31 gennaio 2008

storie

Insomma, Roger Schank dice che la conoscenza è in larga misura strutturata secondo un modello narrativo, incentrato su storie. Quindi non c'è nessuna ragione al mondo per non raccontarsele, ecco. Anche se in qualche modo cozzano col rigore del pensiero logico. A pensarci bene è un motodo familiare per tutti, quello di sottrarsi al rigore o di starci dentro utilizzando delle piccole astuzie, come quei bambini ai quali legavano qualcosa al braccio destro per fargli distinguere la destra dalla sinistra. Mia sorella era mancina e la educarono a scrivere-fare-mangiare per forza con la destra, che la sinistra era male. Non s'è mai capito perché, a parte il fatto che la sinistra era la parte del diavolo. Però io con la sinistra non so scrivere manco a livello di prima elementare, e lei in questo modo è venuta su ambidestra. Un modo per ottenere inconsapevolmente risultati migliori, scazzando completamente il presupposto logico. O forse gli ambidestri sono più irrisolti di quelli che fanno le cose tutte con la destra o con la sinistra. Degli specialisti, insomma.

Nessun commento: