1 febbraio 2008

Revolution


(nella foto, una roba compressa e degradata)

La creazione dell'mp3 fu rivoluzionaria perché consentì un'enorme compressione dei file audio senza una perdita significativa di qualità. In un cd la quantità di musica registrabile in mp3 è superiore di 7/8 volte. Questo perché (semplificando), furono scartate dalle registrazioni digitali le parti non percepibili dall'orecchio umano. La nuova legge sui diritti d'autore dice che "È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro". Dunque, a parte le limitazioni riguardanti l'uso, sembra proprio che l'mp3 rientri nella categoria individuata dalla legge. Meglio. Che sia un esempio perfetto di musica a bassa risoluzione o degradata. Emmò?
(se ne parla ovunque)

febbraio


Da febbraio mi aspetto molto, quest'anno.
E' bisesto come quattro anni fa, in cui a febbraio arrivarono grandi fortune.
Mi aspetto di riuscire a non farla stare in pena, per esempio.

insomma


la verità è che non esiste un cazzo di oggettivo, al mondo, o quasi

31 gennaio 2008

storie

Insomma, Roger Schank dice che la conoscenza è in larga misura strutturata secondo un modello narrativo, incentrato su storie. Quindi non c'è nessuna ragione al mondo per non raccontarsele, ecco. Anche se in qualche modo cozzano col rigore del pensiero logico. A pensarci bene è un motodo familiare per tutti, quello di sottrarsi al rigore o di starci dentro utilizzando delle piccole astuzie, come quei bambini ai quali legavano qualcosa al braccio destro per fargli distinguere la destra dalla sinistra. Mia sorella era mancina e la educarono a scrivere-fare-mangiare per forza con la destra, che la sinistra era male. Non s'è mai capito perché, a parte il fatto che la sinistra era la parte del diavolo. Però io con la sinistra non so scrivere manco a livello di prima elementare, e lei in questo modo è venuta su ambidestra. Un modo per ottenere inconsapevolmente risultati migliori, scazzando completamente il presupposto logico. O forse gli ambidestri sono più irrisolti di quelli che fanno le cose tutte con la destra o con la sinistra. Degli specialisti, insomma.

prima che finisca

Bisogna dargliene atto: questo gennaio del 2008 è stato un mese di merda come pochi.

metapiano d'azione

Non sono gli scripts, il problema, e se è per questo anche i piani si combinano bene. I metapiani, però, a volte non funzionano. Me lo ripetevo stamattina mentre ciondolavo per Via Montanini, facendo resistenza al tentativo d'aggressione del depresso che tentava di prendersi la scena. Metapiani che non funzionano, o semplice difficoltà a imbroccare la sequenza giusta, quando ci sono un milione di cose da fare per uscire dallo stato in cui uno non dovrebbe avere, in teoria, un cazzo da fare, essendo inoccupato, espulso dal mondo produttivo e che? Proprio questo è stato il punto d'innesco: il pensiero (tipico) che dice: sì, sono arrivato in città come gli altri alle otto e mezza, ma io in realtà non ho un cazzo da fare, mi mischio a loro ma non sono come loro. Tanto per semplificare. Che ci vuoi fare, si cede ma poi si riparte, l'importante è evitare la passività e cercare di andare verso qualcosa di meglio. Lo stiamo facendo. Nel frattempo scopro che Prodi, alla guida dell'ormai sfiduciato manipolo di protervi ministri di destra, ci ha allungato la disoccupazione ordinaria di un terzo, portandola da sei a otto mesi. Grazie, Romano. So che non mi servirà, perché me la caverò molto prima, ma sei stato un amico lo stesso.

30 gennaio 2008

willing suspension of disbelief

lo cita eio, il vecchio Samuel T., e fa venire in mente un sacco di volte che la willing suspension of disbelief fa la differenza, e fa anche un po' ridere. Per esempio, quando parla il papa...

a proposito di questo, volevo dire un'altra cosa, ma me la sono dimenticata. Poi ci torno

28 gennaio 2008

Blues people

Sto lavorando fitto fitto sul testo di LeRoi Jones, alias Amiri Baraka, che più sotto ho presentato. Trattasi dell'analisi del cammino degli afroamericani (nel libro, uscito nel 1963, definiti negri, antepolitically correct ma con una certa dura efficacia) dalla schiavitù alla piena cittadinanza americana, attraverso la musica più strettamente legata a loro. il blues, e il Jazz. Perciò sto per diventare un po' monomaniaco. Mi scuso con i miei cinque lettori...

Amiri Baraka

il manifesto, giovedì 8 aprile 2004

La mia rivoluzione afro-comunista
di Mauro Zanda

Parla il poeta Amiri Baraka, di passaggio a Roma per la rassegna "New York is Now!". L'urgenza di rovesciare Bush, le canzoni ancora attuali di Curtis Mayfield, il ritorno dei giovani all'Islam, l'America nera priva di una vera leadership, le contraddizioni interne alla scena hip hop, la mente perversa di chi ha inventato la slam poetry... "Vedo affacciarsi una nuova Harlem Renaissance"

Seduto di fronte ad un buon bicchiere di vino rosso, fisico minuto, scoppola e fazzoletto al collo, Amiri Baraka ricorda con piacere i suoi numerosi passaggi romani ai tempi in cui l'amico Renato Nicolini animava l'estate romana. Stavolta le direttrici della vita e dell'arte lo riportano nella città eterna per un concerto speciale in cui - voce e poesia - si ritrova ad accompagnare la nuova scena del jazz radicale newyorkese in una stimolante rilettura delle canzoni di Curtis Mayfield.
Poeta, saggista, scrittore, critico musicale e drammaturgo, Baraka deve la sua fama internazionale soprattutto a un testo, Blues People (ristampato in Italia da Shake), considerato alla stregua di bibbia della cultura popolare afro-americana. Un libro pubblicato originariamente nel 1963 che, a quarant'anni di distanza, possiede ancora intatta la portata innovativa della sua prospettiva critica, con una prima parte fortemente caratterizzata da un approccio antropologico e una visione d'insieme che oggi non faticheremmo ad accostare a quella anti-anti-essenzialista proposta di recente da Paul Gilroy in The Black Atlantic.
Personalità febbrile e poliedrica, Amiri Baraka (all'anagrafe LeRoi Jones) nasce come poeta beat negli anni '50 al fianco di Allen Ginsberg, ma ben presto avrebbe rivisto le sue posizioni artistiche in senso più militante: "Non ero che un bohémien di colore, e non potevo più esprimermi in quel modo. Sarei divenuto forte abbastanza da dire ciò che c'era da dire per tutti noi: per i neri certo, ma anche per tutti coloro che cercavano giustizia". Fu così che a metà degli anni '60 abbraccia il nazionalismo nero e partecipa attivamente alla rivolta di Newark per la quale nel 1968 verrà condannato al carcere con l'accusa di trasporto d'armi. A partire dal 1975 rivedrà anche le sue posizioni separatiste, sposando con fervore la dottrina marxista e restando fino ad oggi - per sua stessa definizione - un irriducibile afro-comunista.

Perché proprio le canzoni di Curtis Mayfield?
L'idea è stata del bassista William Parker, ma ho partecipato volentieri. Il suo messaggio è ancora attuale e tutt'altro che concluso. Canzoni come People Get Ready, Keep On Pushing, We The People Who Are Darker Than Blue riflettono perfettamente la stagione del movimento per i diritti civili. Quella rivoluzione culturale va portata a termine oggi come allora, bisogna rovesciare personaggi dell'ultradestra come Bush o Berlusconi in favore di una politica di stampo socialista.

Come ha reagito la comunità afro-americana di fronte alla nuova crociata anti-Islam portata avanti dopo l'11 settembre dall'amministrazione Bush?
La comunità nella sua stragrande maggioranza è contraria. Non ho mai visto come negli ultimi due anni un ritorno ai costumi dell'Islam da parte dei neri. Anche i ragazzi hanno avuto questo tipo di reazione; molti di loro adesso sfoggiano dei copricapo mussulmani che, anche fosse solamente una moda, è comunque sintomatico di un clima ben preciso.

Un paio d'anni fa il cantante Harry Belafonte ha bollato Colin Powell come un moderno schiavo domestico. Eppure quelle dichiarazioni sollevarono un vespaio di polemiche anche tra gli intellettuali neri. Qual è la sua posizione?
Non credo si possa definire Colin Powell uno Zio Tom, semplicemente perché è parte integrante di quella stessa classe di potere. Un membro espresso direttamente dalla nuova casta imperiale degli Stati Uniti d'America che, se è un servo, lo è nella misura in cui parte della borghesia serve un'altra parte della borghesia. Lui e Condoleeza Rice rappresentano un trick per le élite afro-americane, sono figure meramente rappresentative, facce nere messe lì in bella vista per legittimare lo status democratico e multirazziale di un gotha che possiede invece radici profondamente razziste e fondamentaliste. Prendi la storia dell'Affirmative action (corsie preferenziali atte a garantire pari opportunità d'accesso allo studio per le minoranze etniche, ndr): è stato tutto un gioco delle parti, con Bush apertamente contrario, in linea con la componente più reazionaria del Partito repubblicano e Rice che invece si è schierata a favore, così da tenere buona la borghesia nera. Stanno privatizzando tutto, ora si sono concentrati sulla spesa sociale, una cosa da abbattere definitivamente e poter poi reinvestire gli utili in borsa.

Un altro intellettuale afro-americano di spicco, Cornell West, sostiene che mai come in questi anni l'America nera viva un profondo vuoto culturale in termini di leadership.
Sì, sono d'accordo. I leader attuali sono dei falsi leader, più preoccupati a dare delle risposte al ceto medio nero che non ai poveri e ai diseredati. Ci sono un'infinità di problemi che ancora oggi in Usa affliggono la nazione dalla pelle scura, e sai qual è la linea di questi sedicenti leader? Che il problema principale risiede nell'attitudine sbagliata degli stessi neri. Una vera follia.

La parola ha sempre rappresentato un elemento cardine nella complessa cosmogonia afro-americana. Da qualche anno si è affacciato un nuovo stile di poesia improvvisata, lo slam. Che idea s'è fatto al riguardo?
Per me la slam poetry non ha alcun valore artistico. Tentare di introdurre il capitalismo nella poesia attraverso questa cultura del chi vince e chi perde è qualcosa che poteva nascere solo dalla mente perversa di alcuni bianchi di Chicago. D'altro canto esistono un sacco di nuovi incredibili talenti in giro, vedo una nuova Harlem Renaissance che si affaccia, poeti come Sekou Sundiata o mio figlio Ras, che ha fatto cose straordinarie assieme a Lauryn Hill.

L'hip hop è ancora la forma espressiva più importante per capire le molteplici contraddizioni in seno all'America nera?
Senza dubbio, anche se tutto è vincolato dal grande mercato. Oggi i neri controllano solo apparentemente le proprie edizioni musicali; a ben guardare è sempre tutto in mano ai grandi gruppi economici e se la tua proposta non è funzionale al sistema sei automaticamente tagliato fuori dalla grande distribuzione. Ti faccio una domanda: nell'ultimo decennio le figure predominanti uscite dall'universo hip hop sono state 2-Pac e Notorious Big, entrambi morti. Chi controlla oggi i loro diritti discografici?

Giorni fuori tempo

Mi muovo fuori sincrono, come la voce di Ghezzi.

Al momento viaggio con un giorno di ritardo: ho fatto parecchie cose un giorno dopo, compreso il post sul giorno della memoria. Studio sociologico sul blues che chiama negri i negri e poi mi viene da dire negri. E' un nuovonuovo Einaudi del '63, che il politically correct non c'era e se c'era dormiva. Mi sono ricostruito tutte le mappe della Ma Rainey e della Bessie Smith, c'era un che di importante, che a leggerlo capisci Obama come prodotto sbiancato al massimo di quella borghesia di neri professionisti affrancati assurti a modelli di vita da bianco. Che più bianco non si può. Barack è bello, meglio di èllry, pure i Kennedy sono con lui, lo voterei pure io, perché tra una donna e un black alla whitehouse non so scegliere, ma hillary de femmina ci ha poco, mi sa. E non è una battuta scorrect, coz amma huuuchiecuuuchie man