30 dicembre 2007

take a walk on the wild side



e laggiù un giorno chiederai
che vuoi rivedere la tua casa
le lunghe feste cosi gli addii
le gite in barca
tu perdi tempo
peter,tu che kensington resti?
ooo peter tu che kensington resti??
..dudu dudu
duddududu
dudu dudu
duddududu


Ho dei cugini più grandi di me, che all'epoca in cui andava di moda organizzare delle feste, beh, loro lo facevano. Facevano "la festa". Ahò, annamo alla festa de Giancarlo? Ecco, roba così. Mia cugina (con una g) Mariapia organizzava ste festone e c'erano i dischi del fratello, di Giancarlo. Che cavolo, io ci fantasticavo sopra. C'erano un sacco di gruppi sconosciuti, o conosciuti poco, o di nome solo. Non capivo che caz di gruppo fossero, per esempio, gli Uriah Heep. Nemmeno Fausto papetti, ma lì bastavano le pocce ignude in copertina. Comunque, c'erano queste feste, e io avevo undici-dodici anni e andavo lì e mi mettevo da una parte e guardavo. Mia sorella no, lei partecipava, si allenavano per giorni a ballare, prima. Lei aveva i capelli schiariti e insomma la filavano in parecchi. Io niente, mi piaceva la musica, mi piacevano le copertine dei dischi di David Bowie. Aladdin Sane! Che copertina meravigliosa. Lou Reed non si conosceva, aveva un sacco di problemi altrove, da altre parti. Qui c'era Patty Pravo che la passavano alla radio tutti imbarazzati e un po' ammiccanti per via di doppi sensi e derive da mutanda alimentate da Pazza Idea, soprattutto. Patty aveva inciso una versione di Walk on the wild side (I giardini di Kensington), riscrivendo il testo (vedi l'insulso passo citato a inizio post) che assolutamente non si poteva tradurre mai e poi mai. Nel senso, altro che explicit lyrics... Scoprii solo più tardi, verso i 15-16 anni, che trattavasi di masterpiece di Lou con testo da raccapriccio. Cito senza tradurre...


Candy came from out on the island
In the backroom she was everybodys darling

But she never lost her head
Even when she was given head
She says, hey babe, take a walk on the wild side
Said, hey babe, take a walk on the wild side
And the coloured girls go


E ho preso a caso. Erano i mattoni fondanti, le pietre miliari su cui si poggiava una nascente minima base per decodificare la musica, quella da lasciar passare, quella che arrivava. Bene o male. Della festa di quel giorno ricordo che arrivò a un certo punto un tizio riccio-capellone, con una t-shirt a bande orizzontali bianche e blu. Pretese Prisencolinensinainciusol, l'ottenne, la ballò mulinando le braccia e roteando il bacino, inseguito da sospiri e battimenti di palpebre sparate fuori dall'assenza urlante delle sopracciglia spinzettate di tutte le presenti. La moda. Alla fine della festa avrei voluto essere quel tipo, ma ancora non sapevo cosa ci fosse dentro Aladdin Sane. Men che mai sospettavo della bisessualità di David Bowie. A dirla tutta, non avrei saputo spiegarmi bene il significato della parola stessa. Ma vabbè, erano tempi. A me piaceva tanto Starman, la metto sul giradischi e via.

28 dicembre 2007

Cavalieri e dame caduti

Nell'età in cui l'identità è un problema, certa gente si unisce a gruppi di rock'n'roll e fa spettacoli per altra gente che ha le stesse difficoltà. La differenza d'età tra il pubblico e l'artista, nel caso del rock, non è molto. Ma, sfortunatamente, quelli del pubblico danno per scontato che quelli sul palcoscenico sappiano qualcosa che loro non sanno. Il che non è vero. Ci serve un ego molto forte per lasciarsi amare per quel che si fa piuttosto che per quel che si è. Il cantante ha un'anima, ma sente di non essere amato di fuori della scena. O, e forse è peggio, sente di brillare solo in scena e di avvizzire fuori di essa. D'altronde non siamo che fiocchi di neve, no?

Continua su www.loureed.it

Epolis cambia

Il direttore, Antonio Cipriani, ha già salutato con un editoriale prenatalizio. Vedo che si susseguono gli addii, con tanto di saluti ai lettori: ieri, anche Remondino e Chiara Lalli. Mi dispiace. Ho collaborato con alcune testate di Epolis (Sardegna, Firenze, Roma) per parecchio tempo, e ho visto nascere il progetto prima di chiunque altro, in certe serate perse dentro qualche osteria dell'alto Lazio insieme a Antonio, che, a parte l'invidia di qualcuno in giro per la rete, è stato l'artefice massimo di questo giornale-caso, che aveva nella mente già all'inizio del 2001, prima ancora di andare a dirigere l'Ora, a inventarsi il modo per distribuirlo quando gli edicolanti lo facevano sparire dal banco... A scrivere per Epolis restano (spero a lungo) amici importanti, per me, come Daniela Amenta e Claudio Moriconi, oltre a persone che ho conosciuto e letto per tanto tempo. Chiara Papaccio, Federico Malerba, Cristiano Cesarini, Malcom Pagani. Non sono addentro alle cose del giornale e non so chi di loro resta o va. Mi sento di inviare i miei auguri a tutti, chiedendomi come mi sarei comportato io se mi fossi trovato in una situazione del genere, con l'etica politica da una parte e le scelte di vita pesanti e laceranti dall'altra. Per questo qui esprimo la mia stima e il mio affetto profondo per Daniela, alla quale so quanto costino queste scelte, pagate per contanti e di persona. Per il resto, io ringrazio per aver scritto, cosa che m'inorgoglisce e di cui sento la responsabilità. L'ho fatto perché dentro al giornale c'era un amico. Da raccomandato, insomma. Ma ciò non toglie che io sia affezionato a questo giornale e che continuerò a leggerlo quotidianamente, sapendo che per farlo c'è voluto il lavoro di tanta gente "amica".

(Qui ne parla anche Marcello Saponaro)
(Qua Giacomo Bassi)

Sgozzata e fatta in 29 pezzi. Prezzi, secondo il taglio


E' inquietante come i giornali sottolineino il modo con cui è stata uccisa la povera Iole Tassitani. Calcando la mano con titoli forti. Paese di santi, poeti, navigatori e macellai.

Cucarachas

Gli scarafaggi hanno 256 milioni di anni d'età. Esistono dal tempo dei dinosauri, in pratica. C'è tutta una letteratura da scoprire su blatte e blattelle...

27 dicembre 2007

Sempre a dare i numeri, noi

Anche Dini usa l'argomento aritmetico per significare che Prodi dovrebbe sloggiare da Palazzo Chigi. Viene da dire, anche abbastanza banalmente, che la sede giusta in cui si determina se uno ha i numeri per fare oppure no è quella in cui il popolo sovrano esprime la propria volontà. Se il desiderio della maggioranza deve essere misurato col termometro giorno dopo giorno, non vedo, personalmente, a che dovrebbe servire, poi, la democrazia rappresentativa. E se la democrazia si può esercitare con i sondaggi alla mano, allora tanto vale risparmiare alla collettività le spese per il tedioso esercizio della democrazia. Perché votare, se poi è così semplice misurare l'umore del Paese? Ognuno porti il suo sondaggio di parte, che poi si fa la media. Se Dini intende dire che i numeri mancheranno perché sarà lui a farli mancare, basta che se ne prenda la responsabilità, senza stare a immaginare assetti di governo alternativi. Il ragionamento è aritmetico, e la soluzione del problema è una sola. Ci si conti e via...

Hanno ammazzato Benazir Bhutto


Così muore una donna coraggiosa. Adesso c'è da avere paura per quello che può succedere in questo grande paese tormentato, che possiede, tra l'altro, armamenti nucleari. Il marito di Benazir accusa senza mezzi l'ambiguo Musharraf, che condanna l'attentato ma forse è quello che ha più da guadagnare da questa situazione. Disgusto e preoccupazione.

sprechi

Non serve a niente fare la terza corsia sull'autostrada: sono soldi (e quanti) buttati. La gente utilizza la corsia centrale o quella di sinistra, per cui, se non ti va di sorpassare a destra, ti tocca una carreggiata ridotta di un terzo. E' un fatto, è una rottura ma è così. Sarebbe simpatico fare una riscrittura del codice della strada sulla base dei comportamenti reali degli automobilisti. E anche sui loro comportamenti, spesso legati alla macchina che posseggono. E' vero che il SUV ha l'aspetto e l'incedere dell'oggetto pericoloso, con i suoi fari spianati e con il modo prepotente con cui viene utilizzato (non ho capito se è la macchina che rende stronzo l'automobilista o se lui si porta la stronzaggine da casa), ma che dire della Panda, che è il veicolo del 90% di quelli che trovi piantati a trenta all'ora sulle statali?
Per il resto, tutto normale, a parte registrare il disuso della freccia. A Roma, come sempre, hanno tentato disperatamente di venirmi addosso a ogni incrocio. Ma questa è normale amministrazione...

26 dicembre 2007

dead parrot

24 dicembre 2007

Auguri di buon natale

A chi passa per caso e a chi viene di proposito, auguri!

23 dicembre 2007

Come diventare il mio cane

Il blog di Chinaski77, da leggere

La bellezza degli operai

Cambiando lavoro sono passato da una sede "amministrativa" a una sede assolutamente operativa. Il che vuol dire stare a contatto con gli operai, cosa che non mi succedeva dal 1989, dopo cinque anni passati con addosso la tuta blu e un sesto in cantiere a fare l'amministrativo. Con gli operai si sta magnificamente, anche se è difficile farli desistere dall'uso di quel "lei" e da una sorta di deferenza che proprio non è dovuta. Ieri sera ho mangiato le cose che hanno cucinato le operaie nostre che erano belle con la pelle cotta dal sole, i sorrisi imperfetti, la pazienza di chi sta appresso ai mariti, casinisti e cacciatori, e la semplicità che è lontanissima dall'artefatto pariolino in cui sono stato a macerare per quindici interminabili anni.
Questo pezzo di Gad Lerner sul funerale di Rosario Rodinò è molto bello. Fa riflettere su una fase in cui la melassa del conformismo ha sommerso e invischiato qualunque cosa. Lerner chiude così: "Fra le tante emergenze di cui ci riempiamo la bocca, l’umiliazione del lavoro operaio è la meno gridata ma forse la più evidente." Niente altro da aggiungere, nei giorni in cui rugge la futilità che tutto leviga.
Rosario Rodinò era un uomo (non ragazzo, basta con la retorica di chi li riduce a "ragazzi", bravo Gad) e non c'è più.

22 dicembre 2007

maigrir

Ho perso quattro chili in tre mesi. E oggi la bilancia s'è rotta. Invidiosa...

put the lights on the tree


Abbiamo fatto l'albero un po' tardi, ma qui lo spirito natalizio arriva quando può, e che cavolo

Cena di Natale

Luna che illumina un cielo pazzesco, fitto di stelle con tanto di Via Lattea. Fremiti sparsi per via dei giapponesi che dicono che gli UFO esistono e tocca preparasse a combatterli. Gli hanno messo robe strane nel sakè. Vabbè, la montagna di brace riscalda, le donne mettono mano agli incarti e le danze cominciano con uno Chardonnay e una lasagna da urlo. Porca eva, presa tre volte, dovevamo essere 25, eravamo 15, e non c'era da sprecarla, certo. Ho evitato il novello come la peste e mi sono buttato sul cinghiale in umido. Mììì, tre pezzi di quello, via col Chianti e poi tre pezzi di capriolo in umido. Sublime. Un cucchiaio di piselli tanto per, poi un assaggio di capriolo in crosta. Marò che libidine. Alla fine arriva la brace: una mezza bracioletta di maiale e un assaggio di salsiccia, poi il colpo di grazia con un SUBLIME panforte fatto in casa, con la cuoca che si scusava per il fatto che si disfacesse un po' (l'ho fatto stasera, scusate). Brindisino con prosecco spumante. Sto sul divano a fà burp da due ore, non smaltirò mai quello che me sò magnato, tacci mia

21 dicembre 2007

20 dicembre 2007

19 dicembre 2007

Un calcio all'etica


Moggi2 impazza sui giornali. Mi chiedo se c'è qualcuno che si rende conto di quanto sia meschinella l'ansia di autoassoluzione che ha portato tutti gli interessati a minimizzare i contenuti di calciopoli, in base a una lunga serie di "principi", alcuni dei quali elencherei in ordine sparso:
- In Italia essere furbi è un valore
- In Italia essere furbi in danno degli altri è un valore elevato alla seconda
- Le regole sono una noiosa zavorra
- Se qualcuno denuncia qualcun altro che viola le regole è un infame e spesso è peggiore di chi ha denunciato
- Il più zozzone dei corrotti avversari è buono, quando gioca con me
- Nel calcio come nella vita retrocedono i più stronzi
- Chi si fa gli affari suoi campa cent'anni
eccetera eccetera.
Il vizio di calciopoli1 consisteva nell'imprecisione, nell'inesattezza, nella sostanziale pecionata fatta dagli inquirenti sportivi e non. Su questa base in molti hanno cantato il loro tanaliberatutti. Il che è un po' come, fatte le dovute proporzioni, se si sostenesse che siccome per debellare le BR i giudizi hanno arrestato più o meno chiunque, allora le BR sono state un parto della fantasia dei giudici. Così non è e questo modo di pensare e di agire innerva nel più profondo questo paese. Moggi ha continuato a lavorare alacremente, e gli atri con lui, magari con qualche precauzione in più.
Della correttezza che ne facciamo? Mica i si fa il PIL, con la correttezza...

Tira una brutta aria

Da tempo le sensazioni non sono buone, quando ci si avvicina alla Lazio. Da qualche settimana ho la netta sensazione che ci sia una frattura resa insanabile da qualche sconfitta, a parte i nervosismi che affiorano nello spogliatoio, normali quando le cose non vanno. Le cose in campo miglioreranno, secondo me, ma potrebbe essere tardi per rilanciare questo progetto. Troppe cose che non vanno. Dal precario di blogaprogetto un aforisma utile, al momento. Avanti piano, navigando a vista.

nessuno tocchi caino.

18 dicembre 2007

I consigli di Jorn

Quello che s'è inventato il weblog.

Happy when it rains


il suggerimento è di warden

buon compleanno


Due persone compiono gli anni. Probabilmente sono le due persone che più hanno apprezzato quelle che in me gli sono apparse qualità. Esclusa mia moglie e i miei familiari. Uno resta un esempio costante, l'altro mi ha profondamente deluso, oltre a farmi incazzare come un branco di oranghi inferociti. Curioso. Auguro al primo di mantenere l'altissimo livello raggiunto, il che non sarà difficile, perché a quel livello c'è arrivato con le gambe proprie e con le proprie idee, checché ne dica qualche invidioso in giro. Auguro all'altro di imparare dal primo qualcosa anche senza il tramite del sottoscritto, e che l'abisso che li separa, come valore, si possa ridurre ogni giorno. Auguri sinceri, setolosi e ruvidi.

17 dicembre 2007

Estiqatsi

Il brodo è venuto proprio buono.

Calciopoli? Una montatura


Lo dice uno che se ne intende, col processo che parte. Non so per quanti improvvisamente il suo parere acquisterà autorevolezza, ma me lo figuro.

Non c'è ragione


Non esiste ragion di stato che possa giustificare la rinuncia (anche contingente) al dialogo con un uomo di pace vero come il Dalai Lama. Prodi sbaglia a sostenere il contrario. Con lui tutta la parte filocinese dell'Unione.

16 dicembre 2007

The Magnificent Seven


Allo stadio da qualche tempo invece dell'inno del Siena passa Magnificent Seven dei Clash. Volevo dire che non sono stato io

13 dicembre 2007

Satira, Luttazzi, censura. Again.

Dal blog di Dario Fo

faccia la fame ma veda il mondo


Oggi c'è una bella intervista ad Arnoldo Foà, su Repubblica. La cercavo su google per copicchiare qualcosa e ne ho beccata un'altra, rilasciata ad agosto. Un bel vecchio, cavolo. Sta qui, il titolo è una citazione.

evviva

emergenza freddo:
l'Italia sta per finire nella morsa del gelo
il generale inverno ha scatenato la sua offensiva
gli esperti raccomandano di accendere i riscaldamenti, coprirsi bene e bere qualche vin brulé

s'alza il vento

Un vento che pare cattivo.
I tir hanno ripreso a camminare, Natale eccolo.
Natale porta spesso magoni e ansie, di più per chi da piccolo ne ha fatti di non proprio scintillanti. In genere m'importa poco, quest'anno avrei voglia di starmene buono qualche giorno, che è da primavera che si va a tremila. A parte una piccola vacanza: dice bene lei, che vuole andare al mare.

Intanto, è tra noi pure Seamus, altresì detto fratello di Fiskietto. Cogita, lui.
Honore.

12 dicembre 2007

Life on Mars?

zuppa di farro

Qua stiamo impegnatissimi sul fronte culinario-vinicolo, checché.

Sto sperimentando diverse varianti, tutte bòne, di zuppa di farro.

Per prima cosa mi sono armato di santa pazienza. Il guanciale buono ce l'avevo già, l'olio toscano pure, quello del batelli che buttelo via.

Il soffritto, lineare. Pentola de coccio, tre cucchiai di extravergine, una cipolla o un porro o un par de scalogni, una carota o due, a seconda dell'estro, un paio di coste di sedano. Anche uno spicchio d'aglio. Tutto bello bello a fuoco basso. Appassita che era la cipolla, guanciale a dadini. In un caso ci ho messo anche una fetta superstite di prosciutto bono, sempre del batelli. E' stato uno dei migliori, quella volta. Un dieci minuti, e poi, sotto col farro. L'ho preso della Garfagnana perché m'ero dimenticato di prendere quello di Col Fiorito. Mbè, è buono lo stesso. Lo sciacquo con le mani e lo tengo a bagno un po', loro dicono che non è necessario, io una mezz'ora lo lascio nell'acqua e poi lo scolo. Insieme ci ho provato varie combinazioni: lenticchie, fagioli, ceci, che siano secchi o già lessi, con combinazioni diverse a seconda delle circostanze. Sempre molto buona, con un paio di picchi.

Un certo quantitativo d'acqua (a seconda della quantità) messa giù calda, all'inizio, insieme al farro (50 grammi a persona) e al resto. Cottura ad assorbimento di quasi tutta l'acqua, in maniera che resti una zuppa consistente, non brodosa. Aggiunta di sostanze presenti di volta in volta in frigorifero.

La versione migliore è stata:
porro/carota/sedano
guanciale
farro/fagioli lamon/crauti
olio extravergine, pecorino

gli assaggianti sono stati tutti molto soddisfatti.
Un paio d'ore, però, ci vogliono tutte.

In fondo al post, aggiungo che vinix è una specie di miniera di link gastrovinoculinari eccetera.
Materia prima per sperimentazioni a venire.
Qua c'è la ricetta per la pasta e fagioli rapida, promemoria per chi non ha voglia di mettersi un par d'ore appresso alla zuppa. Altrimenti, findus. Ma non c'è partita, però.

presenzialismo

da oggi, pure su vinix, il social network del vino

Ripartire da domani


Ripartire da domani, cominciando a preparare bene la partita contro la Juve.
A Madrid era dura, ci si arrivava senza essere al top e perdere Zauri e Ledesma (ma che aveva? Spero non salti la prossima) rendeva tutto troppo difficile. Poi la partita te la puoi giocare, e lo dimostra la palla incredibile buttata da Meghni sullo zero a zero, più che il secondo tempo che era un'amichevole, di fatto.

La Lazio (lo aveva detto Delio ad agosto) non poteva permettersi di sbagliare la scelta del portiere. Non penso di essere ingeneroso verso Ballotta, che ha ricevuto anche i complimenti da Raul per un intervento su un tiro secco ma centrale, anche se a fil di traversa e a partita finita, dicendo che con un portiere al top la partita la si giocava sul filo tutta quanta.

La squadra ha sbagliato ma tutti e tre i gol erano evitabili, secondo me, e comunque mi sembra che gli episodi negativi che hanno per protagonista il portiere biancoceleste stiano diventando troppi. D'altra parte l'età non gioca a favore del buon Marco, protagonista in passato di ben altri trionfi, scudetti e coppe incluse. Due gol evitabili subiti in quattro minuti, con mezza squadra fuori condizione: abbiamo fatto quello che potevamo ed era poco, contro una squadra che poteva moltissimo e molto ha anche mostrato, sia pure giocando in pieno soltanto per una ventina di minuti. Che potessimo metterli in difficoltà l'abbiamo dimostrato all'andata.

Finiamo quarti in un girone in cui non abbiamo sfigurato. Potevamo qualificarci per gli ottavi, se fossero andate per il verso giusto alcune cose.

Se Lotito avesse adeguatamente rinforzato la squadra, primariamente.

Sono stati commessi errori dei quali occorrerà fare tesoro.
Da questo errore principale dipendono in parte anche alcune circostanze sfortunate. Vedi alla voce infortuni non traumatici a catena.
In parte sarebbero stati lo stesso inevitabili, giocando con questa frequenza. L'opaca condizione di molti, però, ruota intorno a questa situazione: c'è chi è stato fuori per guai fisici e chi ha giocato troppo.
Siviglia, Mutarelli, Rocchi, visti stasera, erano lontani dalla condizione migliore. Tre colonne della Lazio terza in classifica l'anno scorso.
Zauri e Behrami fuori, Ledesma con problemi, il buco del portiere, il cucciolo di nuovo in campo (e con che piglio...).
La Lazio era quella migliore per tre undicesimi: Cribari, Mudingayi, Pandev. Positivi tutti e tre, fra l'altro.

Andiamo a vedere, adesso, come Delio recupererà la squadra alla migliore condizione. Lui può fare molto, ma non tutto.
Il buco del portiere lo deve riparare la società, sfoltendo dove necessario e preparando al meglio la prossima stagione.

Adesso comincia il compito più difficile: dimostrare che questa non è una stagione di ridimensionamento.

Tutto il mio disprezzo per chi è andato al Bernabeu a sputtanarci ulteriormente, intonando i soliti canti laidi. Feccia che sporca la Lazio ovunque va. Il commento televisivo di Plastino era veramente terribile. Ma ho girato su Piccinini e ci hanno fatto tre fischi. Porca zozza.

11 dicembre 2007

Il Genio

Da domani si chiude


I morti della ThissenKrupp non faranno più notizia molto presto. Fa un po' rabbia leggere notizie che oggi danno conto di qualunque infortunio sul lavoro, anche banale, surfando sull'onda emotiva. Da molto tempo gli operai (in parecchi lo ricordavano ieri, ma è tardi: sono anni e anni che è così) sono scivolati irrimediabilmente indietro, quanto a visibilità e a possibilità di far conoscere la propria condizione. Non sono più classe, spersi tra i tanti volti che ingrossano le file del nuovo ceto debole, fatto di dipendenti pubblici, di insegnanti, di tanti altri che affiancano i salariati, sempre più deboli, sempre meno numerosi. Tutti pensano di aver fatto il possibile per evitare che accadesse l'irreparabile, ma non è così. Non è mai così, perché si può sempre evitare l'infortunio mortale al lavoro. Si può e si deve. I fischi al sindacato, l'impotenza del governo, l'irresponsabilità delle imprese, la debolezza estrema dei lavoratori. E un futuro oscuro.

Un tempo per tutto

10 dicembre 2007

riserve

se La7 ha un buco in palinsesto, a questo punto caldamente suggerirei:


molto meglio del titolare

Avanti, miei Prodi

Se Bertinotti e gli altri si rendono conto che tirarsi indietro significa spostare l'asse dell'Italia verso il centro e verso la destra. si fa qualche passo avanti. E sembra che qualcosa di buono stia accadendo, nelle ultime ore. Quello che è successo a Torino significa che c'è un bisogno disperato di un contrappeso a sinistra, ma di quelli concreti, che portino a casa risultati. Questo governo qualcosa ha fatto e se non fosse stato questo l'equilibrio delle forze dell'Unione avrebbe forse fatto meno cose per i più deboli. Serve la riforma elettorale, per quando si tornerà al voto, ma serve anche dare una continuità alle cose buone che sono state fatte, e farne ancora, farle crescere, seguire. Ci sono semi da piantare in questo deserto, ed è politica di quella migliore, fatta avendo a cuore la gente. Fateci vedere che ci riuscite ancora, e non ci venite a dire che la base di sinistra non capirebbe, che se non capisce la gente di sinistra, chi altri allora?

Implosione

Le tortorate che volano nella Cdl sono uno spettacolo sublime

Grottesco e volgare

Gnamo, è chiara la differenza tra una figura grottesca come quella che ha usato Luttazzi per il suo testo e l'insulto ipotetico a Ferrara. Non credo si sarebbe tirato indietro se avesse voluto farlo, quello che voleva, però, era esattamente usare una figura grottesca che fosse contemporaneamente sgradevole, urticante, in qualche modo velenosa. Se ci togliamo pipì e pupù non fa tutta questa differenza, o il problema sta nel fatto che Luttazzi ha detto cagare e pisciare?
Non può essere, suvvia

9 dicembre 2007

Haiku # 1

Sempre weekend
così: vinciamo tutto
e passeggiando

Dolce stil novo

In un boschetto trovai pastorella:
più che la stella bella al mio parere.
Con la sua verghetta pasturava agnelli;
e, scalza, di rugiada era bagnata.
Cantava come fosse innamorata,
era adornata di tutto piacere.
D'amor la salutai immantinente,
e domandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolcemente
che sola sola per lo bosco gìa
e disse: "Sappi, quando l'augel pia,
allor disìa il mio cor drudo avere".
Poi mi disse di sua condizione,
e per lo bosco augelli audìo cantare;
fra me stesso dicea: "Or è stagione
di questa pastorella giò pigliare".
Mercé le chiesi sol che di baciare
e d'abbracciare le fosse in volere.
Per man mi prese d'amorosa voglia
e disse che donato m'avea il core;
menommi sotto una freschetta foglia,
là dove io vidi fior d'ogni colore,
e tanto vi sentìo gioia e dolzore
che 'l dio d'amore parvemi vedere.

.
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Ahò, questi tromb... ehm, poetavano, altro che storie...

Luttazzi imbavagliato di nuovo

Sospesa la sua trasmissione dopo uno sproloquio scatologico che personalmente disapprovo (non sto qui a citare che è tardi e in giro se ne parla in tanti e c'è pieno di filmati) e che ritengo anche superfluo, come il suo desiderio di essere urticante a tutti i costi.
Penso che possa esprimersi meglio, il suo programma non mi era piaciuto gran che anche se gli riconoscevo il diritto di partire dalla rabbia e dal risentimento di chi era stato massacrato ingiustamente nel suo lavoro e nella concreta possibilità di svolgerne uno. Quella di La7 è certamente una censura e non dovrebbe esistere in quanto tale. A niente serve commentare, come molti fanno, chiedendosi se quella battuta sgradevole era davvero necessaria. Non sarà stata degna di Shakespeare, è vero, in compenso l'oscuramento è stato pessimo. Non so che margini ci siano per sperare che rientri. Mi dispiace per Luttazzi, che sul suo blog non dice ancora niente sull'accaduto, anche se non sono un suo fan e nemmeno un suo spettatore.

Aggiornamenti:
Qui Aldo Grasso sull'argomento

qui Gad Lerner

Morire di lavoro

Non si può morire così, per andare a ingrassare la Thissen/Krupp della situazione. Se ne parla e si discute, ci si aprono giornali e telegiornali, ma non si "sente" abbastanza la cosa. Questo paese annega nella retorica a buon mercato ma non riesce più a guardare al lato delle cose che ferisce. La dignità, o non so più che, dopo le recenti discussioni, tra la morte del tifoso laziale e gli omicidi che tengono alta l'attenzione. E' un dolore incredibile, se ci pensate. Che possa esserci chi è costretto ad accettare il rischio di finire bruciato in un paese come l'Italia, nel 2007, per motivi che con tutto hanno a che fare meno che con la fatalità. Chi si "sporca" le mani con l'argomento, anche semplicemente fermandosi a riflettere per cinque minuti, spesso non riesce a far altro che a invocare norme o entità che le facciano rispettare. Impotenza allo stato puro. La verità è che il lavoro ha una sua etica e un suo punto d'equilibrio. Se il punto d'equilibrio è il rischio della vita contro un salario, allora ce n'è di strada da fare e può cercare di farla solo chi sta sotto. Perché la responsabilità sociale dei datori di lavoro è ancora un bel sogno di là a venire. E le cose per cui lottiamo sono futili, sono lontane dall'essere obiettivi in linea con l'evoluzione delle condizioni di lavoro e perciò di vita. Si comincia ad alzare la voce sui salari, ma la verità è che la prima voce autorevole che si è levata sul tema è stata quella del Governatore della Banca d'Italia (sic). E che le condizioni che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori sono le stesse che ne mettono in pericolo la permanenza nel mondo del lavoro. Che le due cose sono legate, e che il rischio-morte è fortemente collegato con la debolezza contrattuale.

8 dicembre 2007

27 anni fa


come un fulmine a ciel sereno.

We have a dream

or a nightmare. In quarant'anni scarsi di lazialità mai mi era capitato di sognare di battere il Catania. Oppure no, è successo una volta in serie B, ma avevamo la pretesa di essere più forti e loro ci fecero patire le pene dell'inferno. Spesso abbiamo la pretesa di essere migliori di quello che siamo in realtà, noi laziali. ma stavolta non è una pretesa, è anche la realtà. E' bugiarda la classifica, la condizione, la resa sul terreno di gioco. Una squadra a cui non riesce niente, che l'anno scorso ha tagliato il traguardo in terza posizione: questa distanza (troppa) rivela che il problema non è facilmente individuabile, ma anche che la situazione finirà per migliorare anche per inerzia. Gli errori della società (Lotito ha molti meriti ma è il maggior responsabile di questa situazione delicata) rappresentano un alibi, è vero. E i giocatori quando hanno degli alibi in genere rendono meno, il che non è automatico come un interruttore che fa click e si spegne la luce. Può succedere, come è successo che la depressione di inizio stagione dell'anno scorso si è trasformata in esaltazione, allorquando come per incanto le cose hanno incominciato a girare. L'anno scorso andavano tutti più o meno bene, e Ledesma era un disastro. Quando l'argentino ha incominciato a girare, c'è stato il decollo. Quest'anno sembra si salvi solo lui. E' una forzatura, d'accordo, ma sottolinea come gli equilibri del calcio siano precari e come siano lontane dalla realtà le analisi sulla carta. La Lazio non ha condizione perché gioca ogni tre giorni e non si allena. Per questo viene falcidiata dagli infortuni. Perde perché non è in forma e perché non ha morale. Non ha morale perché perde e gioca male e si abbatte. E' un circolo vizioso visto mille volte. In questi casi tutto fa brodo: i punti, anche rubati. Gli allenamenti, anche se le gambe non girano. Anzi, più fatica si fa, più vuol dire che fa effetto. Il gioco, anche se manca il risultato. Perché cresca la convinzione e con lei la condizione. La Lazio si riprenderà, a prescindere dalle scelte che la società farà quest'inverno sul mercato. Questa crisi potrebbe portare, secondo le mie ossa, a una separazione con Delio Rossi e a una nuova fase. Io spero di no, ma ci devono essere i "presupposti programmatici" per andare avanti, a naso. E gli errori dell'ultimo mercato sono stati molti e pesanti. Rossi aveva fatto scelte, si dice, che hanno dato una svolta importante alla sua carriera. Ma dietro l'angolo c'erano gli sbagli degli altri, e oggi con il cerino in mano c'è rimasto lui, insieme ai suoi fedelissimi. La gente mette in croce Manfredini, Ballotta, Stendardo, Muslera o chi altri, e magari esalta Mudingayi o Firmani. In realtà non sono questi giocatori che fanno la differenza, anzi. Questa è gente che dal 5 al 7 sposta poco. Quelli che fanno la differenza latitano, perché non ci sono o perché sono spremuti e fuori forma. Ma andiamo a vederci sta partita...


ps: Vittoria fondamentale, bella Lazio, grandissimo Meghni, miglior Makinwa che ho visto in biancoceleste. A Madrid, adesso, che ce lo siamo meritato.

John Titor

Quasi ogni giorno c'è qualcuno che arriva su questo blog dopo aver cercato di John o Ethan Titor su Google. La vicenda è nota: Titor si affacciò su un forum di internet asserendo di provenire dal futuro e di essere arrivato qui con una macchina del tempo. Ogni tanto il fantastico Attivissimo ne riparla sul blog, o comunque produce materiale su Titor. Stavolta è andato a parlarne in Radio, ma soprattutto ha messo on line una bozza di libro sull'argomento. Qua il post e qua il libro.

un lento apprendistato, poi un pynchon


Ho resistito per anni, dopo aver conosciuto quello stonato di V., alla curiosità di leggere qualcosa di Pynchon. Ultimamente, però, mi sto ributtando sulle letture amerrecane. E rileggo romanzi dopo un paio d'anni buoni passati a leggere saggi, in prevalenza, che poi voi direte anche estiqatsi, giustamente. Quello che volevo dire è che questa è la prima volta che mi capita di leggere un libro in cui la prefazione è meglio della "ciccia". Un lento apprendistato, un buon inizio.

Il diritto di non leggere

Che siano triti o meno, i diritti del lettore di Pennac sono un punto di riferimento. Googlereader mi comunica che il blog che leggo di più è in realtà uno che ho deciso di non leggere. Curioso. Leggere attraverso i feed è una gran cosa, perché fa risparmiare tempo e offre un sacco di spunti interessanti, o semplicemente un'idea su ciò di cui si parla in giro. Da lettore amo saltare di palo in frasca. Ma anche scrivendolo, il blog. Ci sono cose che mi prendono e ne seguo il filo per qualche giorno. Cose che lascio lì e poi riemergono. Cose che non so da dove siano arrivate. In questo blog sono capitato giorni fa, non ricordo bene come (devo averlo intercettato su anobii, forse). Mi ha attratto questo micio fantastico:

(foto di EBass)
forse perché mi ricorda tanto Alice, la mia gatta-supereroe rimasta a Roma insieme a Marcie. Feed sottoscritto. Una scatola di Petreet al micio della foto, please.

cinnamon girl



Pensare che c'è chi odia la cannella.
E che gli offlaga disco pax ci hanno scritto una bella canzone, sulle cinnamon che erano gomme del ponte.
Ho sempre amato Neil Young. Questa canzone specialmente, ma ancor di più questa:
.

E poi altre, a decine. Cortez the killer per tutte.

7 dicembre 2007

L'oppositore nella riserva indiana

Chi eravamo, chi siamo

Leggo quotidianamente Squonk solo da qualche mese e mi piace molto quello che dice e come lo dice. Oggi ho letto questo fai a meno di me, scritto per un blog che rievoca un raduno di bloggers che si teneva a Rozzano all'inizio del 2004, epoca in cui io avevo già detto a me stesso che ero oltre il blog. Faccio il verso a Bertinotti. In realtà avevo smesso di curare il mio blog per dei motivi personali validi, che avevano qualcosa a che fare con la mia sensibilità personale. Le cose andavano così, esattamente come dice Squonk: c'era grande eccitazione (non dico fermento ché sennò si pensa che stia parlando dei favolosi anni sessanta) intorno a questa faccenda dei blog. Io curavo già da anni un megaforum di tifosi di calcio, dunque ero abituato a scrivere su internet cose personali. Ma il blog è molto diverso da un forum. All'epoca pensavo fosse meno interessante, ma mi sono ricreduto. Una cosa che ha a che fare con l'entropia. Via blog ho conosciuto mia moglie. Ma l'incontro è avvenuto "dal vivo". Per me è un privilegio assoluto poter inzeppare di contenuti un luogo virtuale. Echi di pensieri, appunti, foto, canzoni, ritagli di giornale, stupidaggini. E anche memorie di incontri nella vita reale messi in moto da incroci improbabili che non si sta a raccontarli mai per come sono avvenuti davvero, non a chi non conosce il mezzo e le sue possibilità. Domenica scorsa ho aggiunto altre due conoscenze piacevoli a una lunga lista. Via internet, sia forum che blog, ho fatto incontri che mi hanno cambiato la vita. Non serve raccontarli esplicitamente, perché li raccontiamo ogni volta che apriamo un post e aggiungiamo altra roba a questi fiumi di parole che scorrono paralleli verso un mare che non si sa dove sia, ma c'è.
Leggo per lavoro di vino e di giudizi espressi ogni giorno da persone che nella vita valutano per mestiere quello che fanno gli altri. A quelli che leggo vorrei offrire un riflesso, vorrei fare da specchio a chi scrive e dirgli di continuare a farlo, come viene viene, perché è importante. Anche se c'è chi se ne approfitta, chi ci si atteggia, chi è invidioso, chi mette il palchetto per fare il fico, chi vuole fare la blogstar, chi la primadonna, chi ritiene di poter ragionare con le community come si faceva una volta con le comitive. Cazzate. In una community "ci scrivi dentro", ma chi scrive è sempre uno, che più che con gli altri si confronta con se stesso. Il mio giudizio sul vino-blog di Squonk è: tre bicchieri. Ma è un pretesto, questo, per parlare d'altro. O per farsi passare la fame, la voglia di dire.

5 dicembre 2007

tre fischioni


e passa la paura. pensavo peggio, vista la prestazione di Siena. Grazie anche all'arbitro, che annulla all'Inter un gol valido, finisce zero a tre. Ancora è notte, ma piano piano arriverà l'alba pure per la Lazio.

Ma gli altri non l'hanno mica presa bene

Il caro Fausto ha tirato un calcio negli stichi a Prodi, ma i compagni l'hanno presa maluccio.

Il leader della Sinistra democratica Fabio Mussi ha sparato a zero sul linguaggio massimalista di Bertinotti («Che sinistra vogliamo costruire? Certo non residuale e protestataria...»), parole simili ha pronunciato il segretario del Pdci Oliviero Diliberto («Bisogna avere una vocazione da partito di governo»), mentre il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, dopo essere stato ricevuto da Prodi, ha rispolverato il «fantasma del 1998», usando parole fortissime: «Far cadere il governo sarebbe un regalo a Berlusconi: tutto ciò è scandaloso!».


(lastampa.it)
mi sa che la Cosa Rossa non gode di ottimissima salute. Sempre per il solito motivo. Un caso, eh.

Across the universe

di Eupremio Spinozza
Lettori miei, se che incubo! Ero andato a trovà la commare Palmetta che me doveva raccontà del matrimonio de Prunchillo, che a me non mi aveva invitato per una vecchia litigata, una disputa di confini (la notte andava nella macchia e spostava lu lemmete, io la mattina doppo lo rimettevo a posto e insomma sempre a fà cucì). Per non starla a fare tanto lunga, bevuti sette-otto caffé col Mistrà me sò nteso un po' na fiacca llà a le zampe. E allora mi sono preso un biglietto per il cinema del paese, così me ne stavo un po' a sedere al buio e magari facevo pure un po' na dormitina. Ma sarà stata un po' la tromba, un po' la trippa che doleva, non ci ho capito niente e ci ho avuto le allucinazioni tutto il tempo. Canzoni rocchettare dei bitorz, donne ignude, soldati colle facce da leone, menzi drogati e mignottone che annavano e venivano. Che ce reccapizzi? Alla fine m'ha raccolto Sabbatino, che fa lu cassiere al cinema e che mi ha aiutato a ricostruire la storia. Era un musicol! Come quelli de Fred Aster! Ma bello, arrabbielo. La storia è di Jude che se ne parte dallu cantiere a ritrovà lo padre che avia ingravidato la mamma e poi je s'era fatto un po' tardi ed era corso a casa. Jude se cridia che lo padre era un professore e invece era un bidello. Però doppo s'incontra con Max che era un po' sciroccato e partono in giro pell'America, precisamente a New York, dove vanno a vivere in una casa de drogati e trucibarde. Jude diventa pittore, quell'antro parte e va allu vietnamme, Jude no, che era inglese e doppo na litigata colla fidanzata Lucy e li morammazzati capelloni che andavano zeppeando colle guardie, torna alla fabbrica in Inghilterra anche perché l'avevano arrestato. Un po' sta a casa, doppo se ne ritorna in America co sti amici e balleno e canteno, tante canzoni sempre tutte dei bitels. M'è dispiaciuto soltanto che non stavo in sentimenti, infatti mesà che ritorno a vedello co Ngilina, la vicina della commare Palmetta che m'è sembrata tanto simpatica l'altra volta. Così possiamo poi discutere delle cose tecniche, della regia e della recitazione. Intanto la settimana prossima ci sta Raffone che mette in scena la Dodicesima Notte. Toccherà facce na scappata.

4 dicembre 2007

De-evolution

Ogni tre per due riciccia la patetica questua dei laziali (cioè, di ALCUNI laziali) a Bertarelli. Contrabbandata inizialmente da un gruppo di ladri di polli capeggiati da un sedicente giornalista televisivo, la panzana dell'interessamento del miliardarissimo boss di Alinghi, già alla Serono, al glorioso club biancoceleste è talmente logora che stupisce che ci sia ancora qualcuno capace di ventilarla, rispondendo all'irrefrenabile impulso a comportarsi da coglione. I più rivendicano il proprio diritto al sogno. Sarà, ma qua la realtà deborda e in certi ambienti sarebbe utile finanche la camicia di forza. Al momento un certo numero di sconsiderati sta molestando il guestbook del sito di Alinghi, implorando il sidereo bertazza di investire qualche spiccio nella traballante navicella biancoceleste, congedando il malsopportato Lotito, reo di aver chiuso il rubinetto delle mance alla gang di ultras che, come in ogni dove, taglieggia la società d'appartenenza in nome della mentalità e dell'amore per la maglia. Ma basta, che cavolo.

Escalation

«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino». Ha usato queste parole il consigliere leghista Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all’ordinanza anti-sbandati sottoscritta da Gobbo e chiedere metodi più duri contro gli stranieri che abitano in città. Da la tribuna di Treviso.

Senza parole.

peaches en regalia

entropia

entropy is that nature tends from order to disorder in isolated systems

Io non c'entro

La cosa che più mi risulta indigeribile, di Bertinotti e dell’atteggiamento rifondarolo prevalente, è questo parlare da esterni a qualcosa di cui si fa parte. Il governo deve dire questo, fare quello, dare risposte, accettare o meno certe richieste. Nello stesso tempo, le istanze dei ceti più deboli e l’identificazione con la “sinistra”, genericamente intesa, trovano un più partecipativo “noi”, quando non si finisce per far coincidere i deboli da difendere con il perimetro della sinistra radicale. La chiamo così anche se non mi piace la definizione perché Bertinotti stesso la usa e in qualche modo la “sdogana”. Insomma, del presunto fallimento del centrosinistra una forza di governo è responsabile per la sua parte, altro che proiettarsi in avanti. Il diritto di stare all’opposizione che rivendica Fausto è sacrosanto. A me sembra che sia stato esercitato dal primo giorno, vista la continua dissociazione che trova eco anche nelle smorfie di Diliberto e nel continuo puntare i piedi di questo e di quello. Legittimissimo: ma se c’è un interesse ritenuto prevalente (vivaddio, quello del Paese) che porta alla scelta politica di rimanere nell’area del governo, coerenza vorrebbe che si abbassassero i toni della critica. Qua c’è una pletora di gente che sembra stia facendo un favore a Prodi, e la cosa mica mi torna. Anche perché tutti hanno sminuito i meriti, quand’anche ci fossero, e sottolineato le storture come meglio la cdl non avrebbe potuto. Un’opposizione interna insopportabile, col suo bastiancontrarismo, con l’aggiunta dei ragli di Mastella, Di Pietro, Dini, Parisi e chi più ne ha più ne metta, in un canto che di corale non ha molto. Ognuno, in realtà, ha badato agli interessi propri. Non si capisce, altrimenti, perché tutta sta compagnia di nicchianti dovrebbe far stare in piedi il governo, se fa così tanto schifo.

Dieci ragioni per lasciare che tuo figlio scarichi

Un post perentorio da Maestrinipercaso.

3 dicembre 2007

terzo tempo

A me sembra la solita cosa posticcissima. Prevederlo per regola, poi... Una volta il Cholo prese una sputacchiata da Zago, in un derby. Sollecitato dai microfoni che zeppeavano dopo la gara, rispose: "queste cose accadono sul terreno di gioco e là finiscono". Non sarà vero fair play, forse, ma si trattava di giocatore vero.
Il fatto che ieri lo si sia fatto a Firenze va bene, il fatto che ci si catapulti ogni volta a moltiplicare per mille un gesto edificante, senza pensare che ogni volta se ne diminuisce enormemente l'impatto... vedi alla voce palla messa in fallo laterale per soccorrere gli avversari: pollice verso.




(zeppeavano, in matriciano, vuol dire: cercavano a tutti i costi di provocare)

Editors


Abbiamo appena pogato sul divano perché su All Music invece delle solite tipe a culo gnudo passavano the racing rats di questi editors, una roba che faceva un po' new wave, un po' che ne so. Purtroppo non la si embedda. E allora ecco bullets.

Emergenza criminalità

Il tg serale (c3tnews) di canale tre toscana apre con una rapina avvenuta a Colle Val D'Elsa. Dieci euro il bottino, la vincita di un ragazzetto al videopoker. E' arrivato il temibile predone magrebbino e zac. Sta a venì proprio la fin del mondo...

cheppàll

Sì, ieri la partita tra Siena e Lazio è stata proprio divertente. Detto questo, è stato un pomeriggio estenuante: non sai mai che augurarti, col conflitto familiare appeso al risultato (già ieri mattina l'ultras qua dava in escandescenze e cercava lo scontro fisico). E' finita pari perché era impossibile che tanta pochezza e lagna premiasse una delle contendenti. Andrà meglio alla prossima volta, magari con qualche mal di pancia di meno. Se poi Ballotta si rende conto di parare come un portiere di 43 anni... Squisiti ospiti Peppe l'alieno e Stefano con squisita consorte acalcistica. Presi a buristate, come si usa fare agli ospiti graditi.

2 dicembre 2007

heureusement

Il y a des questions que je me pose