29 maggio 2007
28 maggio 2007
scarpate
Questo fenomeno di calciatore l'anno scorso si è aggiudicato la classifica dei cannonieri con trentuno gol, calando un po' nel finale dopo un girone d'andata da manicomio. Il risultato gli è valso la conquista del prestigioso premio della scarpa d'oro, riconoscimento che spetta al miglior realizzatore europeo e che ha una storia di oscuri vincitori antiqui, ciprioti, bulgari, rumeni, austriaci, belgi di secondo piano, fino a che qualcuno non ha pensato bene di tarare i gol in base al "peso" teorico dei campionati. Comunque Toni ha fatto i suoi gol, alla fine ha vinto la classifica, si è preso la sua scarpina e amen, il tutto abbastanza in silenzio. Quest'anno toccherebbe a Totti, e allora giù a grancasse, squilli di trombe e annunciazioni. C'è stata gente che ha detto che la scarpa d'oro vale ben più del pallone d'oro, basata com'è su dati oggettivi. Van Nistelrooy, possibile contendente del trofeo, ha fatto sapere che se ne frega e per lui conta solo vincere la Liga. Normale. Il circo è solo qua, per fortuna.
deposto da pank alle 22:32
Etichette:
calci
0
commenti
Alla fine
Il cerino è rimasto in mano al Chievo, e non è andata come si pensava che andasse. Il maggior indiziato, fatta la tara dei confronti che sulla carta erano in un modo ma in campo poi no, sembrava il Catania in pole, con la possibilità del tana libera tutti del Siena. Il quale a sei minuti dalla fine era sotto il pelo dell'acqua. Poi l'emersione e il pucciamento del pandorino nella mota della retrocessione. L'effetto domino partiva da lontano: la sequenza dei gentili omaggi era partita da roma-torino, con contorno di catania-milan, per proseguire con Roma-Cagliari, una spruzzata di Lazio-Parma, un secchio abbondante di Empoli-Reggina e la ciliegina di Reggina-Milan, al quale si è aggiunto il cedevole muro opposto dalla Lazio al disperato Siena degli ultimi istanti. Ha ragione Gianni Mura, che dice che se tutto fosse dipeso dal gioco a scendere sarebbe stato il Toro, grazie alla brillante idea del suo presidente di affidarsi per gran parte della stagione a Zaccheroni, abbastanza bollito, oramai. Con tutti al massimo dell'impegno, probabilmente il finale di campionato sarebbe stato diverso, e alcune squadre si sarebbero potute esimere dallo svolgere l'antipatico ruolo di arbitro. Ma in questi casi la differenza la fa il calendario, e il fatto di avere due scontri diretti nelle ultime tre gare ha condannato il Chievo a vincere per salvarsi. Gli altri hanno comodamente recuperato i bonus trovati sul terreno. Urge la riduzione delle squadre a diciotto, per ridurre la terra di nessuno in mezzo alla classifica. Di più non si può.
deposto da pank alle 22:20
Etichette:
calci
0
commenti
10 maggio 2007
family day

I tempi sono cambiati.
Vengo da famiglia di assenze e sono sposato perché ci credo, nella famiglia.
Proprio per via delle assenze di cui sopra, che voglio diventino presenze e via.
Ma basta, cazzo, con questa montagna di bugie e d'ipocrisia. Noi vogliamo la famiglia, e vogliamo i Dico, anzi, ci vorrebbe molto più coraggio. Chi dice il contrario e ci dipinge come nemici della famiglia, o peggio male della società, distrugge quel poco di credibilità che gli resta.
deposto da pank alle 22:15
Etichette:
dico
0
commenti
In quei giorni

Arrivi in ufficio e ti siedi dopo ore nessuno ha il collegamento a internet attivo il server di posta non funge la rete non si avvia l'ibiemme nicchia il router non allinea, poi ne parte uno, si ferma l'altro, fai un pwrdwnsys che non parte il tcpip tappi una falla e se ne aprono quattro, manco fossi il rigazzino della diga in holanda.
In quei giorni meglio lasciar perdere. La mattina dopo la metà dei problemi si è risolta da sola. Regna la jella, o è solo la radiazione elettromagnetica, chissà.
E poi tutti si metteranno lì a dirsi di quanto tu non faccia un càzzo, tutto il giorno impappagallito davanti a quel monitor, sempre a giocare
deposto da pank alle 21:52
Etichette:
alfabetizzazione informatica
0
commenti
9 maggio 2007
legalize it

Si fa un gran parlare di legalità e di razzismo, in giro, a proposito dell'Italia, dell'informazione italiana, dei reati commessi da immigrati messi in evidenza rispetto a quelli di produzione propria e altri qualunquismi assortiti. Uno fra tutti, Beppe Grillo, nel suo blog-quaderno del santone demagogo che diventa ogni giorno peggiore e che di proposito non linko. Quello che sommessamente annoto è che se si continua a dire dàlli al negher da una parte e a stracciarsi le vesti a ogni tentativo di distinguo dall'altra, non se ne esce. A destra si pensa di essere gli unici depositari e difensori della legalità, a sinistra sollevare il problema è tabu e basta. Questo fa il gioco di chi vuole appiattire la discussione, aumentare il contrasto, azzerare le sfumature. Il livello di conflittualità è fuori controllo. Il desiderio di legalità non trova soddisfazione nella discussione, è importante invece informare e fornire gli strumenti per distinguere. Se non lo si fa, il razzismo da mucchio l'avrà vinta. Quando si fa in tanti il tiro al piccione su qualcuno, succede anche che chi non è interessato alla questione aggiunga la sua palata di merda, per semplice inerzia. Negare il problema della legalità da legalizzare, minimizzarlo come questione secondaria, attribuirne le cause agli extracomunitari o all'avversario politico non è mettersi dalla parte della soluzione. Ci sono molte altre vie, oltre a innalzare forche e/o a demolire le galere. Intanto Chiamparino parla di punire chi fa uso di droga, e la bussola impazzisce. Non si sa bene chi sta dove e perché. E sulla droga se ne sa troppo poco, per essere un problema sul tavolo da quarant'anni.
E' che bisognerebbe prendersi a cuore qualche questione in più, mi sa.
deposto da pank alle 22:44
Etichette:
take it easy
1 commenti
ipse dixit

Sto ancora cercando di analizzare tutti i fattori di quella partita, ma la realta` e` che noi abbiamo incontrato una delle migliori serate nella storia del Milan`.
(Alex Ferguson)
ecco, il calcio dovrebbe sempre funzionare così.
deposto da pank alle 11:52
Etichette:
calci
0
commenti



