30 marzo 2008

court-bouillons

Se uno non è soddisfatto c'è un motivo aritmetico: la Lazio ha fatto ventuno punti in meno rispetto allo scorso anno. Troppi.
Ho pedalato fino alla quercia. Il freno non andava, ho spaventato il gatto ciccione e il cane vecchio mi ha fatto un bercio un po' stonato e poi se n'è tornato al sole. Il bassotto traditore s'è azzoppato e fa gli occhi tristi. La primavera impazza. Anche i fagiani lanciano segnali d'amore elettrici.
Fadhel el-Said dice che la terra è piatta. Come il suo encefalogramma.
Intanto parte la torcia olimpica e anche ieri allo stellino c'era un gruppo di gazzillori che correvano dietro alla municipale. Il Cern, dicono, crea un buco nero che inghiottirà la terra. Spero incominci da qualche parte della Cina. Il risotto ai carciofi è venuto benissimo, salsa sublime, vialone nano perfetto, alcune modifiche da fare alla prossima volta. Era buona pure la barbera. La fine di Matteo Bagnaresi è atroce quanto quella di Gabriele Sandri, per conto mio. A metterla sullo stesso piano sono persone tra le poche che hanno davvero il diritto di parlare e d'indignarsi: i familiari di Gabriele. E quindi mi sto zitto anch'io.

messi male

Straordinaria partita-fiction all'Olimpico. La Lazio ritiene di avere di fronte un avversarione e si muove con circospezione, cercando di colpire e di non scoprirsi. Quando il mastodonte si muove, si rattrappisce tutta aspettandosi la botta tra capo e collo. Che arriva puntuale, col gol di Crespo, e potrebbe arrivare altre due volte con il cugino di Ibrahimovic e ancora Crespo che divorano gol fatti facendo fare un figurone a nonno Marco che mercoledì arriva a quota 44. Man mano che passa il tempo si rendono conto che il mastodonte non c'è, che Ibrahimovic ha mandato la controfigura, che Deki ha dolori dappertutto, che Burdisso e Rivas non sono titolari per motivi precisi, che Maniche non è più quello che giocava alla grande nella nazionale portoghese, che Chivu non è un centrocampista e che Crespo è lontanissimo dalla forma migliore. Visto che Maicon passa la serata a fraternizzare con Behrami e Maxwell fa lo stesso con lorenzino, a conti fatti ci si rende conto, con una buona ora di ritardo, che l'Inter di stasera è Julio Cesar e Zanetti. Niente di più. Allora si affondano i denti nella carne, segna Rocchi e qualche incursione fa ben sperare per l'esito finale, con Dabo che colleziona traverse, Behrami che è imprendibile, Pandev che proprio la porta non la vede, Bianchi che non gliela danno mai, Radu che è quasi perfetto. Entra pure a raccattar vaffanculi dai compagni l'ologramma di Vieira, oltre a Diego Armando jimenez che ovviamente non la struscia mai. L'Inter emerge dal coma giusto per fare una mezza melinuccia ad arrivare al novantesimo.
Commenti: l'Inter peggio di così non può fare, probabilmente può solo migliorare e aver tenuto invariato il distacco può essere un buon segno. La Lazio non ha creduto di poter vincere, lo ha fatto per un quarto d'ora ma non è stata capace di farlo, anche se era oggettivamente facile, contro un'Inter rimaneggiatissima e praticamente inerte. Le mie recriminazioni su quello che si sarebbe potuto fare quest'anno con la rosa della Lazio si scontrano con i risultati del campo, costantemente negativi. Non basta la prestazione dignitosa a gridare al trionfo, come fanno alcuni vecchi compagni di fede in cicalonica rottura prolungata che si trasforma in delirio da monte Athos. Non sarò soddisfatto fino a che non mi spiegheranno come mai la squadra finita terza l'anno scorso sia a trentuno punti dalla vetta di questo mediocre lotto di concorrenti. Ma quando finiranno le orge per la vittoria della strapaesana, con comodo, cioè. Intanto i dirimpettai ad aprile competono su tre fronti, ma gli mancherebbe, non si sa come, la dignità. Che nel calcio passa, e molto, attraverso il gioco e i risultati. Quelli che mancano alla Lazio.

29 marzo 2008

t'atteggi, t'atteggi


ma pure a Cagliari pareggi

28 marzo 2008

curiosità

ma Carla Bruni e Camilla Parker Bowles si saranno parcheggiate vicine?

brevi di oggi

Non amo gli allarmismi e adoro la mozzarella di bufala, ma per un bel po' non la mangio. Vulissm tajà a cap.
Certo, non condanno chi la mangia. 'a maronna l'accumbagni.
Con questo, chiedo scusa ai napoletani per le stroppiature dialettali.

Delio dice delle cose ai romanisti, Spalletti se capisco bene risponde in loro vece.
Qua sono puzzoni da diversi secoli prima che si pensasse lontanamente a giocare a pallone e dicono che chi perde non cogliona.
Quindi se si parla di derby Spalletti si taccia, ma se Spalletti dice che con una squadra forte come la Lazio stai a -30, hai voja a coglionà. Stai bene così.
E caro ce costa, sto derby, io a cambio ce farei: ricordo che quando vincemmo lo scudetto ne beccammo quattro.

Ho visto il filmato dell'alieno, ma è una bufala terrificante: sembra cartapesta, ma che cazz. Attivissimo se li magnerà con la senape.

Nova di oggi contiene un bel pezzo sull'economia della felicità a firma di un manager telecom, se non ho letto troppo di sfuggita. Se non mi è sfuggito il nome, mi sfugge il nesso tra telecom, l'economia e la felicità. Se non mi è sfuggito nemmeno il contenuto, mi sfugge il modo con cui telecom potrebbe riposizionarsi in termini di non-pil. Ma insomma, si fa per dire.

I pomodori spagnoli costano più di quelli italiani ma fanno schifo lo stesso.

Veltroni chiede alla mafia di far votare per qualcun altro. Già fatto.

Il povero Fois segue il suo capitano Pantani sulle salite dei campi elisi. Il ciclismo, invece, da mò che è morto.

gli alieni (erano) tra noi

nel 1974 ce n'era uno (un po' morto) in Perù, per questo si vinse lo scudetto

shorts

A primavera mi viene sonno e non mi va di fare niente.
Ho scoperto di essere più vecchio di Ballotta di un anno, sei mesi e sei giorni.
Genova è un posto dove mi piacerebbe stare. Anche per la focaccia.
Di questo passo mi misureranno l'età col carbonio 14.
Ho firmato il mio primo documento pubblico.
Collaboro al mio terzo free press, dopo Epolis e DNews anche qui a Siena.
Il video I am PD era molto bellino. Peccato che i Village People siano berlusconiani.
Le reazioni alla fine di Blogbabel mi hanno fatto rivedere la lista dei feed.
Dopo una vittoria estemporanea al derby, la Lazio ha ripreso a perdere come ha fatto per tutta la stagione. Continui anche alla prossima, non dispiacerebbe a nessuno. Invece vedrai che...

25 marzo 2008

Sole

Domenica siamo partiti all'inseguimento, tra lazzi e risate. L'abbiamo acchiappato a Genova. E' stato così contento, poi, che ci ha aspettato a casa: l'avevo promesso, io, e mantengo sempre le promesse.

La fine di Blogbabel

sarà sicuramente una cosa temporanea, ma è certo che chi s'ingegna per fornire servizi gratuiti di un certo tipo, finisce prima o poi nelle peste. Motivi, tanti. La natura umana in primis, la competitività strisciante o esplosiva che si esprime in certi contesti, il desiderio di apparire di alcuni, l'invidia di altri, e bla, bla, bla.
Film già visti che lasciano anche qualche segno sui protagonisti. Perciò, pur non essendo dentro alla questione, esprimo generica solidarietà ai gestori. Magari l'occasione è buona per fare qualcosa di meglio, o qualcosa per se stessi. Lo strumento era utile a sapere di cosa si parla in giro. In questo senso ne sento la mancanza ma personalmente sopravviverò.

22 marzo 2008

Primavera biancoceleste


Come sempre, a Roma è facile. Basta giocare bene due partite (quelle là) e i giudizi cambiano radicalmente: è una forma di provincialismo criticabile, ma è la realtà. Così la Lazio riscatta una stagione deludentissima, che la vede dieci punti almeno sotto le sue possibilità, dopo una grigia eliminazione in Champions League. Tutti campioni, un tecnico fenomenale, una strategia illuminata. Figuriamoci se non sono contento: secondo me la squadra vale tranquillamente il quarto posto, Rossi è un allenatore eccellente e Lotito un ottimo presidente. Brindo alla vittoria e al Behrami ritrovato, e aspetto fiducioso che qualcuno mi spieghi gli undici stracci esangui e balbettanti che ho visto in campo nella metà delle occasioni precedenti. Perché non è possibile che siano tutti fenomeni, qualche somaro ci sarà pure da qualche parte. E non credo si tratti di Makinwa e di Stendardo, partiti a gennaio, o del povero Mauri finito in panca. Neanche ho visto Bianchi e Dabo cambiare faccia alla squadra. Dunque, se oggi si gioca bene e si vince sono pronto a tributare onori a tutti, peana, sviolinate e manduline. Ma ditemi perché fino a un mese fa questa squadra faceva cacare. E per colpa di chi, grazie. poi, sono pronto a confermare chiunque...

Up! (ovvero: i blog che stanno sotto)

Assisto alle discussioni, furenti o meno, che riguardano spesso, volentieri o quasi sempre la famosa classifica. Desidero con questo post uppare dei blog interessanti che stiano indietro in classifica, diciamo dal 3000 in giù. Così, per mischiare le carte e per far venire fuori qualcosa di meno trito.

A pagina 51 (4997.mo) della graduatoria integrata di Blogbabel trovo nati non fummo, di Luca De Vito, giornalista di Pisa. Un blogger che per il suo impegno meriterebbe di più. Qua il suo post sul boicottaggio alle olimpiadi.

Giovanni Greco è siciliano, ha smesso di fumare ed è 5308, anche se supporta Beppe Grillo.

Freezer è il blog di Denis Spedalieri, alle prese con esperimenti in cucina e nel codice della strada, anche lui è 5308 e io da adesso lo feedo. Ehehe.

La coscienza di Bra non sta a Cuneo, ma tra Milazzo e Bologna. E scrive di Nazisphere, incrociando a pagina 49, circa 4800mo.

Podoff, invece, parla di teatro, dunque mi piace, anche se è 4748. Qua Simone Giorgi racconta la visita guidata all'opera dei pupi di Cuticchio&Licata.

Perché il bello dei blog è volare di fiore in fior e scoprire delle cose nuove, oltre a star lì a lisciarsi il belico, sempre gli stessi. Che poi si fa rete solo aggiungendo altri nodi alla rete, mica creando sottoreti autoreferenziali. Citare, linkare, segnalare. C'è sempre qualcosa di buono da leggere.

19 marzo 2008

derby

3-2

godo

18 marzo 2008

Tibet, blog e casi privati

La potenza dei blog si libera sempre al massimo quando c'è da qualche parte del mondo un evento importante che non sempre è possibile raccontare al meglio, per motivi tecnici e logistici o per l'azione contraria di chi cerca di impedire il racconto.
Da Orientalia4all ci sono alcuni post che contengono links buoni per seguire da vicino gli avvenimenti tibetani e cercare di farsi un'idea di prima mano. Utilissimi per chi, come me, di questi giorni ha poco tempo da dedicarsi.
Proprio da Orientalia leggo un post interessante di qualche giorno fa che rimanda a un altro post sul tema: il tempo e i sogni dei blogger. Tralascio di parlare del ginepraio in cui ci s'impiccia a seguire discussioni tra blogger in tempi in cui vanno di moda le risse a pesci in faccia, e quante.
Mi viene in mente, però, che la generalizzazione porta sempre fuori strada. Ho frequentato ambienti alimentati dall'incontro virtuale e capisco bene i fraintendimenti che vengono fuori: ci sono le primedonne e i cretini che gli vanno dietro, alcune primedonne lo sono loro malgrado, altre ci fanno, altre ancora gli importa un fico secco. In cinque anni di blog ho partecipato a due piccole cene romane. Ho conosciuto persone simpatiche (tre o quattro, chi uscito di scena, chi poco visibile) e scambiato pacche sulle spalle con qualche nickname di cui ho saputo pochissimo poi, ma ho trovato lo stesso il modo di farmi cambiare la vita dal blog, per motivi che con la blogosfera hanno pochissimo a che fare. E credo, modestamente, che ci sia un possibile uso tranquillo e rilassato del blog. Privato, personale, proteso verso la comunicazione con gli altri ma senza farne una questione di vita o di morte. E' difficile mantenere la bestia della "popolarità internettica" chiusa nel recinto, ma ci si riesce, basta concentrarsi sul lavoro, sullo studio, sulla vita. Chi ne ha una, e tutti ce l'hanno, in qualche modo. Le lobby esistono dappertutto, non solo su internet, e a molti parrà di essere inseriti a starci dentro e a frequentare raduni per guadagnare visibilità. Ok. Ma non è sbagliato, sono posti dove si conosce gente e le relazioni sono fondamentali. L'importante è mantenere un equilibrio, ma ciascuno deve fare i conti con se stesso e il valore di una posizione in una classifica o della citazione in un blog che conta è relativo. In certe situazioni può sembrare importante, col tempo però si attiva anche la capacità che tutti gli umani posseggono, anche se non tutti la usano per il meglio, di ricalcolare il valore di un'esperienza in base alla prospettiva. Così quello che ieri era vitale ed eccitante ci sembrerà meno importante tra qualche tempo. E' la vita, quella di prima che non si sapeva se uno l'aveva o no. Tutti ce l'hanno e prima o poi si sentono afferrare per la collottola e scaraventare in uno scenario diverso, portandosi dietro gli strumenti necessari e lasciandosi alle spalle certe stupidaggini.
Oggi mi piacerebbe se ci si liberasse di un certo senso di blogosfera come mondo per iniziati. Nel senso, ritengo si sia tutti parte del mondo e che non ci siano sacche di illuminati che spostano avanti le frontiere del futuro. In realtà il grosso è fatto dalle chiacchiere, ed è giusto che ci si prenda meno sul serio mentre si guidano simili potenti (?) mezzi. Continuiamo a leggere e a scrivere...

porta chiusa

ai brasileri.
da Rocco Cotroneo

mancio


dnews di oggi. Chi vuole può leggere l'intero articolo qua

17 marzo 2008

io mi ribrezzo

16 marzo 2008

chissà

se cambia il vento...

15 marzo 2008

Un sorteggio beffardo


Ma per chi? Fossi un tifoso della Roma, avrei invocato il Manchester United. E' passato un anno e si torna a giocare in un luogo dove è già accaduto qualcosa di irripetibile. Non vorrei essere dalla parte degli inglesi: affrontare, o dentro o fuori, in 180 minuti un avversario forte che ha il surplus di motivazione della mortificante eliminazione dell'anno precedente è quanto di più pericoloso. E la Roma, fuori da ogni schermaglia stracittadina, è una squadra all'altezza dell'impegno. Lo dimostra il fatto che a Pasqua è ancora in piena corsa su tutti gli obiettivi stagionali e che ha attaccato alla cintura lo scalpo del Real Madrid, conquistato con pieno merito al termin di un doppio match tirato ma niente affatto squilibrato. In più, la prospettiva di trovare nell'eventuale semifinale un Barcellona in condizioni non eccezionali e con Messi fuori causa, oppure, meglio ancora, gli outsider dello Schalke 04, mentre dall'altra parte del tabellone le altre squadre inglesi giocheranno a massacrarsi tra loro. Insomma, se i giallorossi hanno delle chance europee (e le hanno, anche se ovviamente non partono favoriti) mi sembra che il sorteggio li metta pienamente in condizione di giocarsele e sono sicuro che ci vorrà un superManchester per avere ragione dei lupastri. Molto dipenderà dai singoli, e penso più a Rooney che a Ronaldo. Ma da laziale più che preoccupato sono allarmatissimo, anche per le condizioni cattive dell'Inter. Il fatto che il fronte campionato resti aperto in parte può essere un handicap, perché terrà alta la tensione dei romanisti su due fronti importanti. Ma lo stimolo per chi ha fame non è mai troppo, e la condizione in cui si trovano a questo punto della stagione ha dell'irripetibile. Anche perché la Roma non ha assolutamente niente da perdere: ha già fatto qualcosa di cui può considerarsi soddisfatta.
Allarme rosso.

14 marzo 2008

anni e anni

Dopo sette anni torna Billy Bragg, e il disco si chiama Mr. Love & Justice. Non ne so niente, lo ascolterò. Ma Billy Bragg è come se fosse un vecchio amico, anche se lo vedo un po' invecchiato. Probabilmente non solo lui. Non è stato solo una colonna sonora, comunque. Avevo venticinque anni al massimo quando si mise lì insieme ai fratelli Severini a cantare le canzoni dei Clash, dopo un bel concerto a Villa Gordiani. E le sue canzoni, semplici schitarranti storie cantate per lo più da solo, sono state piccole pietre miliari. The busy girl buys beauty, per esempio. O il meraviglioso milkman of human kindness che avrebbe lasciato un'extra pint. Ogni cosa un brivido, come i dolphins in the sea che mi ricordano altri tempi, anche brutti. Molto. Abbiamo aspettato insieme tutti questi anni the great leap forwards, e io oggi penso davvero di averlo fatto, rispetto a me e alla mia vita. Anche grazie a lui, nasone fantastico. Help save the youth of the world, Billy. Anche se non siamo più dei giovincelli, ricantacele tutte, che ce le ricordiamo.

DNews

Arriva un sacco di gente dai motors in cerca di DNews.
Ok, io ogni tanto ci scrivo una cosa, ne ho mandata una la settimana scorsa, ne ho pronta un'altra per i prossimi giorni e altre da qui all'estate. Chi c'è in giro che scrive su Dnews? Intanto c'è Gianni Cipriani, direttore responsabile. Poi Antonio Sofi, webgoleador. Chiara Lalli, Diletta Parlangeli, Federico Mello. E tanti altri, che ogni tanto citerò, per aggiornare la lista.

Ahmetovic

Confermati in appello sei anni e sei mesi a Marco Ahmetovic, che guidando un furgone in stato di ebbrezza aveva travolto e ucciso quattro persone l'anno scorso, ad Appignano del Tronto.

Circostanza particolarmente odiosa e situazione gonfiata dall'attenzione attirata sulla vicenda anche da chi ebbe l'idea brillante di usare l'immagine del giovane come testimonial di una fantomatica linea rom di abbigliamento e accessori, una faccenda che fece scalpore qualche tempo fa.
Morale, da troppe parti passa il messaggio della rabbia, della legittima richiesta di vendetta, della connotazione razziale del reato. Assassino e pirata della strada in quanto rom, con la chiamata alle responsabilità di chi "protegge" gli "zingari". Ahmetovic potrebbe essere linciato in qualunque momento dalla folla inferocita. Ma forse lo stesso accadrebbe se fosse italiano. Non che sia un bene, ma purtroppo non si sa che pensare, davanti allo show inquietante che va in onda tutti i giorni, basandosi, certo, su eventi concreti che sono sempre accaduti, però.
In questi casi, il pensiero corre alle vittime e ai loro familiari. Ma la preoccupazione per l'imbarbarimento del paese resta, e non è certo colpa dei rom se gli italiani si fanno sempre più rabbiosi, vendicativi e cinici.

13 marzo 2008

Non solo sesso nei parchi


(nella foto: promiscuità)

In Olanda da oggi è reato fare sesso con animali: il parlamento ha approvato all'unanimità un provvedimento che prevede la condanna a sei mesi di prigione per i zoofili o come si chiamano. A parte il fatto che viene in mente il pastore sardo (ma non solo) che coda le peccore, mi viene la curiosità: quanto spazio si dedicherà alla notizia, dopo che chiunque si è soffermato a commentare l'altro giorno a proposito del sesso tra umani permesso (in Olanda, no qua, eh) nei parchi al pomeriggio?
E in Italia c'è una legge che vieta di fare sesso con animali? Certo, bisognerebbe specificare se gli umani possono far parte degli animali, in certi casi

Pluralismi

Il ministro dell'interno tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che è a buon punto il progetto di introdurre l'insegnamento dell'Islam nelle scuole pubbliche, a condizione che lo si faccia in tedesco. L'insegnamento della religione in Germania è previsto dalla legge, e al momento gli alunni possono optare per la religione cattolica, quella protestante e quella ebraica.
Si tratta di un grande passo avanti nell'integrazione dei numerosi islamici che risiedono in Germania. Non so come mai ma non ho visto la notizia in giro: io l'ho letta su un giornale americano.

12 marzo 2008

team leader


A proposito di moralisti

bella figura ha fatto Spitzer, non c'è che dire

11 marzo 2008

Lotitolo

Non c'era bisogno di quest'intervista (e nemmeno di eventuali smentite, parziali o totali) per sapere come ragiona Lotito. Uno che come presidente della Lazio ha fatto buone cose: altro da aggiungere non ho, se non per dolermi della smania moralizzatrice che lo spinge a contare le pulci a tutti, ergendosi a modello di specchiata onestà, etica, moralità e tutto il resto. Un difetto dei peggiori... Ma è impossibile parlare di Lotito serenamente, tra laziali: c'è la schiera degli antilotitiani e quella dei lotitiani, stare in mezzo non è contemplato. I lotitiani che fanno finta di non vedere, come succede da un bel po' di tempo in qua. Gli antilotitiani, la maggioranza, cioè, insistono con gli attacchi: radio, tivù, giornali inviperiti dal silenzio stampa e dagli atteggiamenti sprezzanti di Lotito, che ha molte ragioni ma sa benissimo come passare dalla parte del torto. In mezzo, la Lazio: squalificata da tutti, tifosi, comunicatori e dirigenti. Tempi duri.

Caro Roberto

Lo so che t'è rimasta lì e non ti va né su e né giù, ma continuando così c'è poco da fare. La lista delle attenuanti è lunga, ok, in altre circostanze lo è stata meno. Però in casi come questi si esce dopo aver versato sangue, sudore e lacrime, perdendo 8 a 7 dopo tre settimane di supplementari. L'Inter in Europa perde sempre facile. Squadra soggetta a sfavamento, un po' a tua immagine e somiglianza se non fosse per il fatto che a te in campo non succedeva mai. Invece guarda Ibrahimovic: ha sbagliato due gol che manco Pazzini con le caviglie impastoiate. Allora, se uno è fenomeno solo quando je gira il culo, che fenomeno è? Tu intanto litigavi con Figo, e t'erano rimaste poche carte. Ma questi il gol te l'hanno fatto alla ventesima vaccata, dopo averti graziato dodici volte. Sono forti, ma con l'Inter si dovrebbe faticare di più per vincere. Adesso vedi che puoi fare in campionato... Comunque tra avversarie spagnole (Barcelona lasciamo perdere, Valencia e Villareal idem) e avversari spagnoli (Benitez e Torres) non te dice bene una volta una. Leggo che lasci l'Inter a fine stagione: stai lontano dalla Spagna...

A volte ritornano

Ciarrapico stava per regalarci un sogno, a noi laziali.
Io lo ricordo con affetto e simpatia...

trombonismi

Uno che aveva la pretesa di liquidare la musica popolare (ma soprattutto il pubblico che l'ascoltava e che era anche il pubblico dei media in generale) con quattro bastonate era Adorno. Ma per fortuna c'erano mille storie che scorrevano sotto il sole e che alimentavano uno scambio dove il pubblico è diventato sempre meno passivo, man mano che si sono resi disponibili, riproducibili e reinterpretabili modelli, spartiti, incisioni e poi filmati e foto e programmi per lavorarsi la musica in proprio e spazi dove farla circolare a gratis. Non c'è interruzione in questa sequenza. Stamattina ho sentito Brian Eno che ha detto che every tuesday se ne va a cantare in un coro a cappella. Così, c'era un tempo in cui la musica si teneva sotto controllo. Bastava seguire. Oggi non è più così, e meno male. Anche perché non esiste l'oggettività nel rapporto tra il pubblico e la musica. Uno sente quello che gli piace e descrive come vuole quello che sente. E i critici restano, come nel cinema e nel teatro, quelli che parlano della musica che non sono riusciti a fare. Una forza in perenne conflitto con quelli che la musica la fanno. Oppure in adorazione, ma mai in grado di giudicare oggettivamente un'opera d'arte, se non producendo in proprio l'arte di raccontarla, l'opera. Il che è come scrivere di pallone: lo si può raccontare bene, anche benissimo, ma il gesto rivoluzionario dell'artista resta di chi sa immaginarlo ed eseguirlo. E poi chi è più bravo lo racconta meglio.
Ciò detto, mi piacerebbe se si potesse elaborare un modello in grado di stabilire chi fu più rivoluzionario tra Louis Armstrong e Elvis, per fare due nomi a caso...

inter

Non ce la può fare, mi sa.
Ma nel calcio a farti grande sono anche le imprese.
Una volta bisognerà farne una, altrimenti nella storia non ci si entra, anche se si vince quasi sempre.

10 marzo 2008

tempus fugit


fat superman, e che solo fat normalman?

i derby non sono tutti uguali

anzi. Per quanto sentita, la partita tra Siena e Fiorentina è un urto fiero tra due entità abituate a una vicinanza odiosa. E la cosa si sente perché non è proprio normale che due tifoserie contrapposte si rinfaccino esiti di battaglie avvenute quasi otto secoli fa... Comunque, la partita va un po' come la storia: si vede che Firenze è più forte, si vede che Siena piuttosto che ammetterlo andrebbe all'inferno fischiettando. Nessuno molla, tutti giocano bene, Pazzini sbaglia un gol impossibile da sbagliare, Maccarone piazza un missile potente e preciso al sette, dove il portierone Frey, che sembra la reclame del lampredotto, non può proprio arrivare, inutile che si discetti di piazzamento. Finisce che vince il più debole e coraggioso e che perde il più forte. A me che sono esperto di derby romani la circostanza mi ricorda qualcosa, ma tra viola e giallorossi le somiglianze sono tante.

7 marzo 2008

tra fuzzy e tafazzi


innovazione

Poi succede che si scopre che è solo una parola che vuol dire e non vuol dire. E che quello che conta davvero è la capacità di fare qualcosa bene. Il che in un certo senso è sempre innovativo, è sempre avanti. Che cosa è avanti, poi? Un oggetto? Un disegno? Un qualcosa che funziona?
Forse è avanti qualcosa che consente di creare solidarietà e ricchezza, quel tanto che basta. Azione coordinata per uno scopo. Ma lo scopo finisce per essere una risultante, dipendendo dall'intreccio della volontà di molti. In ultimo, in una situazione di "lavoro", si agisce sempre a vantaggio di qualcuno più che di tutti. Ed è difficile arrivare davvero a pensare che anche se qualcuno sta più avanti il beneficio è per tutti.

Innovazione è riuscire a non prefiggersi altro obiettivo che l'evoluzione, forse.

allons sophie de la patrie

Doveva essere roba buona

Mosè tornò con le tavole, come no, ok.
Ma pare si fosse calato giù qualcosa di allucinogeno.
Magari una mescalina all'egizia

Ma perché Pappalardi resta in galera?

Insomma, dagli esami emerge che i ragazzini di Gravina hanno riportato solo danni derivanti dalla caduta. In nome di che si tiene in galera il padre? Si teme che reiteri quale delitto, se i due ragazzini sono morti per un incidente?

Perché, si chiede giustamente Gennaro Carotenuto, nessuno chiede conto della carcerazione di Pappalardi? Ho visto affrontare l'argomento solo da Luca Sofri, giorni fa.

6 marzo 2008

I tre amigos

Walter, Barack e Josè visti da Webgol

Un cucciolo in guerra

Il filmato del marine che getta per gioco un cucciolo giù da un burrone è terribile, anche se non dice niente di nuovo. Cioè, sono cose che succedevano anche in Vietnam, ma non solo. Succedono dentro a ogni situazione simile, dove c'è la guerra e mentre si raschia via la patina del senso comune per adeguarsi alle richieste di disumanizzazione imposte dall'essere in guerra. La noia e l'insensatezza del contesto portano a perdere completamente il rispetto per la vita. Di terrore e torture gratuite resta traccia da secoli, è un filo lordo di sangue che non s'interrompe e non sarà, probabilmente, la corte marziale americana a porre fine al prevalere dell'inumano nel contesto estremo della guerra. Si dice che il buio esiste perché possa negarlo la luce. Contrasti violenti esistono nella testa e nell'anima di chi è stato esposto al male assoluto, basti ricordare l'impianto generico della shoah per trovare esempi a piene mani. Ho pena per il cucciolo, per il marine sarei disperato...

5 marzo 2008

esordio

Oggi su DNews, a Milano.


4 marzo 2008

Cassancio

Fossi doriano, sarei inferocito, ma solo un po'. Mi ricordo la terribile scena che fece Mancini, nel 95, contro Nicchi. Era un Samp-Milan e Mancio beccò sei giornate di squalifica (ebbe poi a ripetersi in modo meno plateale in biancoceleste, sempre contro il Milan ma stavolta non nei confronti dell'arbitro...). Impossibile non accostare i due episodi, anche perché si tratta dei due massimi talenti che abbiano mai vestito il blucerchiato, più o meno. E siccome uno ha segnato l'età dell'oro, il tifoso sai com'è: ci spera. Ai doriani auguro di godersi il loro fenomeno, che è davvero un godimento per gli occhi del tifoso. Con qualche sceneggiata in meno. In nazionale uno così non può non giocare. Abbiamo sopportato Totti per anni, non vedo perché non dovremmo rischiare per uno più forte.

1 marzo 2008

Giddap, Lazio

A sinistra, l'immagine che il purosangue laziale offre di sè ogni domenica in campo. Roba dignitosa: io sono un grande estimatore dei somarelli, anche se qualche mio compagno di fede si adombrerà, avendo in odio il ciuccio napoletano. Pazienza. Il ciuchino che Delio porta a pascolare sul prato ogni maledetta domenica, che sia sabato o anche mercoledì, correva che quasi Varenne, l'anno passato. E non è che si può passare dalle stelle alle stalle con questa leggiadria, anche se le attenuanti ci stanno ed è diventato quasi più noioso stare lì a sgranarle che addormentarsi davanti alle balbettanti, smorte, tremebonde, abuliche prove di una squadra che sapeva, con tutti i suoi limiti, entusiasmare e fare classifica di primissimo livello. Non è la lagna di un tifoso: in campionato si gioca da cani e certe prestazioni ci stanno, se ci si allinea al tran tran e alla mediocrità. Ma questa squadra mediocre non è. E allora vorrei comprendere perché un purosangue che strappava la terra è diventato un ciuco che bruca l'erba, poi può vincere o perdere. In genere perde più di quanto non vinca. E visto che, tolto il ragazzino che arriva dalle giovanili, non c'è un giocatore che abbia mantenuto il suo standard rispetto all'anno passato, mi chiedo perché. Di chi è la responsabilità. Altri non si pongono domande, ma gongolano al pensiero del miracolo prossimo venturo di Lotito. Vabbè. Ma tra un miracolo e l'altro, Lazzaro potrebbe anche ricominciare a camminare, perché altrimenti ci si dovrebbe spiegare il motivo per cui si va in campo tutte le volte. Per quale obiettivo, visto che non si hanno traguardi di classifica e non si tenta almeno la carta del gioco che renda una partita meritevole di essere ricordata oltre allo scialbo incasellamento di un risultato, quale che sia, inutile.
Il calcio è bello anche quando non è vincente, purché abbia una dignità, un senso, un valore che si afferma attraverso l'applicazione e la ricerca del risultato, qualunque sia l'obiettivo. Il vivacchiare della Lazio non fa onore a nessuno: al presidente, all'allenatore, ai calciatori, ai tifosi. Io ho negli occhi le Lazio di Rossi e quelle di Mancini, quelle di Eriksson, di Zeman, di Zoff. Questa somiglia a quella di Zaccheroni. La peggiore.

Domenici contro Wikipedia

Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e l'assessore Graziano Cioni hanno querelato Wikipedia per il contenuto della voce dedicata al sindaco stesso, ritenuto diffamatorio. In effetti se si afferma che un pubblico amministratore ha affidato un servizio a una società perché la moglie fa parte del CdA di questa società bisogna anche assumersene la responsabilità. Ora, le caratteristiche di Wikipedia sono del tutto particolari (ebbi modo di scrivere l'anno scorso anche un pezzo su epolis a proposito di una fantasiosa ricostruzione storica riguardante presumi legami politici della Lazio, basata su fonti risibili, la cui correzione fu considerata vandalismo). Tali, cioè, da consentire al danneggiato di rettificare la voce, ammesso che sia in grado di farlo e che questo sia, poi, approvato (e non ritenuto vandalismo) da parte del gruppo che gestisce le singole parti dell'enciclopedia. Forse si poteva evitare di arrivare alla querela, ma la questione rimane aperta: si può scrivere tutto tutto tutto senza assumersi la responsabilità di niente niente niente, o esiste un modo di fare migliore, che renda dei servizi "veri" alla collettività? Perché poi, per esempio, a uno che a Roma s'è sentito cantare la stessa litania a proposito della leggenda metropolitana sui reali beneficiari dei parcometri o sui rapporti lesbici tra mogli di conduttori televisivi e soubrette e chissà quali e quante altre stupidaggini, la voce di wikipedia che riportasse simili rivelazioni sarebbe parsa poco seria e squalificante per un progetto che si pone obiettivi ben più importanti, sia pure con alterne fortune.
Folena solidarizza con Wikipedia, Guido Scorza stigmatizza la censura. Fanno bene. Io però ritengo che Domenici e Cioni abbiano tutto il diritto di difendere la propria onorabilità, se ritengono sia stata lesa. E mi pare che questo sia un diritto al pari di quello a esprimere la propria opinione, assumendosene però la responsabilità.

(Diversi i pareri di Orientalia4all e di DarioSalvelli)

il mondo alla rovescia


Ho sempre pensato che Beppe Bergomi sia un bravo commentatore, come ho sempre pensato (in questo in disaccordo con abituali compagni di telecronache) che Fabio Caressa non sia proprio un bravo telecronista. Per la solita babbiona questione di toni, per carità. Chi ne sa più di me dice che Caressa, invece, è perfettamente funzionale al racconto dell'evento che è evento a prescindere, anche se in campo non succede niente. Comunque, a parte i giudizi sulla sua sicuramente elevata professionalità, mi pare fuori discussione che Fabio Caressa sia un tifoso della Roma, ma di quelli belli grossi. Come prima voce di un network con una redazione bella fornita di romanisti e che tratta i giallorossi con i guanti di velluto, soprattutto per la presenza della gallina dalle uova d'oro Totti. Leggendo degli insulti e delle minacce che alcuni tifosi della Roma hanno rivolto ai due commentatori di Inter-Roma, perciò, mi stupisco. Ma solo un po', perché so che il vittimismo del tifoso spesso può trasformarsi in aggressività. Così anni d'attestazioni d'amore non valgono niente, nel momento del rosicamento. E il discorso vale per tutti, mica solo per i giallorossi.
Date le modalità (ben note a chi conosce l'ambiete dee radio de carcio a Roma) solidarietà a piene mani ai due, con un invito a riflettere sulla propria (eventuale) faziosità a Fabio. Sii più equilibrato, tanto come vedi non ti perdonano niente, neanche quello che non fai...

recenzione (con la zeta)


Mingarelli per DNews su Temple che racconta Joe.

gabriella carlucci e il nobel per la fisica glashow

una vicenda incredibile, davvero