14 luglio 2009

sciopero

Beh, come azione dimostrativa, visto che non scrivevo da ottobre, ho ripreso a farlo oggi. Vale lo stesso.

tout se tient


Lunedì è l'anniversario della passeggiata sulla luna. E noi pensiamo a Buzz Aldrin.
If you believe

21 dicembre 2008

Per Alexis

Una poesia dei giovani della coalizione di sinistra Synaspismos per ricordare il giovane Alexis Grigoropulos, ucciso dalla polizia a quindici anni

5 dicembre 2008

tipi psicologici

Questo è il tuo tipo psicologico:

Tipo ENF

Orientamento Funzione dominante Funzione d'appoggio Funzione terza Funzione inferiore Tendenza
Estroverso Intuizione Sentimento Pensiero Sensazione Percettiva

Questo tipo è motivato dalle novità e dalle possibilità che la sua intuizione riesce a cogliere. È curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. È empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. È anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare. Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed è molto leale nei confronti dei suoi amici. È una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. È sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi. Ai suoi occhi non c'è niente che non abbia una qualche soluzione! È dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. È indipendente e non è un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall'autorità e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creatività per aggirare le regole se le considera inutili o superflue! La sua funzione inferiore è la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantità di idee ma può non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti può portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non è generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attività. Appoggiandosi più al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente all’analisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro è più adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. È comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficoltà. È un entusiasta, è interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.


http://www.altamira.it/html/test_psico/test.asp

7 novembre 2008

Obamania

Obama è un negro (lo scrivo così volontariamente, in omaggio alla traduzione anni 60 di LeRoi Jones/Amiri Baraka di blues people di cui sono in possesso) alla casa bianca. Su un piano simbolico è la redenzione per la sofferenza di milioni di africani deportati e ridotti in schiavitù e per la loro discendenza americana (i figli degli immigrati sono cittadini del paese in cui nascono, che li si discrimini o no).
Questo vuol dire speranza. Per tutti.
Non vuol dire che qualcosa sia cambiato, ma rappresenta una porta aperta al cambiamento. Il resto è tutto da vedere. In Italia, al momento, una speranza non c'è: giusto rallegrarsi per Obama, attendendo che ne nasca uno pure qua. Ma presto...

1 novembre 2008

San Giacomo

Mi fa trasalire solo il sentirlo nominare, visto che è lì che è morto mio padre.
Per quello che è successo, però, a dei pacifici manifestanti, non si può non indignarsi.
Bisogna indignarsi. Che la misura è colma.

25 ottobre 2008

L'Unità

Nuovo nuovo, l'ho comprato. Bello, m'è proprio piaciuto

23 ottobre 2008

La scuola di partito

"Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le
deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e
deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve
essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la
fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà,
cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la
scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del
totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè.
Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne
ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le
scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più
permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono
scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è
un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola
di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido,
come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono
pericolosissime..Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un
partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente
vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento
per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata
dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le
scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa
resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è
stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta
un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e
comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le
scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di
privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a
queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di
Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di
dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro
figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A
"quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e
si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola
privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare
apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora
le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna
discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i
cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho
già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la
sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la
serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli
minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle
scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole
private denaro pubblico"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa
della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

ti ho sempre amato


17 ottobre 2008

scivolate

Concita De Gregorio alle invasioni barbariche: "topolino e diabolik erano bisex".