27 marzo 2007

seoul



E' tutta una roba di motivazioni. Voglio dire, eravamo passati al 286, e in pausa pranzo c'era questo videogioco sulle olimpiadi di Seoul. E ci sfidavamo sui quattroacca. E c'era tutto per fare un tempone, c'era il ritmo da tenere con la tastiera, l'ostacolo da staccare a tempo, il crono da tenere a tiro. Partimmo. Sulla curva cercai il ritmo buono, tap tap tap, si correva usando le frecce, tap tap. E poi zomp con la spaziatrice. Taptaptap e zomp, era come se fossero i tredici passi tredici, era come correre fianco a fianco con Edwin. Spaventarlo con la propria presenza, fargli sentire che non c'era cedimento, anzi. Che si poteva incrementare. Taptaptap e zomp, l'ultima curva, poi la paura di cadere sull'ultima barriera. La certezza di averlo staccato, Edwin HA MOLLATO, CAZZO! Moses ha mollato, ALEEEEE'
Traguardo.
Oro.
World Record. 43:43. Tre secondi e 59 in meno. Un fenomeno.
Capii che il computer poteva discretamente cambiarmi la vita, visto che suonavo le canzoni dei Clash e trombavo alla grande Moses sui quattroacca.
Poi presi un 386.

Nessun commento: