e la temperatura percepita, e gli immancabili esperti (ma chi sò?) che raccomandano di bere molto, di non esporsi nelle ore più calde e di badare a anziani, bimbi e cardiopatici. Che te lo dico a fà.
Attesa l'emergenza ozono, mentre incalza la siccità, a maggior ragione oggi, all'indomani del solstizio. Daje, che l'estate è un mozzico. Ma poi torna la morsa del gelo...

dietrologia



demauro.it

die|tro|lo|gì|a
s.f.
CO ricerca, talvolta esasperata, dei fatti occulti che starebbero dietro a un evento o di quanto si nasconderebbe dietro le azioni e le parole altrui.


La dietrologia può diventare una brutta malattia, se non si sta attenti a non abusarne. Per un giornalista può sconfinare nel dietrismo, e poco male, il rischio è il ridicolo ma lo si rischia in proprio. Per una persona eccedere nella dietrologia ad uso privato può causare inconvenienti spiacevoli. Uno dovrebbe stare attento al giusto mix: non limitarsi a guardare solo quello che ha davanti, non pensare neanche che quello che non si vede sia l'unica cosa che conta. Chi si pone in rapporto con gli altri dovrebbe ricordarsi, poi, di dissimularla almeno un po'. Se qualcuno ci dice che piove, prendiamo in considerazione, anche solo per un momento, l'ipotesi che lo dica semplicemente perché sta piovendo. Poi, semmai, valutiamo l'opportunità che lo stia facendo per qualche arcano motivo o per qualche imperscrutabile disegno perverso. Non sempre si può percorrere la traiettoria più breve per andare da un punto all'altro, è vero. Ma una mente sana dovrebbe valutare per primo il percorso più semplice, secondo me. E in ogni caso considerare quanto poco rispettoso sia il sondaggio esplicito delle (possibili) intenzioni altrui, quando ci si trova di fronte a un'istanza di qualunque tipo. Quanto poco si consideri il pensiero altrui, se si ritiene che sia una semplice maschera che nasconde chissà quali intenzioni.
Una cosa che ho imparato, da tempo, è che accorciare le distanze (cioè reagire male davanti alla dietrologia) in frangenti come questi viene considerato come un comportamento deviato, come lacerare un velo che nasconde qualcosa di innominabile, di privato. Ma io se qualcuno fa esercizio di dietrologia su qualcosa che dico non lo tollero. Non lo sopporto. Non mi sta bene. Perlomeno, abbia la creanza di tenerselo per se, dico. Certamente chi lo fa non è mio amico. Sembra un comportamento aggressivo, ma in realtà sto solo cercando d'imparare a mettermi a specchio. L'aggressività altrui rimbalza che è un piacere.

7 giugno 2007

discopatia


Che il mercato dei cd audio sia in crisi (ne parla webgol) è sicuro, basta guardare a quanti sono i negozi di dischi che chiudono. Per le case discografiche una crisi del genere può essere anche un'opportunità, non è detto che le cose debbano andargli male per forza, anzi. Chi compra(va) regolarmente dischi sa che da tanto tempo si parlava di sistemi diversi di magazzino e di distribuzione per i dischi, roba in grado di rivoluzionare il mercato. Poi è arrivato l'mp3 e le cose sono cambiate molto. Il punto che fa soffrire le major di più, secondo me, è la mancanza di controllo del mercato che prima avevano, esercitando la propria egemonia a scapito delle etichette piccole e indipendenti. Ora si produce musica a buon mercato, e c'è un diluvio di musica da ascoltare, ovunque. Materiale di consumo. Difficile l'orientamento, diffile la scrematura delle informazioni, difficile il controllo. Ma non siamo nemmeno a metà del guado, la rivoluzione è appena cominciata.

6 giugno 2007

luis vuitton cap.potto

avanti, miei Prodi


resistete allo senato e annate avanti almeno fino al Sant'Eustachio

pursuit of happiness


all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness

5 giugno 2007

watch the moon go down


0-4, butta male

1 giugno 2007

l'ingorgo

Non c'è niente di più confortante di quando, beccato l'ingorgo degli ingorghi, si riesce poi a conoscerne il motivo. Il commosso Valterino ringrazia vigili del fuoco, vigili urbani e operatori vari che si sono attivati al meglio per scongiurare l'emergenza. Un incendio in una galleria a ridosso della tangenziale ha prodotto le condizioni-limite che hanno causato il più grande ingorgo che io, in 25 anni di onorata carriera automobilistica, abbia mai affrontato a Roma. Due ore e 35' per fare una decina di chilometri in città, in quello che dovrebbe essere normalmente uno scorrimento veloce. Il problema, però, è che si sapeva tutto da ieri notte, e che si è iniziata la giornata con la tangenziale chiusa e senza nessuna informazione efficace. L'inutile CIS ha detto (ma alle dieci) che c'erano solo problemi, in giro, causati da maltempo, le dannose radio locali alternavano ragli di tizianiferri a rassegne stampa daaroma, e l'unica informazione percepita era quella del Ruggito del Coniglio, il cui conduttore Presta era rimasto anche lui imbottigliato chissà dove e senza sapere perché. L'unico tabellone luminoso incrociato, d'altra parte, parlava delle limitazioni d'accesso all'anello ferroviario, mentre si stava fermi col motore spento, senza poter avanzare né tornare indietro, persi nel buco spaziotemporale di un ingorgo fantasma, del quale si è saputo qualcosa solo a tangenziale riaperta. E Valterino elogia. Certo, le condizioni erano difficili, ma di sicuro qualcuno ha fatto in modo che fossero ancora più difficili. E intanto la gente gnagnerava tra sangiacomi e madonne, promettendosele e forse, da qualche parte, dandosele pure. Scene consuete di sciupìo: quando arrivo il lunedì mattina mi sento come se fossi limatura di ferro che si attacca al corpo freddo di un magnete. C'è questo nastro di auto agglomerate, di là del quale scorre uno scampolo di vita. Il problema è venirne fuori.

29 maggio 2007

cornacchia assaltatrice



A Roma (Monteverde) le cornacchiette attaccano e beccano i passanti.
Scendono in picchiata dagli alberi e pèk. Se ne sentono di tutti i colori, eh

9 maggio 2007

legalize it



Si fa un gran parlare di legalità e di razzismo, in giro, a proposito dell'Italia, dell'informazione italiana, dei reati commessi da immigrati messi in evidenza rispetto a quelli di produzione propria e altri qualunquismi assortiti. Uno fra tutti, Beppe Grillo, nel suo blog-quaderno del santone demagogo che diventa ogni giorno peggiore e che di proposito non linko. Quello che sommessamente annoto è che se si continua a dire dàlli al negher da una parte e a stracciarsi le vesti a ogni tentativo di distinguo dall'altra, non se ne esce. A destra si pensa di essere gli unici depositari e difensori della legalità, a sinistra sollevare il problema è tabu e basta. Questo fa il gioco di chi vuole appiattire la discussione, aumentare il contrasto, azzerare le sfumature. Il livello di conflittualità è fuori controllo. Il desiderio di legalità non trova soddisfazione nella discussione, è importante invece informare e fornire gli strumenti per distinguere. Se non lo si fa, il razzismo da mucchio l'avrà vinta. Quando si fa in tanti il tiro al piccione su qualcuno, succede anche che chi non è interessato alla questione aggiunga la sua palata di merda, per semplice inerzia. Negare il problema della legalità da legalizzare, minimizzarlo come questione secondaria, attribuirne le cause agli extracomunitari o all'avversario politico non è mettersi dalla parte della soluzione. Ci sono molte altre vie, oltre a innalzare forche e/o a demolire le galere. Intanto Chiamparino parla di punire chi fa uso di droga, e la bussola impazzisce. Non si sa bene chi sta dove e perché. E sulla droga se ne sa troppo poco, per essere un problema sul tavolo da quarant'anni.
E' che bisognerebbe prendersi a cuore qualche questione in più, mi sa.

15 aprile 2007

cancellata manchester



(la gomma)