31 agosto 2007

30 agosto 2007

Totò, Peppino, Bertinotti e i lavavetri


Bertinotti interviene sommessamente sulla questione dei lavavetri. Dubita (giustamente) della severità che si usa a danno dei più deboli e preferirebbe che la tolleranza zero fosse nei confronti del racket. Applausi, ma anche sottolineatura dell'ovvietà. E andiamo avanti a ragionare per paradossi. Fatte le dovute proporzioni, è come dire che i piccoli spacciatori vanno perseguiti blandamente e che si deve, invece, inseguire i pesci grossi. Credo che si tratti di dichiarazioni che servono a ridelimitare il proprio territorio e che siano perfettamente inutili, nel senso che non portano alcun contributo alla soluzione dei problemi. Pure, si tratta di interventi richiesti, dichiarazioni che vengono "pescate" direttamente da chi fa domande in cerca di risposte, come quella del giornalista che chiede al giocatore della Roma se preferisce la Lazio qualificata o eliminata. Fa abbastanza specie l'ipocrisia di fondo di molti operatori. Mi ricordo molti giornali, alcuni dei quali decisamente politically correct, fare ricorso a un linguaggio spesso inappropriato a proposito di ambulanti: i vu cumprà e i vu lavà che identificano pezzi di popolazione che vivono ai margini e sono spesso strumento e bersaglio della delinquenza e che assumono più o meno importanza a seconda delle posizioni post-ideologiche di chi è protagonista della discussione.


Aggiornamento: blitz dei vigili urbani a Roma contro commercio ambulante, parcheggiatori abusivi, schiamazzi e molestie, accattonaggio e mendicita' infantile, attivita' di lavavetri. Il tutto senza provvedimenti nuovi, ma a partite dalle norme disponibili.

29 agosto 2007

So what, Miles Davis e John Coltrane

Epolis, verso la soluzione della crisi

Editoria: E-Polis, aumento capitale da 19 mln, controllo a Rigotti -2- (Il Sole 24 Ore Radiocor)
Milano, 28 ago - E' previsto tra il 4-6 settembre il closing dell'operazione che portera' Abm Merchant di Alberto Rigotti a detenere il 70% del gruppo editoriale E-Polis. Nichi Grauso rimarra' con una quota del 30% che intende vendere in 6-24 mesi. L'accordo, secondo quanto risulta a Radiocor, prevede un aumento di capitale da 19 milioni, di cui 2 a copertura delle perdite, che sara' sottoscritto da Abm (10 mln) e dalla famiglia Grauso (9 mln in conversione di crediti vantati). Il passaggio di proprieta' di Epolis, che pubblica 15 quotidiani locali in altrettanti capoluoghi, verra' definito con una assemblea totalitaria che sara' convocata per la prossima settimana. L'incontro dei soci rendera' pertanto inutile l'assemblea gia' convocata per il prossimo 14 settembre che prevedeva all'ordine del giorno della parte straordinaria la copertura delle perdite e l'aumento del capitale sociale inizialmente destinato solo ai vecchi azionisti. L'intervento di Rigotti ha avuto la meglio sulle altre manifestazioni di interesse arrivate sul tavolo dell'imprenditore sardo: nelle scorse settimane si erano fatti avanti tra gli altri la famiglia Angelucci (editore di "Libero" e de "Il Riformista"), la Legacoop, Paolo Panerai, lo stampatore Vittorio Farina e Francesco Micheli. Tutte le alternative sono cadute di fronte alla necessita' di un intervento rapido che permettesse ai quotidiani di tornare in edicola a inizio settembre. L'intenzione di Grauso e degli altri azionisti della sua famiglia, secondo quanto hanno riferito a Radiocor fonti vicine all'operazione, e' di affiancare la nuova proprieta' per un tempo utile a gestire il passaggio di consegne. L'obiettivo resta comunque quello di uscire dall'azionariato. Lo stampatore Seregni non entrera' nel capitale di Epolis, come era stato ipotizzato in una prima fase, ma ristrutturera' il credito vantato nei confronti della societa' editoriale. Dal primo settembre, i circa 130 giornalisti del gruppo torneranno al lavoro in vista della ripresa delle uscite prevista per il 6 settembre. Il nuovo piano industriale contempla un massiccio ricorso al telelavoro per il quale e' stata siglata un'intesa con il comitato di redazione dei quotidiani. mau-fon-Y- (RADIOCOR) 28-08-07 17:12:20 (0245) 3 NNNN

28 agosto 2007

Evviva


Sento già la musichetta...

Puerta chiusa


Non si può morire in questo modo allucinante a ventidue anni.
Riposa in pace, Antonio.

Su abc.es una valanga di messaggi di condoglianze per la sua famiglia.

L'ultimo treno per la Champions passa a Bucarest


A Bucarest, a Bucarest. Col mal di pancia da tifosi che non è e non può essere quello dei giorni peggiori, quelli delle corse contro il tempo per evitare il fallimento. In questo senso, la "sofferenza" è molto meno: si ha di nuovo la sensazione di essere alle prese con la più importante delle cose meno importanti. Quella, cioè, che accomuna molti tifosi (quasi tutti). Si va a Bucarest senza un difensore centrale sano. Si trova un arbitro spagnolo e un avversario che non sarà il Manchester United ma è fiero e parte qualificato. In palio una qualificazione che fa tanta ma tanta differenza, in termini di visibilità e in termini economici. Un bersaglio da non fallire, ma in senso sportivo. Che se perdi è peggio, molto peggio. Ma sai che chi gioca può vincere oppure no. In certi altri frangenti, invece, si tratta di vita e morte. E a tirare i dadi è dura.

27 agosto 2007

Tifosi

Leggevo l'altro giorno su Repubblica dell'ennesima indagine che contorna il fenomeno-tifoso. Sono più quelli colti di quelli ignoranti, perlomeno tra quelli più assidui. E questo è normale, se pensiamo che la maggioranza è composta da under 25 che, per forza di cose, hanno un livello d'istruzione medio più alto. Non è che la cosa regali, però, al tifoso medio una capacità critica maggiore, o anche semplicemente un contegno più responsabile o un atteggiamento più ironico. Il tifoso medio risponde a modelli precisi, e sono tutti negativi, non se ne salva uno. Il tifoso è antisportivo, piagnone, becero, campanilista con debordamenti razzisti, sessisti e truci. Ovviamente si tratta di una generalizzazione e di un pregiudizio (d'altra parte il tifoso medio vive di generalizzazioni e di pregiudizi), e poi si dovrebbe approfondire operando dei distinguo, perché la tradizione orienta i comportamenti e c'è un contegno-standard molto diverso tra tifosi e tifosi (un romanista, un fiorentino, un laziale, uno juventino, eccetera, hanno comportamenti di base molto diversi pur rispondendo a un modello comune). Il problema con i tifosi è che sono (siamo) terribilmente noiosi, in generale e in particolare quando combattono con una qualche acerrima rivale. Così succedono cose incresciose, faide interminabili, spaccature del pelo strappacoglioni, sindromi d'accerchiamento, analisi pretenziose, elargizione/negazione/ritiro di patenti d'ogni sorta. Se si ragiona all'interno di gruppi organizzati, la fa da padrone l'autoreferenzialità. Se ci si trova alle prese con situazioni tipo calciopoli si passa poi il segno della normale faziosità: ho visto gente chiedere con la bava alla bocca la cancellazione della Juventus oppure, dalla barricata contraria, la santificazione di Moggi. Il tutto senza uno straccio di ritegno. Perché il tifo, in fondo, è proprio una malattia. Detto questo, domani c'è la Champions e Forza Lazio...

25 agosto 2007

24 agosto 2007

Nuove frontiere


Secondo alcuni maligni lo scoglio dipinto d'azzurro da Eleonora Brigliadori, la mano guidata dal genio, in una spiaggia della Sardegna, è a forma di billo. In realtà si tratta dello scetticismo delle menti semplici: non è contro lo scoglio dell'ignoranza che le nuove frontiere dell'arte devono arrestarsi. Il prezzo della multa inflitta alla pittrice sia lo scotto che l'arte deve pagare per infrangere ogni giorno una nuova barriera. Il genio, si sa, è tale solo se rischia dove altri non rischiano, e così riscrive i confini. A colpi di pennello.

Astinenza da serie A


Questo post dovrebbe incominciare con le mie generalità e la confessione del mio vizio, come nella tradizione dell'anonima alcolisti, anzi di più. Oltre a trincare, infatti, il sottoscritto è calciodipendente un po'. Non troppo troppo, come quelli che tra Sky e SportItalia mappano le rotte dei laterali sinistri ecuadoregni in scadenza di contratto (ne ho visti alcuni in certe tivù locali romane che veramente fanno paura, ma per l'aspetto fisico, mica per il sapere), ma abbastanza, al punto di soffermarmi un quarto d'ora a guardare la differita dell'amichevole tra Siena e Colligiana per vedere che pesce è Wanderson Scardovelli e se davvero Forestieri è un fenomeno come si dice in giro. Insomma, domani si riparte e ho nostalgia della partita. Mitigata da alcune certezze, che snocciolerei in ordine sparso:
- sì, sì, è vero, il calcio delle figu, di novantesimo minuto e delle magliette di lana aderenti non esiste più, l'olio canforato è un ricordo da matusa, eccetera
- campionato, campionato, come fa un laziale ad essere impaziente alla vigilia dell'inizio di un campionato che la Roma vincerà con le dita nel naso?
- altre non mi vengono in mente
Stasera si va a prendere l'abbonamento del Siena, domani la Lazio apre le danze sul digitale terrestre, già lucidato per l'occasione. Fuori fa un po' autunno anticipato, il che fa più calcio ancora. Mi manca solo una sciarpa del Siena: la serie A non ci basta più.

Rumiz e Annibale: l'indice

qui

23 agosto 2007

Gli Appennini non finiscono mai

Da Bagno di Romagna a Città di Castello, passando per il Montefeltro con l'orrido di San Leo, PennaBilli del cinema (le vite degli altri, con tanto di guasto e audio marziano verso la metà, e la gente che chiamava Marioooo perché rimediasse) e del Dalai Lama, e Urbino bellissima e sassi, Sassi, crescia e vino bianco, la Muta di Raffaello, l'Ostia profanata di Paolo Uccello e gli scrosci di pioggia del pomeriggio tardi e le golacce a Scheggia, e Gubbio. Il destino ci incrociava a Sarsina: per fortuna gli appennini non finiscono mai. Le ferie, invece, sì.

20 agosto 2007

19 agosto 2007

Ancora, su UEFA, Lazio e razzismo


L'UEFA lavora da tempo per mettere al centro il fair play e i comportamenti discriminatori sono da sempre nel mirino. Abbiamo detto che la Lazio va, da un paio d'anni almeno, nella stessa direzione, o perlomeno lotta contro chi si è fatto portatore, allo stadio, di certi messaggi. Che lo faccia per convinzione o meno non è rilevante: è chiaro che si tratta di un sacrosanto meccanismo difensivo. A vedere bene, però, c'è (non tra i laziali, ma ovunque) una grande leggerezza rispetto a certi atteggiamenti discriminatori. L'ostilità verso lo straniero raggiunge punte allarmanti che si toccano con mano tutti i giorni, dal segregazionismo esplicito del nord all'insofferenza debordante delle altre zone del paese. Sentimenti spesso puntellati dall'atteggiamento gravissimo dei mezzi di comunicazione (quasi tutti, inclusi quelli che si professano "politically correct" e insistono a titolare in modo discriminatorio: un italiano rapinatore è un delinquente, un albanese rapinatore è un albanese delinquente). Allo stadio, il 14, la gente si riferiva normalmente ai rumeni come "zingari". C'è poco da discutere, in questo senso, se non registrando che l'atteggiamento razzista, nei confronti di certe categorie, più che prevalente è debordante. Se il fine è quello di colpire certi comportamenti alla radice, le squadre italiane dovrebbero essere escluse dalle competizioni internazionali fino a nuovo ordine. Qualcosa si potrebbe fare (e non si fa) sul piano della sensibilizzazione. E' ovvio che non tutti quelli che si lasciano andare a simili commenti assumerebero davvero concreti comportamenti discriminatori. Ma non si può continuare a far finta di niente, mentre la situazione, come puntualmente documenta Human Righs First, marcisce.

Bossi: sciopero fiscale. Ma contro chi?


Il CGIA di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) ha reso pubblico venerdì scorso un documento dal quale risulta che, nel 2005, la pressione tributaria locale più alta è stata quella del comune di Milano . I Milanesi hanno pagato 2082,23 Euro pro capite di tasse, tra comunali, provinciali e regionali, contro la media nazionale di 1434,13. Nella classifica tutti i comuni lombardi sono ben piazzati: dal quinto posto al decimo sfilano Pavia, Mantova, Como, Lecco, Sondrio e Cremona, Lodi al tredicesimo, Bergamo al quindicesimo, Varese al diciassettesimo, Brescia al ventunesimo posto a chiudere la fila con 1678 euro pro capite e spicci, sopra la media nazionale di quasi il 20%. La maggioranza delle città lombarde è amministrata dalla CdL. Non si capisce, dunque, contro chi dovrebbero essere pronti a scioperare dieci milioni di contribuenti lombardi...

18 agosto 2007

Rumiz e Annibale, aggiornamento

12. Le Termopili d'Italia

13. L'inferno di Canne, la strage
e l'epifania di una morte sconcia


14. La forza, la prudenza e l'acume
del grande condottiero


15. Noi, figli di Annibale

16. Grande madre Campania
terra di donne e Giunoni


17. La svolta di Siracusa
e il genio dei teoremi


18. I popoli del lupo
e gli ozi di Capua


19. La corsa delle legioni

Epolis sopravviverà. Ora speriamo torni al più presto a uscire

http://www.altravoce.net/2007/08/18/e-polis.html

Finalmente buone notizie. Adesso aspettiamo di vedere come, quando, perché e per chi.

L'UEFA giudicherà la Lazio: in pericolo l'unica speranza di chi vuole il calcio libero dal ricatto ultras

A parte tutte le considerazioni sullo slancio moralizzatore di Lotito, che spesso risulta stucchevole nel continuo ripetere la sua lezione un po' troppo moralista, al presidente della Lazio, e perciò al club, va riconosciuto il grandissimo merito di essersi opposto duramente ai ricatti degli ultras, arrivando a mettere a rischio la propria incolumità e subendo gravissime conseguenze nel più totale isolamento. Questo fatto non è passato inosservato nell'ambito calcistico italiano, anzi è stato guardato con attenzione perché molte società sono ostaggio delle mire dei sedicenti ultras organizzati per delinquere. Se l'UEFA sanzionasse pesantemente la Lazio dopo i fatti accaduti a margine del preliminare di Champions League, in luoghi lontani dallo stadio e perciò fuori dall'area in cui la società ha attivato le sue misure di sicurezza, verrebbe vanificato proprio lo sforzo "rivoluzionario" di Lotito e per il calcio sarebbe un autogol clamoroso nel percorso di affrancamento dalla violenza e dal razzismo da stadio. Bisogna comprendere che isolare le società che lottano più coraggiosamente contro questo "mostro" ingrassa il mostro, che vede enormemente accresciuta la propria capacità di condizionamento e di ricatto. Su questo fronte può agire Abete per informare adeguatamente l'UEFA del percorso virtuoso della società biancoceleste. Altrimenti affrontare gli agguati e le minacce non avrebbe avuto alcun senso. Le istituzioni del calcio devono schierarsi al fianco di chi fa sul campo la lotta alla violenza.

16 agosto 2007

Scompiglio al Palio: è Leocorno

Non è mica detto che i più piccoli partano battuti, anzi. Può succedere di tutto, se ci si gioca le proprie chance al meglio: la battuta, più che alle contrade del Palio, è dedicata al piangente allenatore del Siena Mandorlini, avvistato in mattinata su Canale Tre che frignava come un disperato ad immaginarsi gl'insormontabili ostacoli della lunga stagione di tribolazioni che l'attenderebbe. Una vittoria attendevano in molti, visto l'equilibrio teorico dei cavalli e la discreta sorte toccata sulla carta a qualche contrada di quelle agguerrite, che fortemente volevano il cencio di questo Palio di mezzo agosto. Insomma, per il Montone e per l'Istrice si tratta di una sconfitta bruciante, perché maturata avendo in sorte buoni cavalli montati dai signori della Piazza. Trecciolino e Brio, però, non entrano mai nel vivo della carriera, lanciata dopo un quarto d'ora d'esitazione "tattica" da Salasso per la Chiocciola, che prende la testa di forza, imponendosi a Giraffa e Leocorno per farsi subito risucchiare dal gruppo già in fondo alla spianata, con la Giraffa davanti e il Drago che risale velocissimo sulla sinistra. Al primo San Martino il capolavoro di Scompiglio, al secolo Jonatan Bartoletti, che in groppa al magnifico Brento supera la Chiocciola ed entra strettissimo, avvantaggiandosi dello scivolone del fantino del Drago, per prendere la testa della corsa. Dietro, Salasso finisce in un tremendo sandwich che lo precipita sui materassi, insieme alla Lupa: tre scossi dopo poche centinaia di metri, con il Leocorno che fugge inseguito dalla Giraffa, dalla scossa Fedora, tronfatrice di luglio che si conferma velocissima anche senza fantino per la disperazione del Drago, e da un rimontante Tittia per il Bruco, che prova a rientrare in corsa dopo una mossa disastrosa ma sbaglia qualcosa al secondo Casato, picchia sul colonnino e compie una stranissima acrobazia, cambiando quasi cavallo in corsa: prima di rotolare a terra si ritrova montato al contrario su Fedora, mentre anche l'Onda rotola sui palchi. Davanti è rimasta la Giraffa a minacciare il Leocorno, che pennella ogni curva, imprendibile. Il giovane Scompiglio centra la vittoria all'esordio: è il suo giorno perfetto, ma aveva vinto anche nella prova generale. Chissà che non sia l'inizio di una nuova grande storia.

It ain't over 'til the fat lady sings

Ci vediamo a Bucarest

14 agosto 2007

Chiuso per Champions League e Palio


Noi ci s'ha da fare, si riapre il 17

5 agosto 2007

Compiti per le vacanze


Stiamo preparando i bagagli per la partenza, in un delirio da ultimo giorno di scuola. Staremo al mare solo qualche giorno, ma intanto ritornano alla mente i tempi in cui si facevano i propositi per l'anno nuovo: farò i compiti tutti i giorni e roba del genere. Torneremo per il Palio e per lanciarci appresso a qualche esplorazione di fineferie. Nel frattempo i nuovi matrimoni sono alle porte, e i vecchi cadono con fragore. La vita. La crema l'abbiamo comprata, noi bianchicci. Ho indosso la maglia da uligano, forse la metterò al preliminare di Champions, forse no. Ma intanto la paletta e il secchiello sono pronti e andiamo al mare alla spiaggia del cinghiale. Buone vacanze.

Bagno di folla per Moggi a Rimini (roba da chiodi)

Ci sarebbe da discutere già sul fatto che ci sia chi invita Luciano Moggi a un pubblico dibattito, per motivi ovvi e abbondantemente dibattuti a proposito di casi ben più gravi. Ma il fatto che il Nostro abbia parlato tra scrosci di applausi è l'ennesima prova di quanto stiamo a pezzi. Lui giura che la cupola esiste, quella stessa cupola che la giustizia sportiva ha detto non esistere e che quella ordinaria gli accollerebbe, se riuscisse a far tanto di provarlo. La gente ammicca e applaude perché? Forse perché non resiste al fascino del furbo, di quello che si è fatto una posizione partendo dal niente. E stiqatsi se i metodi sono stati quelli più spicci. Se lo scopo è sballare il quarto d'ora warholiano e consegnarsi alla storia, val bene qualunque cosa. Disgustorama.

3 agosto 2007

Rumiz sulle tracce di Annibale, aggiornamento

Ecco le prime cinque puntate su Repubblica.it:

1. Sardegna, l'isola che profuma di oriente
Perla contesa da Romani e Cartaginesi


2. Una dea di nome Cartago
La città della regina Didone


3. Quel bimbo di Cartagena
La Spagna che vide crescere il mito


4. Seguire un'ombra sui Pirenei
tra fantasmi di cavalieri e stelle


5. Oltre il fiume Rodano
Sulle tracce di Ercole

SPF (sindrome preferie)

C'è qualche cosa nell'aria, ogni volta, il giorno che si va in ferie. Qualcosa che scatena i più selvaggi istinti dei rompicoglioni. Sanno che per settimane dovranno limitarsi ad ammorbare l'aria a casa loro. Allora sfogano tutta l'inquietudine, come farebbe un fumatore sapendo che dopo aver gettato l'ultima cicca non avrà da accendersene una per chissà quanto. Gli prende male. E' comprensibile. E' anche vero che da stasera staranno a diversi passi dal culo, con tutti i loro incredimail del cazzo...

Del perché è meglio avere un blog piuttosto che non averlo

C'è una ricca discussione in giro che origina da qui. Ognuno di noi può aggiungere qualcosa di suo, ma il concetto è chiaro.
E' sicuramente MOLTO meglio avere un blog piuttosto che non averlo. In certe circostanze un blog può cambiare anche la vita, ma è chiaro che dipende da noi e non dal blog. E' un modo di mettersi in gioco e di cominciare a comunicare. Una cosa che non è affatto necessaria, in teoria, ma risponde in realtà a un bisogno di primissimo piano, aprendo poi un fronte di bisogni di secondo livello, se è vero che con un blog si comunica "unilateralmente" la propria visione del mondo o di un evento e si attende, poi, che torni indietro qualcosa. Per chi lo scrive, il blog è meglio di qualunque partecipazione a un forum o a una community, perché tiene insieme il contenuto che si esprime e ne mostra tutte le sfumature. Anche, eventualmente, in negativo. Ma è una forma di comunicazione che ci fa "nodo" nel mare grande, non numero di un qualunque piccolo ambiente chiuso. Non è una responsabilità e nemmeno è una cartina di tornasole. E', piuttosto, un contributo, importante in quanto tale, che pesa il giusto. E soprattutto è un contributo alla propria crescita.
Con più tempo a disposizione ci torno, anche per raccontare quali cambiamenti abbia portato la scelta del blog e della partecipazione attiva a internet nella mia vita.

2 agosto 2007

E ci manchi. Sempre

L'alieno petomane e la top 25 anni 80

Venticinque pezzi degli anni 80. Per descriverli e salvarsi dall'alieno petomane. Ecco i miei. Quelli che mi vengono in mente. Senza alcun ordine.

Town called malice - The Jam
Rock the Casbah - The Clash
Golden brown - The Stranglers
Steppin'out - Joe Jackson
John Coltrane stereo blues - Dream Syndicate (video porno di Richard Kern)
Where the streets have no name - U2
New gold dream - Simple minds
More than this - Roxy music
The one I love - REM
Happy hour - Housemartins
My ever changin' moods - Style council
Road to nowhere - Talking heads
Fiesta - The Pogues
Shake it up - The cars
Kiss - Prince
Gone daddy gone - Violent femmes
Mexican radio - Wall of voodoo
Greetings to the new brunette - Billy Bragg
Keep on keeping on - The Redskins
Red rain - Peter Gabriel
Don't box me in - Stan Ridgway
Every breath you take - Police
Standing in the rain - Husker du (il video è di could you be the one, che sta sempre su Warehouse)
Never understand - Jesus and Mary chain
Girl U want - Devo

(ma è stata dura lasciarne fuori tanti)
Non sono proprio "singoli-anni-80", ma sono i miei.

Bologna, 2 agosto

Quando successe avevo diciassette anni. Mi ricordo che ero stato a correre, mi allenavo regolarmente a quei tempi. Rimasi interdetto, lo disse il giornale radio, mi ricordo bene un'immagine mia, ero in piedi sulla porta di casa, guardai fuori verso una fontana, sulla piazzetta del mio solito paese di villeggiatura. Un po' torna sempre, la sorpresa. E l'incapacità di raccontarsi quello che era successo, stando da qualche parte seduti a rimuginare, nei momenti in cui i pensieri affiorano da soli e si sta lì a rimetterli a posto. E' un pensiero che di andare a posto non ne vuol sapere. Le immagini che ho negli occhi di quel giorno: l'orologio e la fontana che guardavo, pensando che ottantacinque andavano alla stazione e non sono tornati più a casa.

1 agosto 2007

bergman e antonioni, addio

Vorrei sapere di cinema per poter salutare adeguatamente due maestri che se ne sono andati. Erano anziani e avevano alle spalle una gran quantità di tracce lasciate negli occhi e sulla pelle di tanta gente cresciuta anche grazie ai loro film. Non erano "facili", per niente. Potevano risultare pesanti, difficili da digerire, da classificare, da archiviare. Ma erano Bergman e Antonioni, non una virgola di meno.

Eccone un altro: Elton John vuole chiudere internet

Dice che rovina l'arte. La mia collezione di dischi si è evoluta nel migliore dei modi dopo che, a tredici anni, decisi di rinunciare ad acquistare i suoi dischi. Non me ne sono mai pentito, men che meno a leggerlo ogni tanto sparare "bizzarrie". Va decisamente di moda scagliarsi contro internet (o magari col p2p ci ha rimesso qualche spiccio pure lui, sai mai)

(a uno sguardo superficiale ne parlano 7048 blog, si ritengano tutti linkati)

Rumiz è di nuovo in viaggio. Sulle tracce di Annibale

Come sempre, Webgol lo segue da vicino.
Gli affezionati lettori del viaggiatore ringraziano...

Il deserto tosconapoletano

C'è chi racconta che a camminare a piedi per le zone desertiche che vanno dall'Osmannoro a Plato si possono avere miraggi e fare incontri inconsueti. Copertoni come leoni, rotatorie che guidano al nulla prese d'assalto da carovane di TIR selvaggiamente dediti all'immissione da destra a manetta e senza guardare se e chi sopraggiunge, torme di motociclisti che segnano tacche sul serbatoio per ogni sorpasso eseguito con annesso taglio di strada in piega, da destra a sinistra o viceversa, con doppio zig zag e, nei casi più fortunati, pinna. La densità di capannoni è soverchiante, e si scommette se gira più merce qui o a Napoli che c'è il porto e quanta che sta qui arriva da lì. Di Napoli il caos, le buche, in certi passaggi la puzza. Vicino, la città è un sogno assediato dai cantieri, bruciato dai dardi del sole, spezzato dall'ammucchio quasimetropolitano. Che certo, se si guidasse un po' meglio...